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Berlinale 2016: la recensione della commedia malinconica Des nouvelles de la planète Mars

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Il ritorno di Dominik Moll che dirige François Damiens e Vincent Macaigne.

Berlinale 2016: la recensione della commedia malinconica Des nouvelles de la planète Mars

Un uomo di mezza età galleggia sereno nello spazio profondo in una improbabile tuta da cosmonauta, per ritrovarsi poi incagliato in un angusto salotto. L’inizio del nuovo film di Dominik Moll, Des nouvelles de la planète Mars, sintetizza bene le frustrazioni di Philippe Mars, il cosmonauta incagliato, interpretato dal bravo François Damiens, il papà muto della Famiglia Bélier.

All’inizio del film compie 49 anni, ma nessuno sembra interessato. Il suo è un pianeta a parte, come didascalicamente ci suggerisce il cognome. Un pianeta noioso e grigio, in cui è sempre notte, un tunnel infinito, fatto di personaggi respingenti e incontri spiacevoli. Neanche quando si ribella per chiedere al vicino che i cani evitino di liberarsi nel bel mezzo del vialetto di casa, ottiene qualcosa.

Un mondo di energie pronte a esplodere, a liberarsi della bolla di ansietà in cui si arenano, come nello spazio profondo dal silenzio assoluto. L’inquietudine di un mondo che non si ritrova, di un’Europa sull’orlo della frammentazione definitiva, di una vita troppo normale, immobile susseguirsi di neon in open space opprimenti, in un posto di lavoro in cui poco importa quale sia il contributo dato all’umanità.

Il signor Mars vorrebbe tanto fluttuare senza nessuno a rompergli le scatole, altro che gorilla immobile, come le rinfaccia la figlia adolescente e ambiziosa, sempre a studiare con il fidanzato puntando l'indice verso il padre come a un loser, un perdente. Non che il figlio maschio dia molte più soddisfazioni; l’affacciarsi della pubertà gli ha portato una crisi di coscienza vegetariana e una testa piena di idealismo velletario. Gli animali sono ovunque: il padre gorilla, come detto, il figlio non li vuole mangiare, ma ha sposato la causa di un gruppo di rane da laboratorio e vuole liberarle salvandole dalla perfida sperimentazione scientifica. C’è anche un cane - non può mancare - anche se fa una brutta fine, esilarante catarsi di un film giocato sull’immobilismo e sulla ricerca del coraggio di uno slancio centrifugo, anche se verso il confine col Belgio e non negli immensi spazi della California.

Des nouvelles de la planète Mars è delimitato dalla malinconica fisicità del protagonista e del buffo collega chi gli si piazza in casa - solidarizzando con le cause perse del figlio - interpretato da Vincent Macaigne, sempre più icona psico romantica del nuovo cinema francese. Divertente a tratti, si accontenta di prendere la strada, così come i suoi protagonisti, senza star troppo a sottilizzare sulla destinazione. In fondo ottimista, ricorda alcune commedie americane degli anni ’80 nel rappresentare un padre malvisto dai figli, che alla fine si ribella, si getta eroicamente contro le avversità, fino a ottenerne il rispetto. Esile per essere realmente stratificato, dolente per stimolare risate senza troppe ricadute, il film di Moll è un oggetto che sta in aria, indeciso se atterrare o limitarsi a godersi il panorama da lassù, dall’improbabile pianeta Mars; citofonare Philippe.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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