Avengers Endgame: verso la conclusione della Fase 3, ecco come ci siamo arrivati

-
83
Avengers Endgame: verso la conclusione della Fase 3, ecco come ci siamo arrivati

Avengers Endgame esce nei cinema italiani domani 24 aprile, quindi chiudiamo la nostra rassegna delle Fasi del Marvel Cinematic Universe con un riassunto della Fase 3.
Questo articolo segue il riassunto della Fase 1 e il riassunto della Fase 2 del MCU. La Fase 3 è stata finora la più ricca, componendosi di 11 film, con la sottotrama delle Gemme dell'Infinito più a fuoco. La Fase è stata anche prolungata un paio di giorni fa: il boss Kevin Feige è infatti tornato ai piani originali, cioè considerare il prossimo Spider-Man: Far from Home in uscita a luglio il suo capitolo conclusivo. Endgame non costituirà quindi il sipario sulla Fase 3, come recentemente eravamo stati portati a credere.

Captain America: Civil War (2016), nonostante il titolo suggerisca un terzo capitolo della saga di Steve Rogers, ha il sapore di un ensemble all'Avengers (seppur divisi) e come tale viene recepita dal pubblico l'opera seconda di Joe & Anthony Russo per i Marvel Studios: costa 250 milioni di dollari, incassa 1.153.000.000. La rete viene sapentemente divisa tra i due team l'un contro l'altro armati, uno capitanato appunto da Rogers, l'altro da Tony Stark / Robert Downey Jr., simboli di due diversi modi di vedere il vigilantismo. Grande curiosità per il ritorno in scuderia di un Peter Parker giovanissimo interpretato da Tom Holland. La Disney e la Sony hanno trovato un accordo per il ritorno di Spider-Man nel Marvel Cinematic Universe. Spidey può distrarre dalla prima apparizione del T'Challa di Chadwick Boseman, alias Black Panther.

Doctor Strange (2016) capitalizza sulla crescente popolarità del bravo Benedict Cumberbatch, lo Sherlock televisivo, perfetto interprete del supereroe più atipico della Marvel, un mago lontano da metamorfosi scientifiche o tecnologiche. L'altrove regista di horror Scott Derrickson gestisce bene un cast di carisma, dove svettano l'Antico di Tilda Swinton e il villain Kaecilius di Mads Mikkelsen. C'è anche Rachel McAdams nei panni di Christine Palmer. La storia, più fantasy del solito e con un climax visionario, conquista il pubblico con 677 milioni di dollari, su un budget di 165. Non sono cifre stellari, ma l'operazione era delicata.

Guardiani della Galassia vol. 2 (2017), ancora scritto e diretto da James Gunn, vive della relativa maggiore libertà che ha, rispetto alla continuity più serrata degli altri supereroi sulla Terra. Star Lord incontra suo padre, in un colpo di genio affidato a Kurt Russell, che si sta evidentemente divertendo tanto quanto gli spettatori: a 863 milioni di dollari ammonta l'incasso, per 200 di budget. Il cast riconfermato esibisce un'alchimia contagiosa, per un capitolo a nostro parere migliore del precedente. La famiglia dei Guardiani traballa... e ci dispiace per loro. Scampato pericolo, meno male.

Spider-Man: Homecoming (2017) rilancia il Tessiragnatele di Tom Holland in un assolo in continuity col MCU. Viene assunto un regista di commedie, Jon Watts, perché l'idea è quella di ibridare il cinecomic con lo humor romantico-adolescenziale di John Hughes. Forse proprio per questo Robert Downey Jr. non può esimersi dal tornare come Tony Stark, lui che fu nel cast della Donna esplosiva! Il cattivo qui è Michael Keaton che svolazza come Avvoltoio, di per sè già un'attrattiva per tutti i nostalgici degli Ottanta. 880 milioni di dollari d'incasso mondiale, 175 di costo.

Thor Ragnarok (2017) è stato uno dei film più contestati della Fase 3. Forse guardando troppo ai successi di Deadpool (ancora alla concorrenza Fox, prima dell'acquisizione), il terzo capitolo della saga sceglie decisamente la strada dello humor, a volte quasi parodistico. I Marvel Studios hanno infatti azzardato la regia di Taika Waititi, uno che ama giocare coi generi. Thor e Hulk duettano e duellano in un'arena, l'affascinante come al solito Cate Blanchett è la cattivissima Hela, che vuole distruggere Asgard. L'incasso sembra non risentire di alcuna protesta: 854 milioni di dollari per 180 di budget.

