David di Donatello: Piera Detassis presenta "l'edizione del cambiamento"

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David di Donatello: Piera Detassis presenta "l'edizione del cambiamento"

"Questa del 2019 per i David è l'edizione del cambiamento," esordisce Piera Detassis, Direttore Artistico dell'Accademia del Cinema Italiano, ovvero il capo dei David di Donatello, i premi più importanti del nostro cinema, gli Oscar di casa nostra. "Ogni riferimento è puramente casuale," aggiunge con una battuta, riferendosi alle auto-denominazioni di chi è al governo del paese in questo momento.
Ma, battute a parte, quelli che la Detassis ha illustrato dopo questa introduzione, e dopo un montaggio dei film che hanno vinto il premio più importante ai David nel nuovo millennio, sono delle innovazioni che suonano quasi come una piccola rivoluzione, e che mirano a rilanciare l'importanza e la rilevanza dei David. "Che," dice, "non devono essere limitati alla serata di premiazione, ma diventare un volano per il cinema e la formazione che funzioni tutto l'anno, in un momento che è indubbiamente di difficoltà per il cinema italiano, ma anche di grande vicacità e di voglia di cambiamento."

Sono due, spiega Piera Detassis le linee guida seguite per "la razionalizzazione e rinnovamento" dei David di Donatello: "il cinema vota il cinema, e i film dall'inizio," che sta a significare la centralità di tutte le categorie professionali che i film li fanno e li realizzano, e pieno inserimento dei David nella filiera di produzione dei film.
Il primo passo, continua, è stato rivedere la composizione della giuria che vota i David di Donatello: "Abbiamo azzerato la preesistente giuria, reintegrato tutti i vincitori e candidati del passato e poi inizio al lungo lavoro per costituire ex novo quella parte di giuria che chiamiamo "Cultura e società," in cui sono rappresentati tutti coloro che appartengono alla filiera del cinema, ma non alle categorie candidabili."
E quindi, di questa parte delle giuria, faranno parte distributori e esercenti; direttori e programmatori di festival e di cineteche, organizzatori culturali, personalità della cultura che hanno un rapporto continuo e importante come il cinema; appartententi al mondo del giornalismo, della critica; uffici stampa e agenti.
I criteri di composizione di questa lista sono stati "professionalità, attività e chiara fama," specifica la Detassis, e la lista completa della nuova giuria sarà disponibile online tra una settimana circa.
"Devo dire grazie a Ficarra e Picone che hanno scatenato il putiferio sui David e il loro regolamento lo scorso anno," ha poi commentato, "e che mi hanno espresso fiducia nel rinnovamento che abbiamo portato avanti pur non conoscendo nel dettaglio la mia riforma."

Nel complesso, la nuova giuria dei David di Donatello sarà composta 1559 giurati (in passato erano 2148), per l'80%  vincitori e candidati, e per il 20%  esponenti di cultura e società, che saranno 383 a fronte dei 983 del passato, e tra i quali ci saranno 119 "absolute beginners", ovvero persone che non avevano mai fatto parte in precedenza della Giuria.
"L'equilibrio di genere è una frase bellissima, ma purtroppo i presupporti non permettevano di raggiungerlo," ammette Piera Detassis, che comunque ha rivendicato il massimo sforzo in questo tempo. Ma tra i giurati "cinema" gli uomini sono comunque 851 e le donne 313; tra quelli di "cultura e società" il rapporto migliora, con 246 contro 137.

Piccole modifiche, ma rilevanti, anche per quanto riguarda le modalità di votazione: in precedenza i giurati cinema votavano per tutti i premi fin dall'inizio mentre ora, al primo turno, quello che permette la formazione delle cinquine, solo produttori, sceneggiatori e registi voteranno in tutte le categorie, mentre le altre professioni voteranno solo le categorie principali (i premi per il miglior film, le regie, gli attori, il film straniero e il documenario) e nella categoria di appartenenza. Un direttore della fotografia, per capirci, voterà anche la fotografia. 
I giurati cultura e società, al primo turno, voteranno solo le categorie principali, e per tutti vale il principio delle tre preferenze.
Al secondo turno di votazione, quello che attribuisce i premi, tutti i giurati voteranno in tutte le categorie, esprimendo una preferenza secca.

Abolito, o meglio, accorpato al premio come miglior film straniero quello per il miglior film europeo, i David di Donatello dal 2019 presenteranno però una nuova categoria: il David dello Spettatore, che verrà assegnato al film italiano che nel corso dell'anno solare ha totalizzato non il maggiore incasso ma il maggior numero di spettatori.
Sono poi stati aumentati a 30 i film votabili da 3000 studenti selezionai da Agiscuola, che potranno votane venti dopo una visione su piattaforma online, mentre per i restanti dieci verranno organizzare apposite proiezioni. 
Sono poi state create giurie apposite per i documentari e i cortometraggi, alla scopo di preselezionare quelli che verranno poi vorati dalla Giuria dei David.

Nuove, e mutuate dal decreto della nuova legge cinema, le regole di accesso e iscrizione ai David per i film, che andranno iscritti entro il 31 dicembre e che dovranno aver avuto una tenitura in sala in almeno cinque città e per almeno cinque giorni. Dal 2020 la tenitura minima potrebbe essere ridotta a tre giorni feriali, per comprendere i cosiddetti "film evento". E questo significa che, nel caso rispettassero le finestre stabilite, potrebbero concorrere ai David anche quei film successivamente distribuiti sulle piattaforme streaming, da Netflix in giù. 

A questo punto non resta altro da fare che aspettare il prossimo 27 marzo, il giorno in cui si terrà la cerimonia di premiazione dei 64esimi David di Donatello, che verrà trasmessa da Rai 1 come "momento apicale" di una collaborazione con l'emittente di stato con l'Accademia del Cinema Italiano mirata a supportare e promuovere il cinema del nostro paese.



Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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