News Cinema

Buon compleanno, Jonathan Demme

L'eclettico regista americano compie 70 anni: ne ripercorriamo la carriera


Il 70° compleanno di Jonathan Demme, nato nello stato di New York il 22 febbraio 1944, ci offre la gradita occasione di ripercorrerne il percorso creativo e professionale.
Come molti suoi illustri colleghi, Demme si forma alla celebre Factory di Roger Corman, la New World Pictures. Inizia infatti la sua carriera realizzando tre film per il maestro del cinema low budget. Il futuro autore del Silenzio degli Innocenti si fa le ossa come sceneggiatore ed esordisce nella regia con Femmine in gabbia, un tipico exploitation movies del sottogenere “Women in Prison".  La fotografia è del futuro premio Oscar Tak Fujimoto, che sarà a lungo suo collaboratore. Questo film è anche il primo esempio dell'affinità tra il regista e l'ambiente musicale: la colonna sonora è di John Cale dei Velvet Underground e i brani per chitarra sono suonati da Michael Bloomfield.

Il primo budget decente Demme l'ottiene per il thriller hitchockiano Il segno degli Hannah, con Roy Scheider e Christopher Walken. La storia, tratta da un romanzo, non è granché e la tensione è creata proprio dalla sua regia.
Nel 1980 Demme dirige un piccolo gioiello, Melvin & Howard – Una volta ho incontrato un miliardario. Ritratto dell'America di provincia, è la vera storia del lattaio Melvin Dummar, che una notte trova uno strano individuo, svenuto in seguito ad incidente. Invece che in ospedale, l'uomo gli chiede di portarlo a Las Vegas, dove si fa lasciare in un lussuoso hotel. Molti anni dopo Melvin scopre di essere il beneficiario di un grosso lascito da parte di Howard Hughes, l'eccentrico magnate americano. Melvin & Howard ha un grandissimo successo, la critica esalta il talento di Demme, Jason Robards viene candidato all'Oscar e la coprotagonista Mary Steenburgen vince il Golden Globe e l'Oscar.

A questo punto che Demme torna alla sua seconda passione, firmando il film concerto Stop Making Sense, che documenta tre concerti tenuti all'Hollywood Pantages dai Talking Heads del mitico David Byrne, per il lancio del nuovo disco Speaking in Tongues.
Nel 1986 Jonathan Demme firma uno dei suoi maggiori successi. Nella scatenata commedia Qualcosa di travolgente, Melanie Griffith è in doppia seducente versione e Jeff Daniels è il rigido banchiere che si lascia travolgere dalla sua follia. Nel film fa la sua prima apparizione Ray Liotta, nel ruolo del marito della selvaggia Lulu.

Una vedova allegra... ma non troppo, del 1988, vede invece Michelle Pfeiffer nel ruolo di una vedova di mafia che tenta di prendere le distanze dall'ambiente del suo defunto marito, perseguitata da un padrino interpretato da Dean Stockwell e controllata da un agente dell'FBi con il volto di Matthew Modine, che finisce per innamorarsi di lei. E' un altro meritato successo per un regista che fa del ritmo lo stile dei suoi film.

Negli anni Ottanta Jonathan Demme si è costruito la reputazione di straordinario autore di moderne screwball comedies in salsa rock. Coglie dunque tutti di sorpresa la sua performance registica per Il Silenzio degli innocenti dal bestseller di Thomas Harris, uno degli horror/thriller più riusciti, influenti, imitati e parodiati della storia. Dai faccia a faccia in primo e primissimi piano, tra la recluta dell'FBI Clarice Starling e il geniale psichiatra cannibale Hannibal Lecter, alla tensione hitchcockiana di una struttura a intreccio che precede e trae in inganno lo spettatore, tutto è orchestrato con una sapienza narrativa unica. Per quello che è ormai un classico, dopo l'Orso d'argento come miglior regista al Festival di Berlino, Demme vince uno dei 5 Oscar attribuiti alla pellicola.

A Demme piace cambiare genere e non si tira indietro di fronte alle sfide. Nel 1993 mette la sua firma su Philadelphia, il primo film mainstream ad affrontare il dramma dell'Aids, dell'omosessualità e del pregiudizio. Nonostante la presenza di due mostri sacri come Tom Hanks e Denzel Washington lo renda più accettabile al grande pubblico, è un'opera di indubbio coraggio, un courtroom-drama in cui non è in gioco la colpa di un uomo, ma il riconoscimento del diritto alla propria dignità. Oscar alla canzone di Bruce Springsteen e ovviamente a Tom Hanks.

Dopo questa impressionante serie di successi Jonathan Demme si prende una lunga pausa. Torna al cinema nel 1998 con l'apprezzato ma ormai dimenticato Beloved, dal romanzo del premio Nobel Toni Morrison, e nel 2002 si concede il lusso di rifare uno dei suoi film preferiti, Sciarada di Stanley Donen.
La versione di Demme si intitola The Truth About Charlie ed è interpretata da Thandie Newton e Mark Wahlberg. Nel 2003 arriva  il primo documentario “puro”, The Agronomist, dedicato alla storia di Jean Dominique, l'uomo che diresse la prima radio indipendente ad Haiti, sotto svariati regimi, morto assassinato nel 2000. E' la turbolenta storia di un paese, ma anche un toccante documento sul coraggio di difendere la verità. 
Demme torna al cinema di fiction dirigendo di nuovo una delle star di Philadelphia, Denzel Washington, in un altro remake, quello di Va' e uccidi di John Frankenheimer. Il regista attualizza i temi della guerra fredda ambientando il film dopo l'operazione Desert Storm, e mettendo al posto dei comunisti le onnipresenti corporation del capitalismo. Nel 2006 Jonathan Demme torna all'altro suo grande amore con il film concerto Neil Young Heart of Gold, realizzato nell'estate del 2005 a Nashville. Anni dopo dedicherà a Young altri due film, Neil Young Trunk Show e Neil Young Journeys.
Nel 2009 arriva al cinema Rachel sta per sposarsi. Scritto da Jenny Lumet, figlia del grande regista Sydney, è la storia drammatica e coinvolgente di una donna, interpretata da Anne Hathaway, che ha avuto il permesso per uscire da una clinica per tossicodipendenti, per partecipare al matrimonio della sorella. Un film sobrio, naturalistico, lontano dai rutilanti momenti del cinema demmiano negli anni Ottanta.

Dopo questo lungometraggio, si distingue negli ultimi anni il documentario Enzo Avitabile Music Life del 2012, sul noto sassofonista napoletano. Forse memore delle riprese rapide dell'epoca cormaniana, Demme ultimamente ha anche prestato le sue capacità a diversi telefilm, firmando puntate di A Gifted Man, Enlightened e The Killing
Eclettico e curioso, Jonathan Demme si conferma ancora oggi un filmmaker originale e completo, creatore di un mondo fatto di colori, suoni e gente vera, e da cui ci aspettiamo in futuro altre travolgenti emozioni.

Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming