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Comic-Con 2016, giorno 1: Valerian, Snowden, le serie TV e le file interminabili...

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Tutto quello che di più importante è già successo alla convention di San Diego


Cominciamo dal fondo. Letteralmente. Nel momento in cui cominciamo a scrivere questo articolo non sono ancora scoccate le sette del mattino, e ci siamo già messi in fila per entrare nella storica Hall H del Convention Center a San Diego. A prescindere dall'orario leggermente presto, a far crollare il morale é il fatto che il fondo delle persone allineate é a miglia di distanza dalla Hall. Probabilmente avremmo già dovuto spendere la notte in fila, "trattamento" che il Comic-Con ci riserva solitamente la notte del venerdì e quella del sabato. Se il buongiorno si vede dal mattino...

Ok, lo sconforto è (quasi) passato, anche perché intanto la lunga serpentina ha cominciato a muoversi. E noi cominciamo allora a scrivere della Preview Night, la serata di anticipazione del mercoledì riguardante le nuove serie TV prodotte dalla Warner Bros. che andranno in onda nei più importanti network americani a partire dal prossimo autunno. Quello che ci ha letteralmente entusiasmato è stato il pilot di Powerless, storia molto poco seria della compagnia di assicurazioni che risarcisce le vittime dei danni collaterali subiti a causa delle battaglie urbane tra supereroi e supercattivi. Già dalle prime scene si intuisce che il tono della scrittura è scoppiettante, e i due protagonisti/antagonisti principali Vanessa Hudgens e Alan Tudyk possiedono un'alchimia sorprendente. Ritmo sostenuto, comicità surreale, battute precise e intelligenti, il pilot di Powerless colpisce pienamente nel segno. Anche se attraverso toni del tutto differenti funziona bene anche Time After Time, nuova creatura televisiva di Kevin Williamson, lo storico sceneggiatore dei primi Scream. La vicenda parte con Jack lo Squartatore che sfrutta la macchina del tempo creata dalla mente di H.G.Wells per fuggire nel futuro (ovviamente il nostro presente). Allo scienziato/scrittore non resta che inseguirlo attraverso i secoli confrontandosi non solo con la follia del serial killer, ma anche con quella forse anche più inquietante della nostra contemporaneità. A parte Genesis Rodriguez il cast di Time After Time è composto da attori piuttosto poco conosciuti, che però funzionano perfettamente soprattutto nell'esplorare lo scarto tra l'aplomb britannico del passato e la frenesia newyorkese di oggi. Azione, ironia e la solita dose di romance si mescolano con armonia in un episodio ricco di spunti. I più attenti ricorderanno che l'idea follemente originale di Time After Time era già stata portata sul grande schermo nel 1979 con L'uomo venuto dall'impossibile, diretto da Nicholas Meyes, con Malcolm McDowell nel ruolo di H.G.Wells e David Warner in quelli di Jack Lo Squartatore. Anche se non era in cartellone é stato presentato anche il primo episodio di Lethal Weapon, l'attesissima riduzione per il piccolo schermo ispirata al franchise di culto con Mel Gibson e Danny Glover. L' intrattenimento action pare assicurato, considerati ovviamente gli standard estetici di un prodotto che deve passare sulle reti generaliste. Anche la profondità psicologica dei personaggi è adatta al tono de pilot, che scorre veloce e spigliato come dovrebbe, cosa che non sempre invece accade con Frequency, altra ispirazione cinematografica trovata nel film omonimo che vedeva protagonisti Dennis Quaid e Jim Caviezel. Se l'idea sci-fi alla base viene riproposta con efficacia e il cambio di sesso del protagonista - nella serie si tratta di una figlia invece che di un maschio - a risultare stucchevole è il meccanismo della detection che sorregge la storia. I due personaggi principali sono entrambi poliziotti, e questo riconduce Frequency dentro i binari classici del telefilm poliziesco con troppa ovvietà. Simpatico ma poco incisivo il pilot della sitcom People of Earth, incentrato su un gruppo di recupero per persone vittime di rapimento da parte di entità aliene. Alcune trovate sono divertenti ma la storia sembra non avere un cuore coinvolgente. Lo stesso si può dire per Riverdale, una specie di Twin Peaks per un pubblico di teenager che strizza l'occhio a tanta, forse troppa TV giovanile e di successo...

