Attacco a Mumbai: Dev Patel, eroe indiano che viene dal nord di Londra

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Attacco a Mumbai: Dev Patel, eroe indiano che viene dal nord di Londra

L’eroe dello staff dell’Hotel Taj nel film Attacco a Mumbai, coraggioso giovane di religione sikh, è in realtà nato e cresciuto nel nord di Londra. Stiamo parlando ovviamente di Dev Patel, diventato ormai uno dei volti indiani più comuni nel cinema internazionale, ma che in realtà quel grande paese l’ha visto solo da ragazzo.
Nato il 23 aprile del 1990 da Anita, assistente sociale, e Raj, informatico, Dev è nato nel sobborgo dell’estremo nord della capitale inglese di Harrow, ma proviene da una famiglia di indiani hindu gujarati. I genitori sono nati e cresciuti nella comunità indiana di Nairobi, in Kenya, per emigrare separatamente, da teenager, a Londra, dove si conobbero per la prima volta.

Dev ha studiato a scuola teatro, dimostrando talento e conquistando gli insegnanti per la sua sensibilità. Proprio negli ultimi anni della scuola superiore ha partecipato e vinto il provino per una serie sui giovani, particolarmente realistica e poi diventata un vero culto, dal titolo Skins. Il suo ruolo è stato quello di Anwar, un adolescente musulmano britannico di origine pakistana. Come sappiamo, però, è stato educato come hindu, ma si tratta solo della prima di una serie di volte in cui si è trovato a interpretare personaggi lontani dalla sua realtà, se non per il fatto di avere la pelle un po’ scura.

Il successo mondiale, ad esempio, è arrivato nel 2008 con il film The Millionaire di Danny Boyle, in cui ha interpretato Jamal Malik, un indiano musulmano cresciuto nei bassifondi dell’allora Bombay. Boyle non voleva i giovani attori di Bollywood, tutti belli ed eroici. È stata la figlia, fan di Skins, a suggerire Patel, che si è guadagnato il ruolo preparandosi esattamente come accade al giovane protagonista, che vince un quiz televisivo a premi. The Millionaire ha finito per vincere otto Oscar, tra cui miglior film, e quattro Golden Globe.

La carriera iniziò con quel film, anche se subì un rallentamento a causa dell’insuccesso, più che altro critico, de L’ultimo dominatore dell’aria di M. Night Shyamalan, per cui Patel è stato anche nominato ai Razzie Award come peggior attore non protagonista. Solo un passo falso, seguito poi da successi come Marigold Hotel e sequel e Lion, dove ha recitato in maniera convincente al fianco di Nicole Kidman e Rooney Mara. Un ruolo che cui ha ottenuto una candidatura agli Oscar nel 2017, portando a casa un BAFTA. Per non parlare del suo bel personaggio, Neal Sampat, nella serie televisiva The Newsroom di Aaron Sorkin.

Non nasconde la soddisfazione, a proposito di colore della pelle o lineamenti che influiscono nelle scelte di casting, di essere stato scelto da Armando Iannucci (Morto Stalin, se ne fa un altro) per il ruolo di protagonista nel suo adattamento del dickensiano David Copperfield. “Mi ha detto: ‘ho bisogno di qualcuno che veicoli al meglio l’emozione di questo personaggio e sei tu’. Gli ho risposto, ‘ma sei pazzo?’. Ha dovuto lottare per me, sono grato che abbia pensato fossi la persona giusta”.

Sono passati dieci anni da The Millionaire, e Patel è pronto anche a esordire dietro la macchina da presa, “Monkey Man, che spero di dirigere quest’anno. Una versione molto moderna di una mitologia hindu molto antica le cui storie mi raccontava mio nonno.
Dev Patel è stato legato sentimentalmente alla sua collega in The Millionaire, Freida Pinto, per sei anni, mentre un altro lascito di Attaco a Mumbai è stata la possibilità di conoscere la sua attuale compagna, l’australiana Tilda Cobham-Hervey, conosciuta a metà del 2016 sul set del film, dove interpreta una baby sitter.



Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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