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Dagli N.W.A. a 50 Cent, da Boyz in the Hood a Straight Outta Compton: l'hip hop e i rapper al cinema

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Passando per Tupac, Eminem, Notorious B.I.G. e Snoop Dogg.

Dagli N.W.A. a 50 Cent, da Boyz in the Hood a Straight Outta Compton: l'hip hop e i rapper al cinema

Non è un caso che alla regia di Straight Outta Compton, il biopic dedicato agli N.W.A. in uscita al cinema il 1 ottobre, ci sia F. Gary Gray. Perché il regista newyorchese e Ice Cube - uno dei nuclei fondamentali dei niggaz wit attitudes, nonché produttore nel film - hanno alle spalle un rapporto solido e antico: fu Gray a dirigere, nel 1993, il video di “It Was a Good Day”, singolo solista di Cube, e sempre lui a dirigerlo nel film del 1995 Ci vediamo venerdì, una commedia hip hop sceneggiata dal rapper nella quale appariva anche Chris Tucker.

D'altronde, Ice Cube è stato tra i primissimi esponenti di spicco del mondo dell'hip hop a giocare la carta della recitazione: dapprima in film che, direttamente o indirettamente, raccontavano la loro cultura di provenienza, poi affrontando generi diversi fra loro.
Se Cube esordiva nel 1991 in quel Boyz n the Hood diretto da John Singleton che riprendeva titolo e temi di pezzo omonimo di Eazy-E, nello stesso anno Ice-T, sulla east coast, interpretava New Jack City per Mario Van Peebles, riproponendo anche al cinema il dualismo e la rivalità musicale tra gli stili hip hop della costa pacifica e quella atlantica degli Stati Uniti.

Ma prima ancora, già alla fine degli anni Ottanta, era stato Spike Lee a portare al cinema gli stili e la cultura dei rapper americani, firmando su tutti quel Fa' la cosa giusta che è tutt'ora considerato uno dei suoi più grandi successi e dei suoi lavori migliori. Certo, prima c'erano stati film hip hop purissimi come Wild Style nel 1983, Breaking nel 1984 e Krush Groove nel 1985, ma l'universalità del film di Lee e il suo valore cinematografico lo rendono una pietra miliare da molti punti di vista.

La piega umoristica di Fa' la cosa giusta deve avere sicuramente influenzato non solo il citato Ci vediamo venerdì, ma anche due altri film che nei primi anni Novanta hanno portato al cinema l'hip hop senza cupezze gangsta ma con molta ironia: da un lato la commedia di Ted Demme del 1993 Poliziotti per caso, che (non a caso) vedeva protagonista Dr. Dre; dall'altro, l'anno successivo, il parodico Fear of the Black Hat, che vedeva protagonista un “terribile” gruppo rap chiamato N.W.H.: niggaz wit hat.

Per tornare però agli N.W.A., e al mondo molto poco ironico del vero gangsta rap, bisogna ricordare come la loro influenza sia stata fondamentale per gli artisti che sono stati i re del mondo hip hop negli anni Novanta: Snoop Dogg e Tupac Shakur, cui sulla east coast si contrapponeva, violentemente, Notorious B.I.G..
Se per Snoop, fedele alla sua aura stoner prima ancora che gangsta, il cinema è sempre stato un passatempo giocoso (lo si ricorda molto meglio in Old School o in Starsky & Hutch che in Training Day o Big Boy, tanto per spiegarci meglio), Tupac la recitazione la ha sempre presa molto sul serio, anche grazie a un talento più che discreto. Una manciata di film, quelli in cui ha recitato prima di morire ammazzato troppo giovane, e tutti incardinati sulla sua cultura di provenienza, da Juice del 1992 a Istinti criminali del 1997, passando per Poetic Justice, Above the Rim, Bullett e Gridlock'd - Istinti criminali.
Niente recitazione, invece, per Notorious B.I.G., che però al cinema è arrivato lo stesso con due biopic: il documentario del 2002 Biggie & Tupac e il film del 2009 che porta il suo stesso nome diretto da George Tillman Jr. e prodotto da Puff Daddy.

Siamo così arrivati nei nostri anni Duemila, che per l'hip hop al cinema sono stati caratterizzati da due fenomeni che si chiamano Eminem e 50 Cent, anche loro filiazioni dirette dell'eredità gangsta degli N.W.A.. Il primo è stato protagonista nel 2002 di 8 Mile, film dove il rap non era solo nell'aria ma anche nel sangue dei personaggi e nelle pagine della sceneggiatura; il secondo ha esordito nel 2005 con Get Rich or Die Tryin' e non si è più fermato, e di recente è apparso anche in quel Southpaw che lo sceneggiatore Kurt Sutter aveva cucito addosso proprio a Eminem, che però non se l'è sentita di tornare sul set da protagonista e ha solo firmato la colonna sonora.

Hustle & Flow, Dave Chappelle's Block Party e A Day in the Life sono altri film che hanno raccontato al cinema i diversi aspetti dell'hip hop nei primi anni del Terzo Millennio, mentre anche la musica si trasformava e lasciava lo spazio necessario per l'affermazione di quei dance movie alla Step Up o Save the Last Dance che con i mondi gangsta degli N.W.A. non hanno orama più alcun punto di contatto.
E allora, per ritrovare un po' di quello spirito autenticamente hip hop, si fa un salto indietro nel tempo per recuperare il Ghost Dog di Jim Jarmusch impreziosito e contagiato dalla colonna sonora di RZA dei Wu Tang Clan, o magari perfino quel Zora la vampira dei fratelli Manetti che nel 2000 ha rappresentato un caso quasi unico di cinema hip hop all'italiana.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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