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Aspettando Pinocchio, ci facciamo qualche domanda...

Il 19 arriva finalmente in sala il film di Matteo Garrone: riflettiamo su cosa aspettarci dalla nuova versione cinematografica del libro di Collodi.

Aspettando Pinocchio, ci facciamo qualche domanda...

Quanti giorni ci separano dall'uscita in sala di Pinocchio? Soltanto 16: praticamente siamo arrivati, il 19 dicembre è dietro l'angolo. E dunque, la prima domanda che ci facciamo è? Cosa dobbiamo aspettarci? Tenendo a mente qualche dichiarazione rilasciata qua e là e nel corso di questi mesi da attori e collaboratori della nuova versione del libro di Carlo Collodi, ci viene da rispondere: realismo e magia, cinema artigianale secondo la migliore tradizione italica e Garroniana (come ne Il Racconto dei racconti) e la concretezza dei luoghi e la tridimensionalità dei corpi umani al posto dell'evanescenza dei paesaggi e dei personaggi creati al computer che rendono finti e vuoti tanti fantasy USA. A guardare il trailer del film, si pensa alle campagne e ai paesi toscani che ci è capitato di vedere di persona o di contemplare al cinema o in tv, e alle illustrazioni delle vecchie edizioni de "Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino". Si riconosce anche il Matteo Garrone pittore nella gestione delle inquadrature - dove il rosso del vestitino di Pinocchio contrasta con il bianco, il nero, il grigio o il beige, e dove la luce a volte taglia il buio ed è quasi caravaggesca, o è calda e artificiale come in un circo o teatro da vaudeville. E anche se la musica è natalizia e nei costumi un po’ barocchi si coglie allegria e, in generale nelle immagini promozionali, il tentativo da parte del regista di fare un film delle feste, viene il sospetto che la fiaba possa essere anche nera e che dietro ad alcuni dei tanti personaggi raccontati, possano in realtà celarsi dei mostri.

Non è forse un po’ inquietante il guscio enorme di Lumaca? E il giudice-scimmia che manda il burattino in prigione non ha qualcosa di perturbante? Osservandolo, abbiamo pensato alla scimmia morta di Viale del tramonto. Quanto al Gatto e alla Volpe, a interpretarli ci sono sì quei simpaticoni di Rocco Papaleo e Massimo Ceccherini, ma nei loro artigli sporchi e anneriti e nei loro baffi c'è qualcosa di diabolico, se non di satiresco. Se lo abbiamo pensato, contaminati forse dalla horror-mania di questi ultimi anni, è perché sappiamo quanto Garrone possa essere noir nei suoi film (ne L'imbalsamatore, per esempio, e in Dogman, in cui l’umanità è brutta e cattiva e il mondo è dei folli e dei prepotenti). Collodi, nel suo libro che è diventato anche una favola Disney, aveva rappresentato scenari tutt'altro che rassicuranti e cattivi degni di questo nome, aveva lasciato che il fuoco consumasse i piedi al suo burattino, che Pinocchio chiedesse cibo e ottenesse solo frutta di gesso, che l'imbroglio fosse dietro l'angolo e che una sana voglia di divertirsi e di marinare la scuola avviasse una mostruosa metamorfosi: da bambini a ciuchini.

Criticava i tempi correnti Carlo Lorenzini. Matteo Garrone non può non aver tenuto conto di tutto questo, e dicendo che Pinocchio è un film per bambini ma anche per adulti, ci ha come spronati ad andare oltre un primo sguardo, a scovare nel bene il principio del male e a ricordare che ogni favola non è un gioco ma un potenziale incubo. Ancora un quesito: avendo affidato a Roberto Benigni il ruolo di Geppetto, dobbiamo presumere una continuità fra il nuovo film e quello del regista toscano? Lo scopriremo una volta visto il film, ma il fatto che a interpretare il dispettoso protagonista non sia un attore famoso e per di più adulto già indica una differenza.

Con un cast che comprende anche Gigi Proietti (Mangiafuoco), Marine Vacth (Fata turchina da grande), Alida Baldari Calabria (Fata turchina da piccola), Alessio Di Domenicantonio (Lucignolo), Maria Pia Timo (Lumaca), Davide Marotta (Grillo Parlante), Mastro Ciliegia (Paolo Preziosi), Gianfranco Gallo (Civetta), Massimiliano Gallo (Corvo), Marcello Fonte (Pappagallo), Teco Celio (Gorilla), Enzo Vetrano (Faina), Nino Scardina (Omino di Burro), Pinocchio è basato su una sceneggiatura dello stesso Matteo Garrone e sarà distribuito da 01 Distribution. Vi proponiamo ancora una volta il trailer, la cui immagine più suggestiva è senza dubbio il pescecane nella cui pancia finiscono Geppetto prima e Pinocchio poi. Pescecane, abbiamo detto, e non balena, come molti hanno creduto, e infatti il mostro marino tutto sembra tranne il gigantesco mammifero ai cui il Pinocchio cartone animato ci ha abituati.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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