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Armie Hammer racconta come si è rovinato vita e carriera

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In terapia per i suoi problemi, Armie Hammer racconta al podcast Painful Lessons, Lezioni dolorose, tutti gli errori che ha fatto e le violenze esercitate, anche se nega il cannibalismo.

Armie Hammer racconta come si è rovinato vita e carriera

Torniamo a parlare di Armie Hammer, dopo un lungo silenzio. O meglio, a parlarne è lui stesso, a cuore aperto, durante una puntata del podcast intitolato non a caso Painful Lessons, Lezioni dolorose. Dopo lo scandalo, le accuse di violenza, plagio e cannibalismo che gli sono costate una carriera in costante ascesa, nonché il divorzio dalla madre dei suoi figli, l'attore sta adesso seguendo il classico programma dei 12 passi per uscire dalle sue dipendenze, che hanno causato dolore a tanta gente. Nel podcast ha raccontato anche di esser stato vicino al suicidio. Ve ne riassumiamo i punti salienti, ma se conoscete l'inglese lo potete trovare qua: https://www.youtube.com/watch?v=lVRYOmUaL6g anche in video.

Armie Hammer a cuore aperto

Al conduttore del podcast Tayler Ramsey, Hammer ha negato l'accusa più esagerata, estrapolata dai bizzarri messaggi erotici che usava inviare alle sue vittime: "Ma lo sai che bisogna fare per essere un cannibale? Bisogna mangiare la gente! Come potrei essere un cannibale? Quello è stato strano". Quello che è accaduto all'attore dopo lo scandalo del 2021, è stata, racconta, "una morte dell'ego", nel suo caso più che necessaria. "Ero ubriaco e mi comportavo da idiota continuamente. E' stata una morte dell'ego, la morte della carriera. Una bomba al neutrone è esplosa nella mia vita. E ha ucciso tutto". Il rehab, però, dice, lo ha cambiato. Dopo aver ripetuto la rivelazione che aveva già fatto nel 2023, di essere stato molestato sessualmente da bambino, Hammer ha parlato del suo momento più buio, che lo ha portato vicino al suicidio:

Ho ricevuto odio, prima di imparare ad amarmi, quindi mi ha colpito in pieno. E ci sono stati dei momenti in cui ho pensato che non ce la facevo più. Sono arrivato ad estremi davvero bassi e bui. Una volta ero in piedi sulla riva, ho guardato l'oceano e ho pensato "sì, è finita". Ho nuotato davvero lontanissimo e ho pensato: "sai che c'è? Sono stufo, non c'è più niente per me laggiù". E sono arrivato davvero molto lontano e stavo lì disteso. Lo so, è una specie di suicidio né carne né pesce, ma ero lì e c'ero dentro, mi sembrava l'unica opzione praticabile. Poi mi si è presentata davanti l'immagine dei miei figli che stavano sulla riva e chiedevano "dov'è papà?", e ho pensato che non potevo far questo ai miei figli, quindi sono tornato indietro.

Le accuse mosse ad Armie Hammer da una delle sue numerose partner erano tutt'altro che leggere: la donna ha detto di essere stata stuprata violentemente da lui per oltre 4 ore, durante le quali ha cercato di allontanarsi ma lui glielo ha impedito e di aver creduto che volesse ucciderla. Ha detto anche che lui le ha sbattuto la testa al muro e l'ha colpita con un frustino. All'epoca Hammer era ancora sposato con la madre dei suoi figli, Elizabeth Chambers. In un'intervista del 2023 ad Air Mail, l'attore ha dichiarato: "Avevo uno stile di vita molto intenso ed estremo. Prendevo queste donne a mucchi, le coinvolgevo in questo vortice di viaggi, sesso e droga e grandi emozioni e poi non appena avevo finito le mollavo per andare dalla donna successiva, lasciando la precedente con una sensazione di abbandono e di essere stata usata". Ha anche riconosciuto di essere colpevole di violenza emotiva. "Sono qui per riconoscere i miei errori, assumermi le mie responsabilità per essere stato uno stronzo, un egoista, per aver usato le persone per stare meglio e averle lasciate quando avevo finito con loro. E ho trattato le persone molto peggio di come avrei dovuto". A persone, però, va sostituita la parola "donne". Per quanto assurdo possa sembrare, l'ufficio del procuratore distrettuale di Los Angeles ha ritenuto che le gravi accuse che gli sono state mosse non dovessero dare luogo a un processo, perché non c'erano a suo parere sufficienti prove per accusarlo di un crimine e non era un caso al di là di ogni ragionevole dubbio. Di sicuro, Armie Hammer ci ha rimesso la carriera e la famiglia, ma chi lo ha incontrato e magari amato mentre era vittima della sua cosiddetta follia, ne porterà ancora a lungo le ferite.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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