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Andrea Carpenzano: il giovane goleador del cinema italiano

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Protagonista de Il Campione al fianco di Stefano Accorsi a partire dal 18 aprile, l'attore ha già messo a segno una serie di successi.

Andrea Carpenzano: il giovane goleador del cinema italiano

Andrea Carpenzano l'abbiamo incontrato per la prima volta al Circolo Canottieri Barion di Bari, un posto bellissimo con una terrazza che affaccia sul mare e dove il rumore del vento copre spesso le voci. Era il 2017 e il Bif&st, il Festival diretto da Felice Laudadio, ospitava in anteprima Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni. C'erano il regista, alla sua terza prova dietro alla macchina da presa, il maestro Giuliano Montaldo, allegro e ciarliero come sempre, e c'era lui, Andrea dai capelli ricci, un ragazzo non timido ma riflessivo, profondo, forse poco aduso alle interviste, specialmente quelle televisive, dove in cinque minuti bisogna dire tutto e dirlo bene, magari rilasciando una dichiarazione a effetto. Della chiacchierata con Carpenzano ricordiamo il tono calmo del nostro interlocutore e il suo elogio della noia come condizione necessaria nella vita di persone di ogni età, soprattutto dei ventenni, che la esorcizzano nelle maniere più disparate, invece di fermarsi a scavare nelle loro anime, che spesso traboccano di dolcezza e sensibilità.

In quella mattina di sole pugliese, il Savino di Immaturi - La serie ci ha spiegato che non ama essere definito attore e che i suoi coetanei che dicono: "nella vita voglio recitare per mestiere" addirittura lo spaventano. Sappiamo che la pensa ancora così, e che preferisce che la gente dica di lui: "E' uno che fa il cinema". Va bene anche chiamarlo Il Carpa, usando un soprannome che gli hanno dato gli amici e che lui usa su Facebook (mentre su Instagram è Carpetta). Andrea, però, non è (o meglio, non era) così estraneo al cinema. Di film, negli anni passati, ne ha ingurgitati parecchi, appassionandosi in particolar modo a Pier Paolo Pasolini, Ettore Scola e Harmony Korine. Di questi maestri ha visto quasi l'opera omnia, alternandola a prodotti di cassetta come Machete e al Grande Fratello, perché le sue giornate prima del provino per Bruni erano fatte abbuffate di televisione sul divano di casa, lunghe camminate (fino a 20 chilometri), chiacchierate con il padre architetto, la madre commessa e una sorella illustratrice, e soprattutto serate con gli amici, anzi bevute con gli amici. La grande passione del Manolo de La Terra dell'Abbastanza è infatti il nettare degli dei. Adesso che il lavoro gli permette di guadagnare bene, compra in libertà bottiglie costose, e non pensa a un piano B da mettere in atto se il lavoro davanti alla macchina da presa non dovesse andare bene. Del resto, Carpenzano non ha mai avuto nemmeno un piano A.

Ne La Terra dell'Abbastanza Manolo dice a Mirko: "Mamma mia, 'gna faccio più anna 'a scola, te 'o giuro oh!". Siamo praticamente sicuri che Carpenzano abbia pronunciato più o meno queste parole quand'era al liceo. Studiare non rientrava certo fra le sue passioni, tanto che per due volte è stato bocciato, tuttavia la maturità l'ha presa, al contrario di Christian Ferro de Il Campione, costretto dal Mister a studiare per l'esame con l'aiuto del professor Valerio Fioretti (Stefano Accorsi). Andrea non è andato nemmeno a scuola di recitazione, ma come una spugna ha assorbito gli insegnamenti di Montaldo, che ancora oggi ritiene il suo più importante maestro. Qualcuno sostiene che abbia osservato a lungo Valerio Mastandrea, visto che in qualche modo lo ricorda. Lui nega, dicendo di non avere modelli, e comunque, se c'era un mestiere legato alla settima arte che in passato lo interessava, era quello del montatore. Forse si sarebbe anche iscritto a una scuola di montaggio, se si fosse sentito appena più sicuro di sé. Di filmini realizzati con una videocamera ne aveva diversi, e riguardavano i suoi amici e animali morti. Magari fra 300 anni qualcuno li tirerà fuori e li trasformerà in oggetti di culto, ammesso che Andrea diventi, come speriamo, molto molto famoso.

Ama il calcio Andrea Carpenzano, ed è tifoso della Roma, e chissà cosa avrebbe fatto se gli avessero proposto di interpretare un calciatore della "nemica" Lazio, o magari dell'odiata Juventus. Lui a pallone ci gioca, ma nel film di Leonardo D'Agostini ha un doppio che tira calci a un pallone al posto suo. Dello sport preferito dagli italiani ci ha raccontato, in un'altra occasione, di amare le dinamiche fra i giocatori, e le espressioni dipinte sui visi dei giocatori, che adora contemplare in tv, cogliendo impercettibili mutamenti nei loro sguardi. Una disciplina sportiva, comunque, il Carpa l'ha praticata seriamente: la scherma, quand'era bambino, per volontà di sua madre. Tornando al pallone, un po’ di preparazione l'ha fatta, pensando a Totti, Balotelli e a Cassano, mentre chi si è occupato della sua acconciatura ha preso ispirazione da Ibrahimovic e da suo chignon. Poi, naturalmente, l'attore si è concentrato sull'interiorità del suo personaggio, abbracciando la sua sensibilità, le sue inquietudini, la sua difficoltà di gestire una vita da rockstar, la voglia di amicizia e il desiderio di dimostrare di non essere stupido. A noi Carpenzano ha già dimostrato di essere un grande. Il Campione sarà nelle nostre sale a partire da giovedì 18 aprile.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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