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Berlinale 2009 - Verso l'Eden, recensione del film di Costa-Gavras presentato Fuori Concorso alla Berlinale 2009

La proiezione fuori concorso del nuovo film di Costa-Gavras, interpretato da Riccardo Scamarcio, conclude la rassegna berlinese di quest’anno. Un film dove regna sovrano il corpo dell’attore italiano, secondo dinamiche estremamente coerenti con l’Italia di oggi.

Berlinale 2009 - Verso l'Eden, recensione del film di Costa-Gavras presentato Fuori Concorso alla Berlinale 2009

Verso l'Eden - recensione del film di Costa-Gavras presentato Fuori Concorso alla Berlinale 2009

E' facile far ridere una platea di giornalisti e critici, pur “stremati” da quasi due settimane di festival, basta che il protezionista di turno commetta qualche errore grossolano. Perché, superata l’indignazione iniziale, i suddetti rideranno della goffaggine dell’addetto, lanciando eventuali sguardi verso la cabina di proiezione e pronunciando esilaranti battute a voce alta, colmi di quel bonario paternalismo con il quale il lavoratore intellettuale guarda spesso alla working class.
È quello che è accaduto ad esempio nella mattinata di oggi, quando Verso l’Eden è partito senza sonoro e così proseguito per alcuni minuti prima che si ponesse rimedio alla questione. Ma per quei minuti iniziali, l’assenza di sonoro non è stata affatto grave, anzi in qualche modo si può definire illuminante, e il film avrebbe potuto anche proseguire in quel modo.
Attenzione, non stiamo facendo facili sarcasmi. Tutt’altro. L’assenza di sonoro è stata illuminante perché ha aiutato da subito a capire come il film di Costa-Gavras sia interamente incentrato (formalmente ed ideologicamente) sul corpo divistico di Riccardo Scamarcio.

Nelle prime immagini troviamo l’attore italiano su una barca piena di immigrati clandestini. Superato lo smarrimento (va bene che c’è crisi, ma Step s’è ridotto così male da fare lo scafista?) capiamo che il suo è il personaggio di Elias, migrante come tanti altri, diretto in Francia. La sua nave però viene avvistata dalla polizia greca, lui si butta in mare, nuota fino a riva e così comincia la sua odissea: un percorso che dal lussuoso villaggio vacanze sulle cui spiagge è sbarcato, lo porterà fino a Parigi, per incontrare nuovamente il prestigiatore che proprio nel villaggio vacanze gli aveva detto “se passi da Parigi, vienimi a trovare”. Frase che Elias ripete come un mantra, tra le pochissime che vengono pronunciate nel corso di un’interpretazione sostanzialmente muta. Muta, perché l’unico reale possedimento, l’unico strumento di Elias Scamarcio nel corso del film è il suo corpo: un corpo muto ma evidentemente magnetico, visto che scatena magnetismi e pulsioni erotico-sessuali in quasi ogni persona che incontra, e che proprio in virtù della sua attrattiva gli garantisce possibilità e aiuti. Basta che sbatta gli occhioni spaurito, e conquista.

Nel corso del viaggio verso il recupero della magia, alla quale guarda con ammirazione infantile, spinto da irrazionale ottimismo, Elias Scamarcio verrà sedotto e sedurrà uomini e donne, otterrà soldi, tetti, abiti (tra i quali anche una giacca di pelle che ci restituisce per poco l’amato Step), eviterà di essere fermato da poliziotte francesi che lo guardano ammirate invece che in cagnesco come molti - ma non tutti - colleghi maschi: tutto primariamente grazie al suo corpo, alla sua fisicità. Al bell’aspetto, come suggerisce esplicitamente una signora parigina che gli dona una giacca appartenuta al marito. Ed assieme, al sogno di magia, che vive ancor più grande anche di fronte a quello che solo apparentemente è un rifiuto finale.
Costa-Gavras rifugge dal realismo, nel raccontare uno dei drammi dei nostri anni, quello dell’immigrazione clandestina e delle atrocità cui i migranti si sottopongono e sono sottoposti. Il suo film è ben chiaro nel messaggio: se ci si presenta bene, si ha un bell’aspetto e un po’ di ottimismo, tutto è possibile. Messaggio inquietantemente ma perfettamente in linea con certa politica italiana e non solo. Saranno contenti di saperlo i migranti di mezzo mondo.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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