Black Panther (2018) fa storia a sè. Avevamo già conosciuto il re del Wakanda T'Challa, qui lo vediamo in patria alle prese con guerre intestine in un epico film di avventura, gestito con molta attenzione e intelligenza dal regista Ryan Coogler, reduce dal piccolo trionfo di Creed. Al di là dei cinecomic, Black Panther è il primo blockbuster all-black che Hollywood abbia mai prodotto: la sua importanza sociale travalica le pur solide qualità cinematografiche. E' il primo cinecomic a ottenere una nomination all'Oscar per il miglior film, vincendo anche ben tre statuette per migliori musiche, costumi e scenografie. Il budget si aggira sui 200 milioni di dollari, l'incasso da grandi occasioni è da 1.347.000.000 (ma 700 milioni arrivano dai soli Stati Uniti!!!).

Avengers: Infinity War (2018) è il primo atto dell'ensemble finale che si chiuderà con Endgame. Dirigono ancora i fratelli Joe & Anthony Russo, mentre la Disney non bada a spese per riunire il cast all-star di supereroi più costoso di sempre: il budget sfonda il tetto dei 300 milioni di dollari, per consentire a quasi tutto il Marvel Cinematic Universe di affrontare Thanos. Poco male: l'incasso mondiale è di 2.048.000.000, una cifra da vero capogiro (solo Il risveglio della Forza aveva fatto poco di meglio). Il MCU è a un passo da una sua ridefinizione, il pubblico inquadra bene l'evento. Il finale e anche diverse sequenze sono progettati per lasciare sotto shock gli spettatori (almeno quelli meno scafati). 

Ant-Man and the Wasp (2018), ancora diretto da Peyton Reed, chiude l'annata piuttosto in sordina, portando a casa "appena" 622 milioni di dollari (con budget sotto i 200), un incasso solido che al confronto degli altri appare però quasi scialbo. La nuova scanzonata avventura di Scott Lang vede la metamorfosi definitiva di Hope in Wasp. Paul Rudd ed Evangeline Lilly battibeccano, salta fuori la mamma Michelle Pfeiffer (Janet), Douglas si diverte. Il villain Ghost diventa una donna ed è interpretata da Hannah John-Kamen.

I Marvel Studios dovevano colmare un gender gap con la Warner Bros / DC, che nel 2017 ha presentato Wonder Woman. Suggerita già nella scena post-titoli di coda di Infinity War, arriva quindi Captain Marvel (2019), portata sullo schermo dal premio Oscar Brie Larson, diretta dalla prima donna regista per il MCU, Anna Boden, in tandem con Ryan Fleck. Brie è sostenuta da un cast di comprimari che comprende l'onnipresente Samuel L. Jackson alias Nick Fury, Jude Law come mentore Yon-Rogg e i villain alieni interpretati da Ben Mendelsohn e Djimon Hounsou. Un nome, un brand: non poteva non incassare il suo bel 1.090.000.000 di dollari (per un costo sui 175).

Arriviamo dunque ad Avengers Endgame (2019), con il quale Joe & Anthony Russo dovrebbero chiudere il loro ciclo ai Marvel Studios. Cosa esattamente possa accadere in questo lungometraggio non lo sa ancora nessuno, al momento in cui scriviamo questo articolo. C'è però nell'aria il sapore dell'addio, e il boss Kevin Feige ha sottolineato più volte che il lungometraggio rappresenta una chiusura del Marvel Cinematic Universe così come l'abbiamo conosciuto finora. Vedremo. Di certo possiamo scommettere che i record d'incassi di Infinity War saranno battuti.

L'appartenenza alla Fase 3 di Spider-Man: Far from Home (luglio 2019), sempre diretto da Jon Watts e interpretato da Tom Holland, è stata intermittente. Sulle prime doveva chiudere la fase, poi è stato per un periodo considerato il primo atto della Fase 4, adesso - sempre secondo Feige - è tornato a essere il sipario della 3. Forse anche per gli autori è difficile capire dove collocarlo "concettualmente". L'ultimo aggiornamento lo fa rientrare comunque in questo ciclo.



Domenico Misciagna
  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
Lascia un Commento
Schede di riferimento
Lascia un Commento