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Blade Runner 2049, il flop registra perdite per 80 milioni di dollari

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Costato 150 milioni, il sequel sembra essersi fermato a 240, troppo presto per recuperare i larghi investimenti.

Blade Runner 2049, il flop registra perdite per 80 milioni di dollari

Dopo l'uscita non entusiasmante nemmeno sul mercato cinese (che in alcuni casi ha salvato lavori come Warcraft e Terminator Genisys), ormai la sentenza è definitiva: Blade Runner 2049 è un flop. Seguendo la regola, spannometrica, che un film debba incassare il doppio di quanto è costato per rientrare nei costi, il sequel di Denis Villeneuve con Ryan Gosling e Harrison Ford è un fallimento da 150 milioni di dollari di costo (marketing escluso) e 240 d'incassi mondiali.

Il cattivo esito dell'operazione pesa più sulla produzione della Alcon Entertainment che sulla partner Sony: la major infatti per contratto è stata la prima a recuperare il denaro investito (110 milioni). Per quanto riguarda la Alcon e i suoi investitori, che si aspettavano un esito mondiale di almeno 400 milioni, si parla di una perdita stimata di 80 milioni di dollari, un brutto colpo.
Andrew Kosove e Broderick Johnson, i soci della Alcon, avevano confermato a Hollywood Reporter che la loro era effettivamente una scommessa, come "puntare tutte le fiche" su un unico numero, nella speranza di trasformare Blade Runner in un franchise (echi di quest'intenzione s'intuiscono vedendo il film). La scommessa non ha pagato, e da diverse settimane ci si domanda perché.

C'è chi si concentra sulla durata smodata del film (2h e 40m), chi sul suo tono cupo, altri sul ritmo compassato e la maggiore importanza data all'intreccio e ai dialoghi, rispetto all'azione. C'è anche chi, come sempre in questi casi, ritiene questo il segno di una sostanziale patologica ignoranza del pubblico pagante nel riconoscere un prodotto di qualità. Noi preferiremmo sempre muoverci con i piedi di piombo in analisi di questo tenore.
Abracceremmo piuttosto una linea sostenuta da qualcun altro, che giustamente sottolineava come un incasso di 240 milioni per un film "difficile" come Blade Runner 2049 non è, preso in termini assoluti, negativo. Per intenderci, nessun film di Denis Villeneuve ha mai portato a casa una cifra tale (vi si è avvicinato Arrival con 200, forte però di un costo di 47 milioni). E' bene riprendere in mano la storia e ricordare che il primo Blade Runner, costato 28 milioni, ne rastrellò nel mondo a stento 33: fu un disastro, compensato solo in seguito dall'aura di culto che lo avvolse nel passare dei decenni. Aura di culto che evidentemente non si è tradotta in biglietti staccati per il suo sequel. Se magari Blade Runner 2049 fosse costato meno, ora la storia non si ripeterebbe, ma forse nessuno sarebbe stato contento di un risultato al risparmio.
A noi dispiace soltanto che, al di là dell'effettiva qualità del film, non sia stata sufficientemente premiata un'operazione sì commerciale ma elegante, con una campagna che ha generato tre cortometraggi promozionali ad hoc, di cui uno addirittura anime.

 



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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