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Dafne: al cinema dal 21 marzo, Giornata Mondiale delle Persone con Sindrome di Down, il film di Federico Bondi

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Bondi e la sua protagonista Carolina Raspanti, premiati col Premio Fipresci all'ultima edizione del Festival di Berlino, incontreanno nei prossimi giorni il pubblico di Bologna, Roma e Milano.

Dafne: al cinema dal 21 marzo, Giornata Mondiale delle Persone con Sindrome di Down, il film di Federico Bondi

Dafne , presentato in prima mondiale qualche settimana fa nella sezione Panorama del Festival di Berlino 2019, dove ha portato a casa il premio FIPRESCI, debutterà nei cinema italiani domani 21 marzo. E che domani, oltre a essere il primo giorno di primavera, è anche la Giornata Mondiale delle Persone con Sindrome di Down, non è di certo un caso.
Opera seconda di Federico Bondi, Dafne racconta infatti di una trentacinquenne affetta dalla sindrome di Down che ha una vita serena, un lavoro che le piace, amici e colleghi che le vogliono bene, ma che vede il suo equilibrio turbato dalla morte improvvisa della madre, che era quella che si era sempre occupata di lei. Dafne - interpretata dall'esordiente Caterina Raspanti, anche lei affetta dalla sindrome di Down - allora rimane sola con un padre anziano, sprofondato nella depressione per la scomparsa della moglie, e dovrà darsi da fare per ricostruire così l'equilibrio suo e della sua famiglia.
Federico Bondi e Caterina Raspanti incontreranno il pubblico del film in tre occasioni: a Bologna, giovedì 21 marzo, alle 20.15, al Cinema Lumière; a Roma (assieme anche a due interpreti del film, Antonio Piovanelli e Stefania Casini) venerdì 22 marzo, alle 18.15, al cinema Mignon, e alle 21.15 al Nuovo Cinema Aquila; a Milano sabato 23 marzo, alle 21.15, al cinema Mexico.

"Qualche anno fa - racconta il regista Federico Bondi - vidi alla fermata dell’autobus un padre anziano e una figlia con la sindrome di Down che si tenevano per mano. Fermi, in piedi, tra il via vai di macchine e passanti mi apparvero come degli eroi, due sopravvissuti. Dafne nasce da questa immagine-emozione, la scintilla che mi ha spinto ad approfondire. Sono entrato con curiosità in un mondo che non conoscevo, finché ho avuto la fortuna di incontrare Carolina Raspanti, con cui è nata un’amicizia fondamentale non solo per il film ma anche per la mia vita.
Sul set, la sua presenza si è rivelata un esempio per tutti: Carolina non subisce la propria diversità ma la accoglie, ci dialoga, vive la sua condizione con matura serenità. In un mondo che “obbliga” all’efficienza e all’illusorio superamento della sofferenza (esiste ormai anche la pillola per il lutto!), Carolina/Dafne ci ricorda di accettare, nei suoi limiti, la condizione in cui ci troviamo e di viverla pienamente.
La scomparsa improvvisa della madre segna un punto di non ritorno nella vita della ragazza, che ora deve affrontare non solo i suoi problemi ma anche quelli del padre. A partire dalla complementarietà dei loro bisogni, in un momento così drammatico e doloroso, la parabola del loro rapporto offre un’opportunità per entrambi: Dafne è la storia di una “ripresa”, come ottimismo e volontà di superamento.
Un invito, almeno negli intenti, ad abbandonare l’atteggiamento rigido del pregiudizio e sentimenti come la paura, a volte persino l’orrore o più spesso la compassione davanti al “diverso”, grazie all’ironia (la forza più evidente del carattere di Carolina, dotata di un umorismo spiazzante e imprevedibile) e, contemporaneamente, all’estrema serietà di cui la ragazza si fa portavoce: per lei la vita è una lotta da affrontare a viso aperto!
Con una commistione di generi, e senza trasformare la disabilità in tema d’intrattenimento, Dafne è una commedia drammatica o un dramma in chiave di commedia: una dramedy dove si può ridere e piangere allo stesso tempo, mi auguro.
Oggi in Italia sono quasi quarantamila le persone con la sindrome di Down. Non è una malattia, è una condizione genetica che accompagna per tutta la vita le persone nate con un cromosoma in più. Tuttavia, non esiste una persona Down uguale a un’altra, proprio come non c’è una persona normodotata uguale a un’altra. Carolina è Dafne. La “realtà” è stata l’ispirazione e il metodo mentre scrivevo e mentre giravo. Non è stata Carolina ad entrare nel film (non ha mai letto una sola pagina della sceneggiatura), è stato il film a piegarsi a lei. Potevo permettermi di “tradire” il testo originario ma non la fiducia di Carolina, che esigeva rigore, rispetto, ascolto.
Tutti stimoli per tentare di restituire dignità alla sua storia, al suo sguardo e a quella stretta di mano alla fermata dell’autobus."

"Dafne - aggiungono i produttori Marta Donzelli e Gregorio Paonessa, della Vivo Film -  non è solo un film sulla sindrome di Down: è una piccola storia raccontata dal punto di vista unico della sua protagonista, portatrice di quella sindrome. Una giovane donna piena di risorse, pronta ad affrontare il cambiamento con un’incredibile forza. Il film uscirà nelle sale italiane dal 21 marzo, Giornata Mondiale delle Persone con Sindrome di Down, con il patrocinio di AIPD - Associazione Italiana Persone Down e Comitato Siblings Onlus - Fratelli e sorelle di persone con disabilità".



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