Alla ricerca di Van Gogh: due clip esclusive del documentario dal 15 gennaio al cinema

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Alla ricerca di Van Gogh: due clip esclusive del documentario dal 15 gennaio al cinema

Alla ricerca di Van Gogh, che uscirà nelle nostre sale il prossimo 15 gennaio, distribuito da Wanted Cinema, è un documentario che ci porta alla scoperta della realtà cinese di Dafen, dove ogni giorno un nutrito numero di artisti riproduce le grandi opere del canone pittorico occidentale. Tra questi c'è Zhao Xiaoyong, uno dei "Vang Gogh" cinesi, che insieme alla sua famiglia replica i dipinti del grande artista olandese, senza aver mai visto uno di quei quadri dal vivo. Ripercorrendo la nascita della passione dell'uomo che tramite l'opera vuole arrivare a comprendere il suo artefice, si tenta di dare uno sguardo riflessivo anche sul mercato dell'arte e sul velo invisibile che separa creazione e imitazione.

In attesa di tuffarci nell'atmosfera suggestiva che vede l'incontro tra Oriente e Occidente in uno spazio universale come quello dell'arte, dove la dialettica dei due mondi viene ad annullarsi, ve ne diamo un assaggio con alcune clip sull'imponente lavoro che vede i Van Gogh cinesi quotidianamente immersi tra le tele e i colori del loro studio a Dafen. Dietro Notti Stellate, Autoritratti e Girasoli si cela un lavoro duro, seriale e meccanico, nonché una vera passione per "l'artista rosso", percepibile dalle stesse parole di Zhao. Una passione che ha in sè il desiderio di misurarsi e ricercare il vero Van Gogh, non solo nel proprio operato, ma anche oltrepassando fisicamente almeno una volta nella vita i confini olandesi.

La fatica, la ricerca del dettaglio, i tentativi di mimesi perfetta, la dedizione, tutto ciò fa sorgere nello spettatore una delle questioni più irrisolte della storia dell'arte: cos'è un artista? Zhao può essere considerato tale oppure no, perché dipinge delle mere riproduzioni, delle imitazioni di un bello eterno già creato, già pienamente posseduto? Eppure la seguente clip ci mostra il lavoro immane che c'è dietro ogni pennellata, nonché quanto le riproduzioni dell'artista cinese siano ricercate nella nostra parte di mondo. Se c'è un confine tra creare ex novo e creare imitando, chi mai potrebbe dire guardando le opere di Zhao che lui non è un artista, ma solo un fatuo mimetès?

La trama ufficiale di Alla ricerca di Van Gogh:

Un esercito di Van Gogh cinesi. È il paesaggio umano del quartiere di Dafen, nella metropoli cinese di Shenzhen, dove si lavora a ritmi incessanti per fabbricare riproduzioni esatte dei quadri di Van Gogh, molto richieste sul mercato internazionale. Ma a Zhao Xiaoyong, ex contadino divenuto pittore, questa dimensione oggettivante, che sottrae alla forma il suo contenuto, non basta più. Vuole capire meglio Van Gogh, toccare il cuore di ciò che non può essere riprodotto: l’anima di un artista e della sua opera. E vuole conquistare la propria. Il suo viaggio dalla Cina ad Amsterdam è la storia di una scoperta di sé nella scoperta dell’arte e una metafora potente dei travagli di una Cina in profonda transizione e di un Occidente che rischia di sperperare il tesoro della propria identità.

A Milano il film sarà proiettato nei cinema Anteo, Ariosto, Beltrade. A Monza al cinema Teodolinda. In Toscana il film sarà a Pisa all’Arsenale e al Teatro della Compagnia di Firenze. A Modena al cinema Sala Truffaut (dal 23 gennaio). A Roma il documentario sarà al cinema Farnese. A Rovereto al cinema Le Terrazze del Mart e a Torino al Centrale, ai Fratelli Marx e ai Due Giardini. A Trieste il film sarà al Nazionale e a Vicenza al cinema Araceli.


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