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Bella in rosa: una commedia adolescenziale morbida come un marshmallow

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Usciva 30 anni fa in Italia il film con Molly Ringwald e Andrew McCarthy... e noi lo ricordiamo così.

Bella in rosa: una commedia adolescenziale morbida come un marshmallow

La prima volta che ho visto Molly Ringwald è stato quando, appena raggiunto il traguardo dei 14 anni, ho superato il guado del primo "vietato ai minori" precipitandomi al cinema Embassy di Roma a vedere Breakfast Club. Ah, come mi piacque quella rossa tutta lentiggini che mostrava impunemente il dito medio a Judd Nelson per dimostrare di non essere solamente la ragazza più amata della scuola. Ma questa, cari fan delle commedie soffici come marshmallow, è un’altra storia, e soprattutto è un altro film rispetto a quello di cui oggi bisogna assolutamente parlare e che, nell’estate del 1986, comprai in forma di videocassetta vhs in Canada facendola convertire in un formato leggibile dal Betamax di famiglia classe 1980. Parliamo di Bella in rosa, teen-movie diretto da Howard Deutch e sceneggiato da John Hughes di cui proprio questo 11 settembre ricorre il trentennale dall’uscita italiana. Già deliziosa protagonista di Sixteen Candles, nel film la Ringwald è la brava ragazza povera Andie che si innamora del ragazzo ricco Blane e si confeziona da sola i vestiti. Fra le sue creazioni, l’abito a caramella disegnato per il ballo di fine anno e che, secondo qualcuno, avrebbe ispirato i disegnatori della Disney a scegliere proprio il rosa per il primo vestito da principessa di Ariel. Eccolo qui.

Chiariamo subito una cosa che i cultori del film sapranno già: Molly Ringwald detestò fin dal primo momento il vestito da prom (ballo di fine anno) che John Hughes le intimò di indossare. "Quella forma a palloncino proprio la infastiva"  - raccontò anni dopo la costumista Marilyn Vance, nonostante l’attrice avesse uno stile simile a quello della sua Andie. A tutt’oggi, comunque, Bella in rosa resta il film anni ’80 preferito da Molly e, a ben guardare, anche la critica del tempo lo apprezzò non poco (su rottentomatoes il 79% dei critici optò per il fresh). Meno spumeggiante, ma anche meno superficiale di Sixteen Candles e meno cool e furbetto di Breakfast Club - che puntava molto su "Don’t You (Forget About Me") dei Simple MindsPretty in Pink è infatti un’opera che ben racconta gli stati d’animo altalenanti degli adolescenti, che alternano alla velocità della luce rabbia, ardore, imbarazzo e angoscia per il primo appuntamento, e che hanno sogni larger than life guastati da un’insicurezza cronica.

Un altro punto a favore di Bella in rosa è la grande verità con cui descrive la distanza fra gli studenti abbienti, arroganti e già consapevoli della posizione privilegiata che occuperanno una volta cresciuti e il senso di inferiorità e la vergogna degli studenti appartenenti a famiglie con poche risorse economiche, ragazzi certamente più intelligenti perché in possesso di una borsa di studio, ma costretti a lavorare dopo l’orario scolastico. La diversità fra le due categorie, nel film, è evidente anche nel look dei personaggi, come si vede dalla foto sottostante. Certo…. molto meglio le creste da punk dei pantaloni bianchi a palloncino di Andrew McCarthy, che sono francamente orrendi.

