News Cinema

David Duchovny, Gillian Anderson e la vita fuori di X-Files

David Duchovny, classe 1960, e Gillian Anderson, nata nel 1968, sullo schermo sprigionano una sintonia ideale. Nonostante i 24 cm che li dividono, e le differenze fisiche e caratteriali, sembrano nati per fare coppia. In fondo l’idea veramente geniale di Chris Carter, il creatore di X-Files, è stata quella di sceglierli come protagonis...

David Duchovny, Gillian Anderson e la vita fuori di X-Files

David Duchovny, Gillian Anderson e la vita fuori di X-Files

David Duchovny, attore intellettuale laureato a Princeton, compie i primi passi nel mondo del cinema negli anni Ottanta. Appare in numerosi film, anche di successo, in particine di contorno, e sicuramente lo notano in pochi: ad esempio è uno degli amici presenti alla festa per il compleanno della Tess interpretata da Melanie Griffith, nella sua prima apparizione in assoluto in Una donna in carriera di Mike Nichols (1988). Due anni dopo ha un ruolo più importante in un film indipendente in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, New Year’s Eve di Henry Jaglom. Ma, in Cattive compagnie di Curtis Hanson (1990) è di nuovo soltanto il “partecipante occhialuto alla festa”.

Sempre nel 1990 appare però, e viene finalmente notato, nell’epocale serial tv ideato da David Lynch, Twin Peaks. Interpreta l’agente della DEA Dennis/Denise Bryson, la cui particolarità, oltre alla motivazione, la determinazione e il bizzarro senso dell’umorismo (una caratteristica dell’uomo trasportata spesso nei suoi personaggi), è quella di essere un travestito la cui prima apparizione vestito da donna lascia letteralmente di stucco l’agente Cooper di Kyle McLachlan. Dopo averlo ammirato in questa sua performance, lo ritroviamo sugli schermi cinematografici l’anno successivo in un’altra commedia indipendente, Giulia ha due amanti, in cui è un insinuante, affascinante e logorroico… maniaco telefonico. Qui si delinea quella che diventerà un’altra peculiarità dei ruoli di David Duchovny: il fatto di interpretare spesso dei personaggi ipersessuati, o comunque a proprio agio con la propria sessualità e il proprio corpo, tanto da portare l’attore ad apparire spesso, a differenza di molti suoi più pudichi colleghi, parizialmente nudo o – come recita il titolo del film di Steven Soderbergh da lui anche interpretato- anche Full Frontal. Prima di sfruttare a fondo la materia in Californication¸Duchovny – che cerca di dividersi equamente tra cinema e tv - inizia infatti nel 1992 il decennale impegno con la serie soft-core di Zalman King The Red Shoes Diaries. E al cinema è già apparso nudo nel 1991 nel bizzarro Sacrificio Fatale di Michael Tolkin al fianco di Mimi Rogers.

Nel 1992 ha il ruolo dell’operatore Rollie in Charlot di Richard Attenborough. Ma dobbiamo attendere l’esordio alla regia di Dominic Sena per vederlo finalmente protagonista, e antagonista di Brad Pitt, nella parabola sulla fascinazione americana per i serial killer Kalifornia (1993). La sua performance è ottima, e viene unanimemente lodata. Proprio in quell’anno, però, quando forse la sua carriera cinematografica potrebbe spiccare il volo, inizia a lavorare sulla serie che gli darà la fama mondiale. E’ l’anno dell’esordio di X-Files, che proseguirà fino a morire di stanchezza nel 2002, e arriverà sul grande schermo ben 2 volte, nel 1998 e dieci anni dopo.

