Benvenuti a casa mia e altre sagaci commedie multietniche

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Benvenuti a casa mia e altre sagaci commedie multietniche

Da sempre il cinema indaga e rispecchia la società, in tutte le sue problematiche. Un argomento caro ai cineasti è quello dell'integrazione razziale, affrontato spesso con toni drammatici. Tuttavia, esiste un filone che sceglie la strada della leggerezza, rappresentando il medesimo tema attraverso commedie divertenti e ironiche, ma non per questo prive di intelligenza.

Lo schema ricorrente è quello di uno scontro famigliare, sia esterno, contro un Paese restio alla tolleranza o contro incursioni culturalmente diverse (spesso veicolate da fidanzati/e di un'altra etnia), sia interno, tra una vecchia generazione ancora attaccata alle proprie radici e una nuova generazione, desiderosa di convertirsi alla modernità. I problemi che ne conseguono sono declinati in chiave tragicomica, come nel caso del nuovo film di Philippe de Chauveron Benvenuti a casa mia. Nei cinema italiani dall'8 marzo, la pellicola ha alle proprie spalle una serie di sagaci commedie multietniche, assolutamente da vedere per arrivare al cinema preparati!

East is East, Damien O'Donnell, 1999

Opera prima del regista inglese Damien O'Donnell, East is East è puro divertimento assicurato. Un film capace di affrontare con leggerezza e con il tipico humour inglese la difficile questione dell'integrazione razziale e dello scontro generazionale. Immaginate un fiero padre di famiglia pakistano di religione musulmana che gestisce una piccola friggitoria a Salford, nel nord dell’Inghilterra del 1971, insieme alla moglie inglese di fede cattolica e ai loro sette figli. Le premesse multietniche si infiammano negli scontri tra il padre, che desidera mantenere le tradizioni pakistane, e i sette ragazzi, ormai completamente anglicizzati. Il melting pot che ne risulta dà origine a una serie di disavventure ironiche e coinvolgenti, che si susseguono a cascata a partire da un fatto scatenante: Nazi, il primogenito, all'ultimo minuto rifiuta la ragazza pakistana scelta per lui dal padre e fugge a Londra. Lo seguiranno a ruota i fratelli, che come in una reazione a catena insorgeranno contro il tradizionalismo del padre. Come farà George a gestire la situazione?

Jalla! Jalla!, Regia di Josef Fares, 2000

Un'altra storia di scontro tra tradizione e modernità, oriente e occidente, genitori e figli, sempre giostrato in chiave ironica e vivace. Arrivato in Italia poco dopo l'11 settembre, sollevò numerosi riflessioni inerenti al multiculturalismo e ai rapporti tra tradizioni diverse. La storia è infatti quella di due amici, Roro e Màns, figli di libanesi immigrati in Svezia. Mentre il primo trova finalmente il coraggio di presentare la fidanzata svedese alla rigida famiglia tradizionalista, ma si trova costretto a rinunciare all'impresa per assecondare il matrimonio combinato dai genitori, il secondo fa di tutto per ovviare ai problemi sessuali con la propria partner. Ne vedrete delle belle!

L'ospite inatteso, Tom McCarthy, 2007

Cosa fareste se, tornati nel vostro appartamento di New York in cui non vivete da tempo, lo trovaste occupato da una coppia di immigrati illegali? La reazione del professore Walter Vale è prima di sgomento e sconcerto, poi di accettazione e tolleranza. È questa la lezione, semplice solo in apparenza, del film di McCarthy, che dipinge la difficile convivenza tra l’americano Walter, il siriano Tarek e l'africana Zainab con delicatezza e intelligenza, infondendo fiducia verso la capacità, oggi vacillante, di accogliere l'altro, di aiutarlo con spirito solidale e di imparare a conoscerlo nelle sue specifiche differenze. Un canale privilegiato di reciproca comprensione? La ritmata musica africana, che veicolerà la nascita di una sincera amicizia.

Soul Kitchen, Fatih Akin, 2009



Zinos è un giovane cuoco di origine greca che gestisce un infimo ristorante ad Amburgo, "Soul Kitchen". La sua sfida di integrazione culturale passa attraverso la riscoperta delle proprie origini, musicali e culinarie: a ritmo di rock, introduce una nuova filosofia di cucina tra la clientela abituale, composta dai rozzi abitanti della periferia della città, interessati solo a birra e fast food. Ai suoi problemi lavorativi si sommano altre disavventure: la partenza della fidanzata per Shanghai, che lo ha lasciato col cuore spezzato, il vizio del gioco del fratello, un'ernia al disco e le mire di un vecchio compagno di scuola, Neumann, sul suo locale per rilevarne il terreno. Una commedia edificante e dinamica che si snoda tra continue gag divertenti, facendo dell’edonismo, del piacere del buon cibo e della buona musica la chiave di volta per conoscere l’altro in una società multietnica.

