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Che pasticcio, Bridget Jones!: l'esilarante scena sugli sci e altre curiosità sul film con Renée Zellweger

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Il sequel de Il diario di Bridget Jones ha una comicità diversa rispetto al primo film e ha portato la protagonista in Austria e Tahilandia.

Che pasticcio, Bridget Jones!: l'esilarante scena sugli sci e altre curiosità sul film con Renée Zellweger

Che pasticcio, Bridget Jones! è il sequel del fortunatissimo Il diario di Bridget Jones, la commedia con Renée Zellweger, Colin Firth e Hugh Grant tratta dall'omonimo best seller di Helen Fielding pubblicato nel 1999. Uscito nel 2004, il film forse non ha il fascino e la freschezza del suo predecessore, ma si fa notare per una comicità vicina allo slapstick di cui l'attrice protagonista dà mirabile prova, per esempio in una sequenza sugli sci che è rimasta memorabile e di cui vogliamo raccontarvi qualcosa.
Diretto non da Sharon Maguire, regista anche di Bridget Jones’s Baby, ma da Beeban Kidron, Che pasticcio, Bridget Jones! lascia sullo sfondo il personaggio di Daniel Cleaver (Hugh Grant) e si concentra sulla relazione fra Bridget e il suo adorato Mar Darcy (Colin Firth), che ormai stanno insieme e che, come ogni coppia che si rispetti, hanno il loro momento di crisi. Con un budget di 40 milioni di dollari, il sequel de Il diario di Bridget Jones ha guadagnato quasi 9 milioni di dollari nel primo weekend uscendo in 530 sale, diventando così il film dal più alto incasso nel fine settimana d'esordio in un numero limitato di cinema. Questo prima di Mission: Impossible - Protocollo fantasma.

Che pasticcio, Bridget Jones!: tutto sulla scena tra le montagne austriache innevate

La scena certamente più esilarante di Che pasticcio, Bridget Jones! è sicuramente quella sugli sci. Bridget, che non è esattamente la versione inglese di Alberto Tomba, viene invitata da Marc Darcy, con cui ha una relazione stabile, in una località sciistica dell'Austria (Lech) per una vacanza sulla neve. Mark scia benissimo, così come la sua odiosa collega Rebecca, mentre Bridget non padroneggia decentemente nemmeno lo spazzaneve. In più ha un look improbabile, con una tutina rosa shocking abbinata a un berretto di lana che non ha uno ma addirittura due pon-pon. La signorina Jones prova prima a scendere dalla cima della pista "a scaletta", come tutti noi abbiamo fatto da bambini per fregare il maestro di sci. Poi, dopo aver realizzato di avere un ritardo nel ciclo, si butta verso valle, mescolandosi ai concorrenti di una gara e rischiando di rompersi l'osso del collo.
Dovete sapere che il regista Beeban Kidron aveva previsto di tenere l'attrice solo per la parte iniziale e quella finale della sequenza, servendosi, per la spericolata discesa, di ben due controfigure. Ma come Tom Cruise, Renée ha detto che mai e poi mai si sarebbe lasciata rimpiazzare e che avrebbe fatto lei i suoi stunt. La Zellweger, infatti, era ed è una discreta sciatrice e non ha mai perso il controllo, anzi ha fatto esattamente tutte le cose che l'ardita disciplina sportiva sconsiglia: allargare le braccia e tenere le racchette come candelieri, stare con il peso all'indietro, muovere il busto. Durante la promozione del film l'attrice ha raccontato a David Letterman, che l'aveva invitata nel suo show, che non vedeva l'ora di girare la spassosa discesa sulla neve.

Renée Zellweger e l'inglese ritrovato

Una delle sfide più grandi legate al personaggio di Bridget Jones non è stata per Renée Zellweger la ciccia da mettere su per trasformarsi per ben due volte in una trentenne paffutella che non rinuncia mai a un bicchiere di Chardonnay, ma parlare con l'accento inglese. Se l'attrice texana ci è riuscita a meraviglia, il merito è stato della dialect coach Barbara Berkery. Peccato che, fra il primo film e il secondo, la vincitrice del Premio Oscar per Judy abbia disimparato completamente la cadenza british, tanto che a sua insegnante ha dovuto per forza bacchettarla. "Ma come parli"? - ha esclamato inorridita - "il tuo inglese è orribile".
Comunque, oltre che dalla Berkery, la Zellweger aveva preso lezione, ai tempi de Il diario di Bridget Jones, da un suo compagno di set: Hugh Grant. In realtà si era trattato di un corso involontario e, a forza di sentir parlare il compagno di set, Renée Zellweger aveva cominciato a far propria una parlata troppo "posh", sofisticata, da reale inglese, tanto che Grant commentò, durante la promozione de Il diario di Bridget Jones: "Renée ha decisamente attraversato una breve fase Principessa Margaret".

Un poster contro lo tsunami

Gran parte della seconda metà di Che pasticcio, Bridget Jones! è stata girata in Thailandia, visto che il personaggio si ritrova in una prigione locale. Durante la lavorazione, il cast soggiornava a Nai Yang Beach, vicino all'aeroporto di Phuket. Viste le alte temperature, gli attori prendevano spesso qualcosa da bere presso i chioschi in legno lungo la spiaggia, e il loro preferito era Mama Mia's. Nel 2004, tutti quei baretti e i ristoranti sulla spiaggia andarono distrutti a causa dello tsunami. Accadde così che il pianista dell'hotel J.W. Marriott di Phuket, Stuart Hopkins, che era anche lui un assiduo frequentatore del Mama Mia's, cercò in ogni modo di mettersi in contatto con il cast del film. Nel giugno del 2005 nell'albergo arrivò un enorme pacco destinato a lui. Era da parte di Renée Zellweger e conteneva molti gadget del film: magliette, cappelli e un enorme poster firmato dall'attrice e da altri interpreti del film. Pian piano i chioschi e i ristorantini vennero rimessi in piedi, e dal 2009 il poster è appeso nel nuovo Mama Mia's. Se vi capitasse di passare da quelle parti, lo trovereste ancora.

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