Il ragazzo ricco di cui Andie si innamora nel film è interpretato da Andrew McCarthy, uno dei volti più celebri del Brat Pack, gruppo di attori giovanissimi che negli anni '80 espressero, attraverso una serie di personaggi, i dilemmi dei tipici teenager americani (nella brigata c’erano anche Rob Lowe, Demi Moore ed Emilio Estevez, fra gli altri). Dovete sapere che McCarthy era un vero e proprio mito all’epoca, tanto che fu proprio la Ringwald a volerlo in Bella in rosa, dopo averlo ammirato in Class. Si vocifera inoltre che Molly avesse "fatto un pensierino" su di lui, e se sul set non ci fosse stato il suo fidanzato Dweezil Zappa, magari avrebbe sferrato un invincibile attacco ai danni o a vantaggio di AMC. Anche se carino da morire, nel film Andrew McCarthy non ereditò certo un personaggio dal carisma invidiabile e destinato ad essere ricordato in eterno. Parlando di lui, John Cryer lo definì: "Una vespa senza pungiglione, una birra analcolica, un pretzel senza sale". Povero Blane Mcdonough!

Rivendendo Bella in rosa, forse il premio per la migliore performance lo vince proprio John Cryer, a cui toccò in sorte il ruolo dell’amico del cuore di Andie: l’estroso Duckie. L’attore andò a sostituire Robert Downey Jr., che in realtà non firmò nessun contratto nonostante una segnalazione da parte della Ringwald. Cryer improvvisò molte battute, ma ebbe la fortuna di lasciarsi guidare dal coreografo di Footloose Kenny Ortega nella scena in cui, nel negozio di dischi dove lavora Andie, doveva ballare e mimare di cantare "Try A Little Tenderness" di Otis Redding. La traboccante energia del personaggio era anche quella di colui che lo interpretava, e sembra che infastidì non poco i ben più riservati Andrew e Molly, che evidentemente non capivano abbastanza il talento di un ragazzo carino come Matthew Broderick ed esuberante come Jerry Lewis.

Altro iconico volto di Bella in rosa e, secondo la sottoscritta, uno dei motivi per cui recuperare o rivedere il film, è James Spader, a cui venne offerta la parte di Blane, ma che fece carte false per impersonare il villain Steff McKee, innamorato anch’egli di Andie e quindi impegnato a tenere Blane lontano da lei. Steff è lo snob che si diverte con il denaro di mamma e papà, anche se, a seguito di una festa in stile Animal House nella sua mega villa, dice: "I soldi non significano niente per me, altrimenti non tratterei così la casa dei miei genitori". Nonostante l’aria un po’ da "patatone" Spader aveva la coolness necessaria per il ruolo, peccato fosse un po’ troppo grande. Il suo personaggio, infatti, non dimostrava certo 18 anni. Ancora una cosa: James Spader e McCarthy diventarono amici durante le riprese, lavorando insieme nei due film anni ’80 Al di là di tutti i limiti e Mannequin. Di recente hanno collaborato per qualche episodio di The Black List, rispettivamente come regista e protagonista .

Forse non tutti sanno che il finale di Bella in rosa originariamente era diverso. Per John Hughes l’uomo del destino di Andie doveva essere Duckie, che avrebbe finalmente stretto fra le braccia la ragazza dei suoi sogni durante il prom sulle note di Heroes di David Bowie. Ma poi lo sceneggiatore ebbe l’idea di mostrare la scena di un bacio fa i due a un ristretto gruppo di giovani e i fischi e i buuu si levarono al cielo alti e fragorosi.  Quindi via Duckie e avanti Blane! Ancora oggi qualcuno si chiede se sia stato giusto far trionfare l’amore fra la Cenerentola dalle labbra carnose e il principe dai capelli scalati. In ogni modo sembra che, immaginando il futuro dei personaggi dopo la conclusione del film, la Ringward abbia detto: "Andie e Blane sono destinati a lasciarsi, Duckie e Andie a restare amici tutta la vita e Duckie a diventare gay".

Girato nello stesso liceo di Grease e intitolato così in omaggio a un brano degli Psychedelic Furs, poi riarrangiato per il film, Bella in rosa ci è caro anche per un altro motivo: Harry Dean Stanton, attore immenso a cui Howard Deutch affidò il personaggio del padre di Andie, uomo fragile e dagli occhi buoni inconsolabile per l’abbandono da parte della moglie. E' lui il lato tenero di un film che sicuramente è parte della cultura pop del secolo scorso e quindi di una discreta importanza.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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