Almanya - La mia famiglia va in Germania, Yasemin Samdereli, 2011



La Germania è la nazione che ospita il maggior numero di turchi, emigrati negli anni 60 proprio come la famiglia Yilmaz, giunta ora alla terza generazione. A cavallo tra i flashback tragicomici del passato, che forniscono un quadro ironico dei loro primissimi anni in Germania, un Paese che appariva assurdo agli occhi di una famiglia di contadini turchi musulmani, e il presente, quando decidono di tornare tutti insieme in Anatolia, esaudendo il sogno del nonno Hüseyin. Emerge così il conflitto identitario, affrontato spesso con il sorriso, di una famiglia che non è più turca ma non è ancora tedesca, messa a dura prova dalla tensione tra tradizione e desiderio di integrarsi.

Into Paradiso, Paola Randi, 2010



Prendete uno scienziato napoletano, timido e impacciato, che ha appena perso il lavoro. Aggiungete un affascinante ex campione di cricket srilankese appena arrivato a Napoli convinto di trovare il Paradiso. Ecco, ora uniteli. Il risultato è una commedia tragicomica e paradossale, grottesca e caricaturale, visionaria e drammatica che gioca con ironia sugli stereotipi ed esplora la nascita di un'amicizia tanto improbabile quanto sincera. Sullo sfondo una Napoli multietnica in cui un incontro casuale con l’altro, il diverso, si può trasformare in una grande occasione di crescita personale e di arricchimento, che cambierà per sempre il proprio destino.

Il mio grosso grasso matrimonio greco, Joel Zwick, 2002

Una tradizionalissima famiglia greca è preoccupata per Toula, ancora nubile a 30 anni, noiosa e scialba. Il padre preme per spedirla in Grecia a trovare marito, o meglio, il marito che lui sogna per la figlia, disperato all'idea che possa rimanere single per sempre. Quando Toula incontra l'affascinante Ian, la famiglia di lei è al settimo celo. Il problema è un altro: il bello, ricco e americanissimo Ian riuscirà a trovare un punto d’incontro con la numerosa e vivace famiglia greca? Come se la caverà con gli usi e i costumi di un Paese così lontano e diverso dal suo? Le gag divertenti sono assicurate in questa esilarante commedia sentimentale.

Non sposate le mie figlie!, Philippe de Chauveron, 2014



Attenzione alle tradizioni di famiglia! Claude e Marie Verneuil hanno quattro figlie e un sogno: vederle sposate con il classico "buon partito" borghese e cattolico. Ma il loro sogno è ormai infranto: Isabelle ha sposato l'arabo Rachid, Odile l'ebreo David e Ségolène il cinese Chao. Le loro ultime speranze sono riposte nella figlia minore Laure, che le delude presentandosi con il fidanzato ivoriano Charles. Sotto alla patina di tolleranza, integrazione e apertura della famiglia Verneuil, al grido "siamo tutti uguali", emergono le contraddizioni di un’educazione conservatrice e ipocrita, che si scioglierà a suon di risate, ironia e sano sentimentalismo.

The Big Sick, Michael Showalter, 2017



Una storia vera di amore multiculturale. Kumail, un aspirante comico nato in Pakistan, ed Emily, una dottoranda americana, si innamorano. Il problema? Le loro diverse culture e la famiglia di lui, composta da convinti pakistani musulmani conservatori e molto legati alle tradizioni, compresa quella del matrimonio combinato. Ma anche la famiglia di lei è un problema, scettica e cinica nei confronti della loro relazione. Un episodio drammatico segnerà la chiave di volta per la loro relazione. Kumail sarà infatti costretto a fare i conti con una realtà folle e caotica, destreggiandosi tra la rigidità della propria famiglia, la freddezza dei genitori di Emily e i dissidi culturali. L'amore vincerà?

L'altro volto della speranza, Aki Kaurismäki, 2017



Kaurismäki è sempre stato dalla parte degli outsider (si veda Miracolo a Le Havre, 2011), perché a fare la differenza sono proprio gli ultimi e gli emarginati, la cui invisibilità permette loro di agire al di fuori di norme ingiuste, di una società di cui diffidano. Ed è proprio questo ciò che decidono di fare un rappresentante di camice finlandese e un profugo siriano, portati dal destino a incontrarsi in un ristorante della periferia di Helsinki, un microcosmo multiculturale tenuto in piedi da quella solidarietà che al di fuori manca. Una tragicommedia sagace e ironica, esilarante e straniante, che straripa di speranza contro al razzismo, purtroppo, oggi diffusissimo.



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