La serie si gira in Canada, per motivi di convenienza produttiva e per le necessità dell’ambientazione. L’agente Fox Mulder, che nel 1997 si sposa con la collega Téa Leoni e diventa presto papà, si stanca di fare la spola tra le location della serie e Los Angeles, tanto che a un certo punto chiede e ottiene che le ultime stagioni dello show si girino nella sua città. Nel frattempo però la serie ha perso mordente, e finisce stancamente con un calo di ascolti da parte degli spettatori che in Italia non arrivano neanche a vederne la fine. Libero finalmente di dedicarsi ad altro, Duchovny torna al cinema nel 2000 con la moscia commedia sentimentale Return To Me, dove è al fianco di Minnie Driver. Viene anche a presentarla in Italia, dove lo incontriamo per l’occasione, trovandolo fortunatamente anche nella realtà simpatico, affascinante e aitante come ci è sempre apparso nella fiction. Nel 2001 sfoggia barba e occhiali per un ruolo nella folle commedia di Ben Stiller Zoolander, e nello stesso anno affronta di nuovo temi fantascientifici, stavolta in forma comica, in Evolution di Ivan Reitman. La sua presenza non basta però ad assicurare ai film in cui appare il successo al botteghino. Sarà per questo che dopo titoli dimenticabili come Full Frontal (2002), Uomini e donne (2005), Noi due sconosciuti (2007), e dopo aver diretto nel 2004 lo sfortunato House of D, inedito in Italia, decide di tornare al mezzo che gli ha dato la fama.

E bene fa, visto che la prima stagione di Californication, dove interpreta lo scrittore newyorkese trapiantato a Los Angeles Hank Moody, in crisi d’ispirazione e privata, con l’unico sollievo del sesso sfrenato (la pubblicità per la serie recita spiritosamente “si era stufato di farsela con gli alieni”), gli frutta un Golden Globe come miglior attore in una serie brillante (un altro l’aveva vinto nel 1997 per il ruolo in una serie drammatica, appunto X-Files). Nonostante la sua duttilità, sembra proprio che David Duchovny dia il meglio di sé sul piccolo schermo, dove c’è da scommettere che negli anni a venire sarà una presenza costante e vincente.

Quanto alla sua collega di X-Files, l’interprete di Dana Scully Gillian Anderson, più giovane di lui di 8 anni, era assolutamente sconosciuta prima di approdare alla serie nel 1993, a soli 25 anni. Nata a Chicago ma cresciuta a Londra e di temperamento ribelle, aveva esordito sui palcoscenici teatrali per poi ricoprire un paio di ruoli cinematografici in film passati inosservati ai più, come quello che rappresenta il suo debutto ufficiale, The Turning, nel 1992. La sua carriera è dunque legata alla serie che ne fa una star in tv ma non certo al cinema, dove appare in film come Basta guardare il cielo (The Mighty, 1998), Scherzi del cuore, dello stesso anno, e soprattutto La casa della gioia (2000) diretto dal regista inglese Terence Davies a partire dal romanzo di Edith Warton. Un ruolo impegnativo e in costume, in cui la Anderson è una ricca donna di successo che, a causa delle convenzioni sociali e delle proprie ambizioni, finisce per perdere il vero amore. La sua interpretazione le frutta un British Independent Film Award come miglior attrice e viene in genere apprezzata, ma non serve a lanciarle una carriera da star del cinema.

Gillian Anderson interpreta in seguito sceneggiati televisivi come la premiata miniserie inglese The Bleak House (2005) e appare in film di successo come L’ultimo re di Scozia di Kevin McDonald, dove è Sarah Meritt, la moglie del medico inglese in un villaggio ugandese, o mediocri come Closure – Vendetta a due (2007), thirller dai risvolti erotici dove si esibisce in scene quasi osè.

Nel futuro di Gillian Anderson ci sono altri film prodotti in Inghilterra, quella che lei considera la sua patria adottiva e a cui ha fatto ritorno dopo Hollywood. Dopo X-Files si è sposata e divorziata due volte, ha avuto due figli ed è attualmente in attesa del terzo. Probabilmente davvero per lei “la verità è là fuori”, lontana dal mondo effimero di celluloide



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming