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Box office: nel 2019 il cinema è andato alla grande!

Con Il Re Leone in testa alla classifica dei film più visti, l'incasso complessivo dell'anno e il numero di spettatori sono notevolmente aumentati.

Box office: nel 2019 il cinema è andato alla grande!

Il 2019 è stato un anno ottimo per il nostro boxoffice, soprattutto se confrontato al 2018, annus horribilis, e al 2017. Lo hanno annunciato questa mattina, dati alla mano, Francesco Rutelli (Presidente ANICA), Davide Novelli (Presidente CINETEL), Mario Lorini (Presidente ANEC), Luigi Lonigro (Presidente Sezione Distributori ANICA) e Francesca Cima (Presidente Sezione Produttori ANICA). Il pubblico italiano continua fortunatamente a considerare il cinema la forma di intrattenimento più stimolante e chiede film di qualità, e dimostra sì grande predilezione per ciò che arriva dagli Stati Uniti, ma manifesta una passione sempre crescente per il lavoro dei nostri registi, sia gli autori di commedie che i cosiddetti grandi maestri. Durante una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina nella sede dell'Anica a Roma, sono stati specificati i numeri dei 12 mesi appena trascorsi. Ogni "oratore" ha commentato i dati e ha parlato del suo settore di competenza. Infine, Francesco Rutelli ha illuminato la platea, composta di distributori e giornalisti, sulla Legge Franceschini.

Il cinema in sala nel 2019: i dati del box office

  1. Nell'anno 2019 al box office si sono incassati 635.449.774 Euro per un numero di presenze in sala pari a 97.586.858
  2. Rispetto al 2018 si è registrata una crescita degli incassi del 14,35% e un aumento delle presenze del 13,55%
  3. Più in generale, in termini di incasso, si tratta del 5° risultato sia dal 2010 che in assoluto, sempre in termini di incassi, dal 1995, anno di inizio delle attività di rilevazione da parte di Cinetel. In termini di presenze è invece il 5° dal 2010 e il 9° dal 1995
  4. E’ cresciuto rispetto al 2018 il box office della produzione italiana, che nel 2019 ha registrato un incasso di 134.8 milioni di Euro per una quota sul totale del 21,22%
  5. Il numero di presenze della produzione italiana è aumentato del 5,56% per una quota sul totale del 21,56%
  6. E’ aumentata la quota del cinema USA con un risultato sul totale del 65,16%
  7. E’ aumentato l'incasso medio dei titoli italiani
  8. Nel 2019 sono stati distribuiti 495 nuovi film
  9. Il film che ha incassato di più nel 2019 è stato Il Re Leone, che ha guadagnato 37.5mln di Euro.
  10. Il film italiano che ha ottenuto il miglior risultato al box office è stato Il Primo Natale (13.3mln di Euro)

Il commento entusiasta di Fancesco Rutelli, Presidente ANICA

Per noi questo è un appuntamento tradizionale che spero vada oltre la semplice lettura dei dati e ci aiuti a capire dove stia andando questa industria che ritengo cruciale per il nostro pase. Il 2019 è stato un anno positivo, vorrei si guardasse a questi numeri non solo non considerandoli come un fenomeno occasionale, ma riflettendo per esempio sul pieno e ritrovato feeling con il pubblico, che per me ha due chiavi di lettura: innanzitutto la qualità del prodotto, e poi il perfetto funzionamento dell'intera filiera del cinema, che va dal momento ideativo fino a quello dello sfruttamento economico che passa per il rapporto con lo spettatore. Oggi festeggiamo 100 milioni di biglietti staccati in un anno, che ci dimostrano che nessun'altra forma di entertainment può competere con il cinema, il tutto in una visione che abbraccia tutti e 12 i mesi dell’anno. Ci sono notevoli aspettative e grande richiesta, e il sistema italiano è pronto a rispondere a questa richiesta.

Davide Novelli, Presidente CINETEL, fornisce qualche dato in più

I 635 milioni di incassi del 2019 ci rendono felicissimi. Abbiamo avuto un triennio di forti trasformazioni, e il mercato oggi risponde a queste trasformazioni con numeri positivi. Festeggiamo il trionfo de Il Re Leone, di Joker e di Avengers: Endgame. Il prodotto nazionale ha superato la soglia del 20%, con prodotti che si rivolgono a target molto diversi (Il Primo Natale, Pinocchio, 10 giorni senza mamma). La varietà dell'offerta è stata premiata. Abbiamo avuto una partenza difficile. I primi 3 mesi del 2019 sono stati negativi, soprattutto febbraio, ma da aprile la filiera si è unita (la produzione, la distribuzione, l’esercizio, le istituzioni), e il mercato ha risposto. Il dicembre 2019 è stato il terzo miglior dicembre di tutti i tempi. Il numero dei film distribuiti è diminuito e ciò ha permesso di aumentare l'incasso medio.

Mario Lorini, Presidente ANEC, e l'esercizio unito

L'esercizio è unito, abbiamo sviluppato un bellissimo rapporto con le sale d’essai della FICE, per esempio, e cominciamo a trovare soddisfazione da parte del pubblico, che è un pubblico attento. Il buon lavoro sulla qualità del prodotto ha fatto sentire la differenza. Adesso dobbiamo fare un altro passo avanti, nella comune convinzione che non possiamo fermarci ma trovare ancora più forza. Il successo dell'autunno è stato per noi una grande spinta. Siamo orgogliosi che fra i primi dieci film più visti, sei siano italiani (secondo i dati di ieri).

Francesca Cima, Presidente Sezione Produttori ANICA, e la fiducia nel pubblico

E’ interessante leggere con attenzione questi dati perché per il prodotto italiano sono confortanti e danno un grande incoraggiamento a noi produttori nel proseguire nella strada già intrapresa. Sono felice dell’apprezzamento da parte del pubblico, che per chi comincia ad avere una certa età, come la sottoscritta, è una vera gioia. In realtà ci sono dei cicli, ci sono anni meno positivi e anni più positivi, ma io non ho mai temuto per la tenuta del cinema, sia come sala che come prodotto. A Natale di quest'anno l'offerta è stata molto più variegata e gli spettatori hanno gradito. Sono felice del risultato ottimo di film non facilissimi come Il Traditore e Martin Eden: è il segnale che il pubblico vuole qualità, vuole essere sorpreso. Dobbiamo continuare così.

Luigi Lonigro, Presidente Sezione Distributori ANICA, fa il punto sulle sale (e non solo)

Questo è un giorno importante, i dati positivi che oggi analizziamo non sono legati, forse per la prima volta, a una somma di incassi, ma sono conseguenza di un lavoro mirato. Il 2019 è un anno cruciale. Abbiamo individuato tutti gli attori dello straordinario film che è l'industria cinematografica e ognuno ha svolto il suo compito in modo perfetto. Il prodotto chiaramente risulta centrale ed è cresciuto, gli esercenti hanno ristrutturato le sale, sono stati individuati dei modelli virtuosi che hanno dato risultati eccezionali, prima andavano benissimo i multiplex, ora si è affermato cityplex di qualità: l'Anteo Palazzo del Cinema di Milano, il Giulio Cesare e il nuovo Quattro Fontane di Roma. Ci sono strutture di nuova costruzione o che sono state trasformate in contenitori moderni e che hanno visto gli incassi, in alcuni casi, quintuplicarsi. Speriamo che i nuovi fondi a favore dell’esercizio possano aiutare altre trasformazioni. I distributori hanno fatto la loro parte, il ruolo delle Major è stato determinante, abbiamo avuto un'estate straordinaria, i numeri sarebbero stati postivi anche senza l'estate, ma da là è partito tutto. Ringrazio anche Moviement. Abbiamo superato il boxoffice spagnolo. Il segmento monosala è cresciuto del 46% e non sono state chiuse altre monosale. Abbiamo inoltre sdoganato maggio e settembre. Infine, credo che gli eventi collocati in modo giusto abbiano fatto la differenza, i contenuti ben distribuiti portano nuovo pubblico, e penso agli eventi legati alla storia dell'arte e al documentario su Chiara Ferragni.

Francesco Rutelli dice la sua sulla Legge Franceschini

La legge che fu approvata in larga maggioranza in Parlamento è una legge che si confronta dal punto di vista di un'amministrazione pubblica con un settore produttivo privato, in un contesto in cui gli investimenti che si fanno nei paesi concorrenti a favore dell'industria del cinema e dell'audiovisivo sono in crescita. Quindi noi dobbiamo considerare l'aspetto competitivo. Quella che è stata per molti anni un'idea fondata, poi divenuta un po’ obsoleta, circa il cinema assistito in Italia, oggi si deve misurare con il fatto che parliamo di una filiera complessa e parliamo di contesti nei quali altri paesi concorrenti ottengono molte più risorse di quelle che vengono erogate in Italia. Questo è un punto cruciale perché la pur importante dotazione complessiva della legge Franceschini, di base circa 400 milioni di Euro all'anno, che includono tutto (Luce, festival vari, etc), se paragonata, ad esempio, a quella di piccoli stati americani come l'Alabama e la Georgia, che hanno avuto in tempi recenti investimenti pubblici ingenti, non è abbastanza. L’ecosistema economico è cambiato alla luce di ingressi di nuovi soggetti globali di cambiamenti della fruizione, nei gusti del pubblico, nell'aspettativa del pubblico, quindi la Legge Franceschini, quando è arrivata, sembrava andare bene, ma nel frattempo il mondo ha galoppato, quindi il funzionamento della legge, che aveva bisogno di un'enorme quantità di norme attuative, decreti interministeriali, regolamenti, momenti di verifica a livello comunitario è stato difettoso. In questi 3 anni dovevano partire decreti, si sono ipotizzate delle spese che per la complessità dell’avvio della legge in realtà sono state appostate ma non erogate. Ora la cosa più importante è il tax credit produzione.

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