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Cetto c'è, senzadubbiamente: la vera origine di Cetto La Qualunque

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Antonio Albanese ci spiega la nascita del personaggio, che torna al cinema nei panni di un sovrano e chiude la Trilogia d'u pilu.

Cetto c'è, senzadubbiamente: la vera origine di Cetto La Qualunque

Sappiamo che Cetto La Qualunque ha fatto la sua irresistibile prima apparizione all'interno della trasmissione Tv Non c'è problema nel 2003, e sappiamo che Antonio Albanese che l'ha inventato lo ha portato a Che tempo che fa, oltre che sulle tavole del palcoscenico. Al cinema il personaggio è apparso per la prima volta nel 2007 in Qualunquemente ed è tornato nel 2012 in Tutto tutto niente niente. Quello di cui non siamo a conoscenza, sempre a proposito dello spassoso personaggio appassionato di pilu e peperoncini, è perché e da quali riflessioni sia nato.

Durante la promozione di Cetto c'è, senzadubbiamente, che arriva in sala giovedì 21 ottobre, Albanese ci ha illuminati in proposito. Ci ha detto che quando interpreta Cetto a teatro ogni tanto quasi si vergogna, proprio perché l'imprenditore ed ex politico calabrese rappresenta i vizi che lui odia di più: la volgarità, il maschilismo, l'omofobia e l'ignoranza. Poi ha svelato: "Cetto trae origine dal mio desiderio di esaltare negativamente questi terribili difetti, ed è nato perché un giorno ho visto, in una tribuna politica, un tizio che si era presentato con la foto della moglie del candidato avversario e ha avuto il coraggio di dire: Questa è una bottana, quindi non potete votare per un cornuto. Ho pensato: siamo a un quarto d’ora dalla fine del mondo".

Cetto La Qualunque è dunque per A.A. un modo di esorcizzare l'orrore e le mostruosità del nostro mondo. "Tante volte mi è stato chiesto" - ha detto sempre Albanese - "cosa ti avvicina a Cetto? Assolutamente niente. Cetto è l’esempio di ciò che non dev'essere e ciò che non si deve fare, per esempio nell'educare i figli. In Qualunquemente Cetto manda in carcere il figlio perché gli ha intestato i suoi beni. E’ successo per davvero, da qualche parte in Italia".

Siccome al male e alla curruzione non c'è mai fine, Antonio Albanese e Piero Guerrera hanno nutrito il nuovo Cetto dei recenti difetti del nostro paese e dell'Europa intera, ma se lo hanno riportato in vita nei panni di un aspirante sovrano è anche merito del pubblico, che desiderava divertirsi ancora con lui. E il pubblico senzadubbiamente premierà lo sforzo dei due sceneggiatori, ridendo a crepapelle ma anche non lasciandosi sfuggire qualche stoccatina ai mala tempora che currunt.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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