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Aspettando la Civil War: i film Marvel al cinema, tra passato e futuro

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Con il nuovo Captain America quasi in sala, ripercorriamo la storia cinematografica della casa editrice.

Aspettando la Civil War: i film Marvel al cinema, tra passato e futuro

Captain America: Civil War è quasi in sala, e la Marvel non è mai stata così solida nel mercato cinematografico di Hollywood. Ma non è stato sempre così: se seguite l'universo Cinecomic (non solo il Marvelverse "su celluloide"), saprete che i film tratti dai fumetti hanno iniziato a carburare solo nei primi anni Duemila, dopo un passato di false partenze e nomea di prodotti di pura serie B (nel migliore dei casi). Azzardiamo una panoramica sui rapporti tra la Marvel e il grande schermo.

Il primo fu Captain America

Quando ancora la Marvel, fondata nel 1939, si chiamava Timely Publications, il "primo vendicatore" fu anche il primo supereroe a conoscere un adattamento cinematografico. Avvenne con Captain America del 1944, un serial: per chi non avesse dimestichezza col format, immaginate una serie tv (15 episodi da una ventina di minuti) proiettati in sala, quando ancora la tv non era diffusa nelle case di nessuno. Lo produsse la mitica Republic Pictures, che aveva già adattato nello stesso modo Dick Tracy e The Lone Ranger. Il protagonista era interpretato da Dick Purcell, deceduto poco dopo la fine delle riprese.

Gli anni Ottanta e Novanta sono mitici, ma non per i cinecomic Marvel

Il silenzio negli adattamenti Marvel si protrasse per decenni, fino ad arrivare a dei film, anzi a degli incidenti su celluloide piuttosto curiosi: guardando queste opere, nessuno avrebbe mai immaginato che i fumetti avrebbero sorretto Hollywood una ventina d'anni dopo.
Nel 1986 George Lucas produsse Howard e il destino del mondo, dal comic di Steve Gerber e Val Mayerik: il film sarà anche diventato un cult degli anni Ottanta (il decennio in grado di trasformare in cult qualsiasi cosa), ma al momento dell'uscita fu un disastro colossale di critica e pubblico. L'uscita di The Punisher del 1989 (con Dolph Lundgren) fu notata solo da chi aveva molto senso dell'umorismo, mentre la coproduzione America-Jugoslavia di un Captain America con Matt Salinger (1990) generò solo dopo qualche anno di limbo una sofferta pubblicazione diretta in home video. Paradossalmente, questo film fu fortunato, visto che al successivo Fantastic Four (1994), prodotto dalla factory di b-movie di Roger Corman, non fu nemmeno consentito di uscire, anche se pare ne circolino copie non autorizzate in rete.

Lo spartiacque: Blade

Blade (1998) di Stephen Norrington, scritto dal David S. Goyer che sarebbe diventato poi uno dei padri cinematografici di Batman, è stato il primo lungometraggio a far scattare la vera scintilla tra la Marvel e il cinema. Con un incasso di oltre 130 milioni di dollari nel mondo, dimostrò che c'era vita per quest'universo in sala. Era il momento di puntare a progetti più sostanziosi, con l'aiuto di major come 20th Century Fox e Columbia.

Il successo prima dei Marvel Studios

Siccome non era il caso di fare il proverbiale passo più lungo della gamba, la Marvel per quasi dieci anni ha supervisionato la produzione dei propri cinecomic senza occuparsene in prima persona, senza cioè un'etichetta apposita.
X-Men (2000) di Bryan Singer segna ufficialmente l'inizio glorioso dell'era Marvel sul grande schermo, per interessamento della 20th Century Fox. Nel 2002 seguono l'obbligatorio Blade II (dirige Guillermo del Toro!) e Spider-Man, che dà inizio alla trilogia gestita dalla mano autoriale di Sam Raimi.
Nel 2003 il flop di Daredevil con Ben Affleck richiama fantasmi delle figuracce passate, ma è presto dimenticato col grande successo di X-Men 2, ancora di Singer. Hulk di Ang Lee prova a leggere il fumetto con un pizzico di sperimentazione visiva: non è ben accolto, ma il secondo tentativo di trasposizione del personaggio, tra qualche anno, andrà anche peggio.
Nel 2004 quasi nessuno si accorge di The Punisher con Thomas Jane e Blade: Trinity (diretto dallo stesso Goyer), perché Sam Raimi colpisce ancora con il suo Spider-Man 2.
Il 2005 è un anno al di sotto delle aspettative: Elektra con Jennifer Garner passa sotto silenzio, mentre l'approccio colorato vecchio stile di I Fantastici 4, nonostante la presenza di Jessica Alba, non seduce. Nel 2006 un solo timido passo: un X-Men - Conflitto finale affidato alle cure di Brett Ratner, funzionale ma non proprio amatissimo.
Nel 2007, con Spider-Man 3, Raimi si scontra per la prima volta con un controllo più invasivo dei vertici Marvel (in seguito dirà di non aver realizzato il film che voleva). Nonostante tutto, l'esito al botteghino del suo lavoro eclissa i deboli Ghost Rider con Nicolas Cage e I Fantastici 4 e Silver Surfer, che fa invocare ai fan una chiusura urgente di questo ciclo.

