News Cinema

Berlinale 2008 - 10

Diario critico dell'edizione numero 58 del Festival di Berlino


VIDEO

Festival di Berlino 2008 – 9° e 10° giorno

La penultima giornata della Berlinale 2008 è stata all’insegna dello star system, con la presentazione fuori concorso di The Other Boleyn Girl, il film basato su un omonimo romanzo di Philippa Gregory che vede protagonisti Natalie Portman, Scarlett Johansson ed Eric Bana. The Other Boleyn Girl ripercorre la storia della celebre Anna Bolena – la donna per cui Enrico VIII arrivò allo scisma con la chiesa di Roma e la formazione della Church of England, nonché madre di Elisabetta I – in una chiave inedita, raccontando non solo di lei ma anche della sorella Maria, anche lei in precedenza amante del re inglese.
Diretto dal giovane regista britannico Justin Chadwick, al suo esordio nel cinema dopo un lungo apprendistato televisivo, il film si prende ovviamente numerose licenze storiche per raccontare una vicenda che va ben oltre il ritratto di di due figure femminili quasi speculari e la loro rivalità, ma che descrive la corte inglese come un luogo pieno di intrighi, nel quale la chiave per il potere è quella della camera da letto del sovrano, un mondo dove i figli (e soprattutto le figlie) sono usati come merce di scambio per assicurarsi posizione, ricchezze e privilegi. Tutto prende infatti le mosse da un piano ordito da Duca di Norfolk, zio delle sorelle Bolena, per far sì che Anna diventi l’amante del Re: ma in prima battuta sarà Maria a “soffiare” il posto alla sorella. The Other Boleyn Girl è però un film che non riesce a trasmettere nella giusta misura i temi e le emozioni che mira a ritrarre, appesantito da una forma che troppo spesso si fa manierata (ma comunque lontana dalla magniloquenza barocca di uno Shekar Kapur), ricca di richiami alla pittura, troppo patinata per essere convincente; e appesantito da uno sviluppo narrativo che non riesce a produrre l’empatia necessaria per interessarsi realmente alle vicende dei protagonisti che nelle sue semplificazioni punta quasi nella direzione di una struttura da soap, con tanto di battute di dialogo che non sfigurerebbero messe in bocca ai protagonisti di Beautiful. Con il film si sarà sicuramente risollevato il tasso di glamour della manifestazione berlinese, ma non quello qualitativo relativo ai film presentati.

Da quest’ultimo punto di vista non ha aiutato nemmeno il film che ha chiuso il concorso berlinese di quest’anno, Ballast, produzione indipendente americana diretta dall’esordiente Lance Hammer. Ambientato in inverno nella zona del delta del Mississippi, Ballast prende le mosse dal suicidio di un uomo e va ad esaminarne le conseguenze sulla vita del fratello gemello Lawrence, della ex moglie Marlee e del figlio James. Lawrence e Marlee devono infatti imparare a convivere e a sanare il loro pessimo rapporto dopo la scoperta delle ultime volontà del suicida, che cede la sua metà del terreno e del negozio di famiglia proprio alla ex.
Hammer, con alle spalle un passato da art director ed esperto di effetti visivi, cerca di andare nella direzione di quel cinema indipendente americano che vede in Lodge Kerrigan uno dei suoi massimi esponenti: un cinema fatto di distanza emotiva dai profondi sentimenti al centro della storia, di silenzi e di minimalismo, di freddezza, di ambienti, oggetti e superfici. Ma Hammer non è Kerrigan e non possiede la sua capacità nell'effettuare scelte realmente funzionali al veicolare i temi e le emozioni del film, e in Ballast l’eccesso di distanza e le estremizzazioni stilistiche rendono il film freddo, poco coinvolgente, a tratti pesantemente noioso.

Oggi è invece la volta del film di chiusura di questa 58esima edizione della Berlinale: Be Kind Rewind di Michel Gondry, presentato fuori concorso. Come sempre Gondry ama stupire con storie bizzarre, e questa volta si tratta della vicenda di Mike, commesso di una fatiscente videoteca, e del suo migliore amico Jerry. In seguito ad una serie di vicende surreali, tutte le videocassette del negozio di Mike vengono smagnetizzate, e per far fronte alle richieste della clientela i due s’imbarcano nell’impresa di rigirare la maggior parte dei film con una vecchia videocamera e con mezzi di fortuna. Inutile dire che la loro operazione sarà un successo, e che ne nasceranno imprevedibili sviluppi. Totalmente estraneo ad ogni ragionamento postmoderno sull’immagine e la loro riproduzione che la trama avrebbe potuto avallare, e più moderato che in precedenza nel proporre il tradizionale immaginario creativo low-fi del regista francese, Be Kind Rewind sarebbe stato un film di assai poco spessore se si fosse limitato al racconto dei paradossali rifacimenti dei due protagonisti. Ma alla creatività e all’immaginazione Gondry ha affiancato come sempre un’attenzione particolare e lieve solo all’apparenza ai sentimenti. Un elemento che emerge chiaramente in tutta la seconda parte del film, dove chiaramente quella di Be Kind Rewind diventa una storia che vede una piccola comunità ricompattarsi per il suo stesso bene e unire i propri sforzi per il raggiungimento di uno scopo comune; e una storia che è un grande e sincero omaggio non solo alla grande potenza dell’immaginazione, della creatività e dell’inseguire i propri sogni, ma ad un amore per il cinema – in tutte le sue forme e modalità di fruizione – che è del tutto scevro da snobismi o intellettualismi di sorta. Con un finale che nella sua semplicità e nella sua sincerità spinge al limite della commozione. Un buon film, che ha chiuso degnamente un’edizione della Berlinale che, come ho cercato di raccontarvi in queste pagine, è stata decisamente sottotono.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming