Bill Murray in Ghostbusters 3? Sì, ma lo farebbe solo per gli amici

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Bill Murray in Ghostbusters 3? Sì, ma lo farebbe solo per gli amici

Al Festival di Cannes 2019 per portare I morti non muoiono di Jim Jarmusch, il grande Bill Murray è stato placcato da Indiewire per un'intervista.
Fulcro della conversazione è stato il rapporto turbolento dell'attore con le grandi major (da anni Murray preferisce i film indipendenti) e inevitabilmente si è parlato della sua auspicata partecipazione a Ghostbusters 3 di Jason Reitman, in arrivo nel 2020.

E' vero che è sempre stato lui la causa del mancato vero prosieguo della saga, a parte il fallito tentativo del reboot di Ghostbusters nel 2016? Sembra che il suo contratto del 1984 gli dia diritto di veto.

"Per anni hanno detto: non possiamo fare un altro Ghostbusters perché Bill Murray non vuole cambiare il contratto del 1984. Beh, è vero, non l'ho mai fatto. E sapete che ho detto? Altre persone fecero il film, voi siete i nuovi, io sono tra i vecchi. Se a quelle altre persone andava bene così, deve andar bene pure a voi. [...]
Quella saga ha pagato il college di mio figlio. Il film l'abbiamo fatto noi, ne siamo i custodi, è una gran cosa, fu molto divertente farlo. E' un film vero, con delle cose molto divertenti. Danny, Ernie, Harold, Rick Moranis, Annie Potts, sono tra le persone più fighe che conosco, con carriere vere. [...] Trattano bene le persone. Il rapporto che ho con quelle persone non è necessariamente il rapporto che ho con la Sony."

In definitiva Bill, visto che ha partecipato anche allo sfortunato reboot con ben due camei, ci sarebbe in Ghostbusters 3?

“Presi parte a quel film solo perché [Kristen Wiig e Melissa MCarthy, delle quali si è detto più volte ammiratore e amico, ndr] me l'hanno chiesto. Sapevo che se avessi detto no, avrei detto in sostanza che non sostenevo il film. Mi son detto: ok, sosterrò loro come persone. L'ho fatto quella volta e lo farei quest'altra volta."

Insomma, abbiamo più di qualche speranza per la presenza di Bill In Ghostbusters 3. Nel resto dell'intervista, Murray ha spiegato perché lui e le major non vanno d'accordo ("Non sono uno da Twitter, non sono un investimento") e ha raccontato divertito di come contribuì a cacciare dal set del primo Ghostbusters dei responsabili del marketing della Coca Cola, che aveva appena acquistato all'epoca la Columbia. Irritato dalla presenza di venticinque persone estranee alla lavorazione, andò a parlare con loro per oltre quaranta minuti, bloccando apposta tutto il set. "Quelli si guardano intorno e pensano: ci sono 250 persone che ci stanno guardando mentre parliamo con questo figlio di puttana. Forse è meglio che ce ne andiamo! E non sono più tornati!"



Domenico Misciagna
  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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