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“Cinema che diventa riscatto dalla realtà”: Nicolangelo Gelormini presenta Fortuna, suo film d’esordio

L’esordiente regista spiega, assieme alle attrici Valeria Golino e Pina Turco, come per il suo film è partito da un terribile fatto di cronaca utilizzando gli strumenti del cinema per “dire senza mostrare.” Fortuna, presentato in Selezione Ufficiale alla Festa del Cinema di Roma, sarà in sala entro la fine dell’anno distribuito da I Wonder.

“Cinema che diventa riscatto dalla realtà”: Nicolangelo Gelormini presenta Fortuna, suo film d’esordio

Presentato in Selezione Ufficiale alla Festa del Cinema di Roma, Fortuna è il notevolissimo esordio del regista napoletano Nicolangelo Gelormini, che ha voluto girare questo film per “l’urgenza di fare chiarezza su un terribile fatto di cronaca.”
Il fatto in questione è una raccapricciante vicenda di pedofilia avvenuta qualche anno fa a Caivano, quando in seguito alla morte di una bambina di sei anni, gettata da un balcone di un palazzo, è emersa una complessa rete di abusi e di omertà e connivenze nel mondo adulto.

Fortuna: cinema che permette un riscatto dalla realtà

“Una storia come questa non si può raccontare, sarebbe pornografico, e allora l’idea era quella di non raccontarla,” spiega il regista. “Il cinema permette di rappresentare l’irrappresentabile, di non mostrare per dire.”
Di qui, un film che sceglie un registro astratto e metafisico, dove la fantasia modella la realtà, le cose cambiano a metà film in maniera sorprendente e solo alla fine emerge, con le didascalie finali, il legame coi fatti realmente accaduti.
Non sono un giornalista e non faccio cronaca,” dice Gelormini; “il mio approccio non è mai stato quello dell’inchiesta e non ho voluto soffermarmi sulla realtà preparando il film per non esserne contaminato, per non essere frustrato nell’immaginazione. Fortuna è un sogno che diventa realtà; è cinema che permette un riscatto dalla realtà. È una stella creata per quella bambina, una seconda possibilità per lei, una sua celebrazione: e per questo Fortuna è anche il titolo del film.”

Un film costruito sul tradimento

Il concetto di base da cui il regista è partito per raccontare la storia di Fortuna è quello del tradimento. “Il tradimento della cura che i bambini si aspettano dal materno e dagli adulti, il tradimento del loro desiderio di amore. È l’emozione che ho provato di fronte a quei fatti, e che ho cercato di restituire. Da quel sentimento di tradimento è nata la struttura in due atti del film, che tradisce lo spettatore, e la costante divisione in due di molte scene del film, anche nell’immagine, diventa per me la linea guida di questo tradimento.”

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Valeria Golino e Pina Turco, protagoniste speculari

Anche Valeria Golino, protagonista adulta del film assieme a Pina Turco, racconta di aver “volutamente fatto a meno di immergermi nella storia vera. Sapevo cosa era successo, e quel poco che sapevo mi bastava.”
A spingerla a far pare di questo progetto è stata “una sceneggiatura estremamente interessante: non mi capita spesso di leggere copioni che non sono pensate come prodotti, e che ti facciano pensare subito al cinema attraverso i suoi punti di vista insoliti. Soprattutto se si parla di un autore italiano al primo film, che spesso deve lottare con mezzi non adeguati alla sua immaginazione: l’immaginazione dei nostri autori è spesso censurata dalla mancanza di mezzi. Qui invece riusciva a emergere con forza.”
“La tentazione di emulare la realtà era forte” racconta Pina Turco, “ma abbiamo evitato di ispirarci ai personaggi reali per aggrapparci all'immaginazione del regista. Bisogna fare a lui e al produttore i comlimenti per la forza e il coraggio che hanno avuto nel riportare alla luce questa storia terribile in forma poetica e sublimata, e col giusto rispetto che meritava.”
“Valeria sul set fluttua, occupa spazio, sembra danzare,” dice Turco, “io io pensato che sarebbe stato interessante se, data la specularità dei nostri ruoli, io mi fossi invece messa come a terra, strisciando e arrancando nell’inquadratura.”
Tutto in questo film è straniante e obliquo, perché tutto è rappresentato, ed è interessante vedere come cambiano gli ambienti a seconda delle presenze, con un’architettura che segue i movimenti emotivi dei personaggi,” aggiunge Golino.

Per comprendere appieno molte delle annotazioni delle due attrici, e non incorrere in peccato di spoiler, occorrerà ai lettori aspettare di avere la possibilità di vedere il film, che sarà distribuito da I Wonder, e che dovrebbe debuttare nei cinema italiani entro la fine del 2020.

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