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Ben Stiller a Roma per I sogni segreti di Walter Mitty

L'attore e regista elogia i sogni ad occhi aperti e confessa una certa avversione per la tecnologia che ostacola i rapporti reali, oltre a detestare la lettura dei libri sui tablet

Ben Stiller a Roma per I sogni segreti di Walter Mitty

Mentre la descrive come “una grande opportunità per fare qualcosa di nuovo, di testare me stesso in territori diversi” spiega anche che “dirigere un film significa anche fare il punto in cui sei arrivato nella vita”. Ben Stiller è a Roma per presentare alla stampa la sua quinta regia, un film delicato, divertente e poetico che definisce senza esitazioni “la più completa e soddisfacente esperienza come regista che io abbia avuto finora”.

I sogni segreti di Walter Mitty è la storia di un uomo, interpretato dallo stesso Stiller, che lavora all’archivio negativi della rivista Life. La sua routine quotidiana è intervallata da momenti in cui s’incanta e visualizza nella sua testa eroiche esperienze che lo vedono protagonista. “Walter scopre il mondo attraverso le fotografie di persone che fanno cose incredibili in posti incredibili. I sogni ad occhi aperti sono lo specchio di quelle esperienze vissute dagli altri e lo aiutano nella vita per andare avanti, ma lo bloccano nelle relazioni con chi gli sta intorno. In un certo senso reprime qualcosa che comunque ha dentro”, racconta il regista che ritiene fondamentale il tema dei legami.

“È importante creare rapporti reali, soprattutto oggi che la tecnologia che ci ostacola in questo. Walter è come se si fosse ritirato, non lo definirei un introverso, è uno che cerca di capire come va il mondo. In questo senso, allontanarsi dagli schemi, dalla tecnologia è qualcosa che è da fare ed è importante per le nuove generazioni”. Ben Stiller appartiene a una generazione che ha vissuto in pieno la transizione dall’analogico al digitale e per quanto adori il tablet, come oggetto e strumento di utilità e svago, “detesto leggere i libri sul tablet, preferisco avere libri e riviste cartacee in mano".

Nel 1994 Ben Stiller diresse e interpretò il ritratto di una generazione di ventenni alle prese con questioni ideologiche ed esistenziali, ragazzi pieni di cinismo e snobismo. “All’epoca mi sentivo vicino ai personaggi di Giovani, carini e disoccupati (in originale Reality Bites). Non mi preoccupavo, non mi soffermavo sulle situazioni, guardavo avanti senza consapevolezza”, mentre oggi l’attore dice di vivere coscientemente la propria vita e di rispecchiarsi nel suo ultimo protagonista, quel Walter Mitty desideroso di afferrare la vita così come si presenta, ostica, buffa, malinconica e poetica.

 



  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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