Marvel Cinematic Universe: Fase Uno

Il crescente inarrestabile successo dei cinecomic obbliga nel 2007 i Marvel Studios, nonché il suo temuto presidente Kevin Fiege, a scendere in campo e cominciare il coordinamento delle produzioni, mirando anche a legarle così come sono legati i vari universi dei fumetti usciti dai tipi dell'azienda. Impresa non semplicissima, perché case come la 20th Century Fox e la Sony Columbia mantengono i loro diritti sugli X-Men e Spider-Man, portando avanti un loro discorso parallelo.
La "Fase Uno" del Marvelverse cinematografico ufficiale comincia nel 2008 con l'Iron Man interpretato da Robert Downey Jr., strepitoso successo, ma prosegue malamente con L'incredibile Hulk (2008, Edward Norton). E' solo un inciampo, perché Iron Man 2 (2010), Thor (2011) e Captain America: Il primo vendicatore (2011) registrano risultati al botteghino sempre crescenti, anticipando il miliardo e mezzo di dollari incassato dall'ensemble di Avengers (2012), che chiude la Fase Uno. Avengers è ulteriormente importante perché sancisce l'inizio della distribuzione a cura della Walt Disney, che già durante questa fase ha comprato la Marvel, nel 2009.
Come si diceva, in parallelo le altre major continuano a sfruttare i contratti stipulati con la Marvel prima del suo desiderio "accentratore". Punisher: War Zone (2008) e Ghost Rider: Spirito di Vendetta (2012) finiscono nell'oblìo, X-Men Le origini: Wolverine (2009) secondo i fan dovrebbe finirci. X-Men: L'inizio (2011) è invece un intrigante reboot firmato Matthew Vaughn.

Fase Due

La Fase Due del Marvelverse firmato Marvel Studios si compone di Iron Man 3 (2013), Thor: The Dark World (2013), Captain America: The Winter Soldier (2014), Guardiani della galassia (2014), Avengers: Age of Ultron (2015) e Ant Man (2015). Nessuna di queste produzioni è un flop, ormai il celebre marchio è una garanzia per un pubblico preciso, quell'universo multimediale che gli esperti di marketing cercano e covano in rete e nei vari ComiCon (e affini).
Mentre la Disney-Marvel miete trionfi, la Sony Columbia getta la spugna dopo i risultati deboli di The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro (2014), accettando di condividere l'Uomo Ragno con la scuderia madre già dalla prossima fase.
La 20th Century Fox invece non molla l'osso, si risolleva con Wolverine: l'immortale (2013) e convince tutti con X-Men: Giorni di un futuro passato (2014, tornato a uno dei padri del cinecomic moderno, Bryan Singer), anche se inciampa nel disastro del reboot di Fantastic 4 (2015).

Fase Tre

Mentre la 20th Century Fox ha inaugurato il 2016 con Deadpool, riscaldando il pubblico per X-Men: Apocalypse, i Marvel Studios si preparano sempre quest'anno all'inizio della Fase 3. Tale fase si apre appunto con Captain America: Civil War, in sala da noi il 4 maggio, al quale seguirà il Doctor Strange con Benedict Cumberbatch.
Nel 2017 sarà la volta di Guardiani della Galassia Vol. 2, Spider-Man: Homecoming e Thor: Ragnarok. Nel 2018 sono previsti Black Panther, Avengers: Infinity War Part 1, Ant-Man and the Wasp. Nel 2019 si parla invece di Captain Marvel, Avengers: Infinity War Part 2 e Inhumans.

Appendice animata

Parlando di fumetti come materiale di partenza, andrebbero doverosamente segnalati anche due film d'animazione. Uno è Big Hero 6 (2014), 54° lungometraggio animato del canone ufficiale Disney, che ha adattato molto liberamente una miniserie. L'altro, forse persino più interessante, è lo Spider-Man animato della Sony Pictures Animation, collocato indicativamente nel 2018.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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