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Avatar, le reazioni a caldo della critica italiana - UPDATED

In occasione della presentazione alla stampa italiana dell'attesissimo Avatar, abbiamo chiesto a critici e giornalisti che con noi hanno visto il film le loro reazioni a caldo. Ve le riportiamo di seguito, in modo da darvi un panorama il più ampio possibile dei pensieri e delle sensazioni suscitate dal film di Cameron presso gli ad...

Avatar, le reazioni a caldo della critica italiana - UPDATED

Avatar, le reazioni a caldo della critica italiana

In occasione della presentazione alla stampa italiana dell'attesissimo Avatar, abbiamo chiesto a critici e giornalisti che con noi hanno visto il film le loro reazioni a caldo. Ve le riportiamo di seguito, in modo da darvi un panorama il più ampio possibile dei pensieri e delle impressioni suscitati dal film di Cameron presso gli addetti ai lavori.

 

"Meno epocale forse di Titanic, ma ancora piu' intenso e bello. Dark come e' costretta esser dark la luce del 3D. Sorprendente melange di un cinema langkubrick e di una rivisitazione (nell'oggi in cui gia' si rivede il film) del neworld malickiano. La terza dimensione del film siamo noi spettatori, sollecitati a correre oltre la velocita' della luce sulle nostre gambe-occhio intorpidite. Non si finisce mai di cadere, e poi ci si accorge che e' un volare.Ma il film, infine, e' il colmo dell'illusione ma non illude: anzi e' di politicita' adamantina, quasi straubiana." - enrico ghezzi

"James Cameron è il D.W. Griffith del nuovo cinesecolo. E Avatar è il suo (ri)nascita di una nazione." - Giona A. Nazzaro, Film TV

"Un film paradossalmente "piccolo", narrativamente esiguo e ideologicamente vecchiotto. L'immaginario tecno-umano di Cameron è fermo a vent'anni fa, seppure il valore del 3D sia indiscutibile, e la sua efficacia evidente. Si parlava di rivoluzione di genere: sarà per la prossima volta." - Pier Maria Bocchi, Cineforum

"Lo spettacolo mi ha molto affascinato e non ho mai guardato l'orologio per più di due ore. Così come l'utilizzo del 3D è finalmente né fastidioso né gratuito, ma coerente con la voglia di "estendere" la profondità di campo. Dove mi ha molto deluso è nella sceneggiatura: possibile che il cinema americano non sia più capace di riflettere seriamente sui temi che affronta? Perché solo fiabe schematiche e puerili?" - Paolo Mereghetti, Corriere della sera

"Avatar utilizza le risorse del 3d in modo innovativo e originale, sfruttandone appieno le potenzialità in profondità. Inoltre crea un universo parallelo visivamente senza precedenti per l'immaginario cinematografico. Deludente invece nella parte drammaturgica narrativa." - Marina Sanna, La rivista del cinematografo.

"Il film che rivoluzionerà la storia del cinema? Siamo seri... Una performance capture di nuova generazione, va bene. Ma niente di nuovo sotto il sole. Il 3-D, poi, non serve a niente, vederlo flat sarebbe stato lo stesso. Divertente (per un teen-ager), spettacolare... d'accordo... ma si possono avere dubbi logora sulla poetica messianica del regista?" - Alberto Pezzotta, viviMilano/Corriere della sera

"Meraviglioso. Il 3D non è il demonio venuto a sancire l'olocausto del cinema. Cameron usa la splendida tecnologia per alzare al massimo livello l'etica ed estetica del Cinema, e non solo del genere fantascienza. Una storia semplice e assoluta, politica, (sovra)umana e morale, di un 'piccolo grande uomo' " - Boris Sollazzo,  Moviesushi.it

"L'idea con cui il cinema hollywoodiano affronta il mondo 'altro', anche quello immaginifico, è vecchia e stanca. Eppure Avatar è un'esperienza sensoriale che rievoca tutta la magia del cinema." - Adriano Aiello, Movieplayer.it

"Avatar? Interessante. In pratica è come farsi un acido all'orto botanico, con tutte quelle muffe lisergiche e quei suoi deliziosi cianobatteri fosforescenti che letteralmente bucano lo schermo. Peccato che la storia, troppo lunga, non sia niente di diverso da un Braveheart in cinesintesi clorofilliana. E poi, secondo me, i licheni venivano benissimo anche in 2d." - Ilaria Ravarino, Leggo

"Con gli occhi penzolanti e inabyssati: così ci riduce "Avatar", il continent des hommes-poisson di James Cameron, dopo 2 ore e 46 di visioni. Uno stupro della palpebra, una sevizia del filmabile: "Avatar" è violento (con lo spettatore) come l'immagine del cuore strappato dal petto e mangiato crudo in "Nudo e Selvaggio", puerile come le punizioni sodomitiche inflitte ne "I nuovi barbari". " - Filippo Brunamonti, Gli Altri - L'espresso online

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