Una volta entrati nella leggendaria Hall H il panel d'apertura del giovedì é quello della DreamWorks Animation. Come da copione per primo è stato presentato Trolls, con i due protagonisti Anna Kendrick e soprattutto Justin Timberlake che hanno infiammato il pubblico. Presentate due nuove clip del film, una delle quali musicale: i due piccoli Trolls che duettano sulle note di True Colors di Cindy Lauper sono arrivati dritti al cuore dei quasi novemila spettatori in sala, che hanno apprezzato visibilmente. A sopresa poi è stato presentato anche Boss Baby, in cui Alec Baldwin regala voce autoritaria al neonato protagonista della vicenda. Un film che sembra rendere omaggio ai Looney Tunes passando anche per lo scatenato incipit di Chi ha incastrato Roger Rabbit.

Un bel tributo alla carriera e all'impegno di Oliver Stone ha introdotto il regista tre volte premio Oscar e il suo nuovo Snowden, per cui sono venuti anche il protagonista Joseph Gordon-Levitt e i comprimari di lusso Shailene Woodley e Zachary Quinto. Per una volta nella Hall H sono stati affrontati temi decisamente importanti quali la libertà di espressione, il diritto alla privacy, l'ingerenza che gli organi governativi hanno sulla libertà del singolo cittadino. Il nuovo trailer di Snowden presentato in anteprima sposta il livello del film dal politico al privato, e arriva dritto al cuore del pubblico. A quanto pare Oliver Stone ha deciso di parlare in maniera diretta agli spettatori più giovani, affrontando alla sua maniera la loro realtà e una delle sue più inquietanti contraddizioni. "Non si può definire la vicenda di Snowden in un servizio televisivo, un libro o un film di due ore - ha dichiarato Gordon-Levitt - più ci si avvicina più la vicenda diventa complicata, necessita di attenzione e molta considerazione, e questo per me è un fattore molto importante, costringe le persone a impegnarsi per capire cosa sta realmente accadendo."

Il panel più atteso della giornata è stato però quello che ha visto coinvolto il genio della fantascienza Luc Besson e il suo nuovo, attesissimo Valerian e la città dei mille pianeti. Il regista francese e sua moglie Virginie hanno prima presentato una serie di magnifici schizzi degli artwork del film, per poi mostrare in anteprima mondiale le prime immagini, cinque mini-scene che hanno introdotto il tono scanzonato e l'estetica splendente del prodotto. Oltre ai due protagonisti Cara Delevingne e Dane DeHaan, anche loro presenti al panel, si sono intravisti nelle clip alcuni attori di contorno quali Ethan Hawke, Clive Owen e soprattutto Rihanna, che a quanto pare in Valerian ha un ruolo scatenato. "Sono trent'anni che voglio realizzare Valerian - ha affermato Luc Besson - ero quasi pronto alla fine del decennio scorso, poi James Cameron è uscito al cinema con Avatar e ho buttato tutto quello che avevo scritto. Sono ripartito da una sceneggiatura nuova, migliore, e gli effetti speciali anche grazie ai consigli dello stesso Jim Cameron sono migliorati moltissimo. Ovviamente non posso arrivare ai suoi livelli, ma con Valerian credo che lo costringerò a dare il meglio a livello visivo. Diciamo che perderò con onore..."

Da quello che abbiamo visto di Valerian e la città dei mille pianeti stavolta Luc Besson ha realizzato qualcosa destinato a restar seriamente impresso nella memoria degli appassionati di cinema fantasy.

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