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Dall'animazione di Wes Anderson alla serie di Ridley Scott: 9 film e un po' di serie per presentare la Berlinale 2018

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Una rapida panoramica di quello che vedremo al Festival di Berlino di quest'anno

Dall'animazione di Wes Anderson alla serie di Ridley Scott: 9 film e un po' di serie per presentare la Berlinale 2018

A Berlino il cielo è limpido e terso, l’aria è fredda e frizzante, ma non troppo, e si sta bene anche in strada, anche se dentro si sta meglio. A Berlino sono tutti un po’ trafelati e bruschi, anche al supermercato. A Berlino, nel pomeriggio di ieri, erano in corso gli ultimi preparativi per la partenza, oggi, della edizione numero 68 della Berlinale.
Come tutti i grandi festival, e forse anche un po’ più degli altri, a Berlino ci sono sempre tanti, troppi film, e c’è un direttore - Dieter Kosslick, confermatissimo, contestatissimo e forse prossimo dimissionario - che ha sempre una visione molto politica del cinema, e un po’ austera, e insomma non si sarà quest’anno al festival un nuovo Il grande Leboskwi, che proprio qui vent’anni fa venne presentato al mondo.
Però Kosslick è comunque quello che nel 2001 sdoganò l’animazione con La città incantata di Miyazaki, e che l’anno dopo fece fare il suo ingresso nel giro che conta a Wes Anderson, che allora presentava I Tenenbaum. Da allora il regista americano a Berlino è legato, ci ha portato poi anche Le avventure acquatiche di Steve Zissou e anche Grand Budapest Hotel, che fu film d’apertura proprio come quest’anno lo sarà il nuovissimo L’isola dei cani, girato di stop motion come Fantastic Mr. Fox.

Ma a parte quello di Anderson, sono molti i titoli di questo festival degni d’interesse, e ne segnaliamo ora alcuni partendo, con un sussulto di patriottismo da Figlia mia di Laura Bispuri, che torna alla Berlinale in concorso dopo averci portato tre anni fa il suo esordio, Vergine giurata. C’è di nuovo Alba Rohwacher, in questo film, e c’è anche Valeria Golino. Le due interpretano due donne sarde che dopo anni di complicità di scontrano a distanza e non per l’amore e la custodia di una bambina di dieci anni che è figlia naturale della prima, che è scapestrata a dir poco, ed è stata adottata dalla seconda, che è una mamma modello ma un po’ ossessiva.

Tornando tra gli americani, e rimanendo nell’ambito del concorso, cè sicuramente da segnalare il nuovo film di Gus Van Sant, Don’t Worry, He Won’t Get Far on Foot, che vede Joaquin Phoenix nel ruolo di John (che poi sarebbe John Callahan, uno dei più noti vignettisti statunitensi), che dopo essere rimasto in sedia a rotelle dopo un incidente e a causa del suo problema con l’alcool, riesce a sublimare il suo risentimento e il suo dolore attraverso il disegno.

Steven Soderbergh è pure americano, ma lui - con il suo nuovo film dal titolo Unsane - a Berlino ci viene fuori concorso. Il film è stato ampiamente pubblicizzato come il primo horror (seppur psicologico) di un regista che i generi li ha girati un po’ tutti, e che da qualche tempo a questa parte ha deciso che tutto quello che girerà lo girerà con l’iPhone, proprio come in questo caso. Davanti alla lente dell’iPhone, e dentro un manicomio, Soderbergh ci ha messo la Regina Elisabetta di The Crown, Claire Foy.

Anche José Padilha, il regista brasiliano di Tropa de Elite, del remake di Robocop e della serie tv Narcos, presenta fuori concorso il suo nuovo film, che si chiama 7 Days in Entebbe e vede protagonisti Rosamund Pike, Daniel Brühl e Eddie Marsan. Come si può dedurre dal titolo, il film racconta del dirottamento del volo Air France in viaggio tra Tel Aviv e Parigi avvenuto il 27 giugno del 1976 allo scopo di far liberare alcuni prigionieri palestinesi in Israele. La tensione è assicurata.

Anche il norvegese Erik Poppe parte da fatti realmente accaduti e li ricostruisce. E anche in questo caso il titolo non lascia spazio a dubbi: Utøya 22. Juli è un tentativo di esorcizzare attraverso il cinema il trauma della strage avvenuta nel 2011 su una piccola isola del fiordo di Oslo e nella stessa capitale norvegese per mano di Anders Breivik. Un fatto che scosse nel profondo la democratica e pacifica società norvegese, della quale va però ricordata anche la splendida reazione sintetizzata nel discorso del premier Jens Stoltenberg, diventato giustamente celebre e citatissimo.

Per allegerire un po’, ecco che, nella sezione Berlinale Special, fa la sua apparizione Songwriter, che è un documentario diretto da un certo Murray Cummings che è un ritratto intimo e ravvicinato del cugino del regista. Un cugino non comune, però, perché in questo caso risponde al nome di Ed Sheeran, idolatrato e osannato divo del pop che ha vinto sette volte il disco di platino e la cui popolarità non sembra conoscere confini.

Del vastissimo programma della sezione Panorama, che comprende anche i nuovi film di Kim Ki-Duk, Timur Bekmanbetov e Kiyoshi Kurosawa e anche due film che battono bandiera italiana come Land di Babak Jalali e La terra dell’abbastanza dei gemelli D’Innocenzo, segnaliamo in particolare Yardie, il film che segna il debutto nella regia di Idris Elba, storia di un ragazzo che, nella Londra degli anni Ottanta, cerca gli assassini di suo fratello, ucciso in Giamaica anni prima.

Ancora più vasto, e ricco, è il programma della sezione Forum, che si fa forte di nomi come quelli di Sergei Loznitsa, Corneliu Porumboiu, Hong Sangsoo e Guy Maddin, ma soprattutto di uno dei più grandi nuovi talenti del cinema indie americano e non solo: Josephine Decker. Già qui a Berlino con due film nel 2014, e già protagonista di un omaggio speciale tributatole dalla sezione Onde del Torino Film Festival nello stesso anno, la regista presenta ora anche alla Berlinale un film dal titolo Madeline’s Madeline, che entusiastiche recensioni dal Sundance hanno definito un vero capolavoro.

Con i tempi che corrono, non si possono poi non citare le serie tv, che mettono sempre più spesso lo zampino dentro ai grandi festival internazionali di cinema. A Berlino verranno presentati i primi episodi di sette importanti serie, tra le quali ricordiamo in particolare la norvegese Heimbane (storia della prima donna che allena una squadra di calcio di serie A, interpretata da Ana Dahl Torn e dall’ex bomber di Rosenborg e Roma John Carew); la versione seriale di Picnic a Hanging Rock, con Natalie Dormer; la politico-spionistica The Looming Tower, di Alex Gibney, con Jeff Daniels Tahar Rahim e Peter Sarsgaard; e last but not least The Terror, declinazione horror della spedizione polare di Sir John Franklin prodotta da Ridley Scott.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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