Alita, improbabile il sequel a causa di incassi insufficienti

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Alita, improbabile il sequel a causa di incassi insufficienti

Se avete visto Alita: Angelo della battaglia di Robert Rodriguez, cosceneggiato e prodotto da James Cameron, dovreste ricordare il suo finale aperto. Non poteva essere altrimenti, dato che si basa su un manga molto articolato (poi divenuto anche celebre anime) di Yukito Kishiro. Se il materiale narrativo c'è, potrebbero non esserci soldi per aprire le porte a un prosieguo.

Il budget di Alita è stato infatti di quasi 170 milioni di dollari. Il film della 20th Century Fox ha registrato finora 382 milioni in tutto il mondo. Per convenzione si considera un lungometraggio in pari quando incassa almeno il doppio di quanto è costato, perché è necessario tener presente le percentuali sul biglietto di esercenti e distributori. Anzi, la Fox sarebbe così in attivo di una quarantina di milioni, ma bisogna anche ricordare che i massicci costi di promozione non sono mai inclusi nelle cifre del budget. In sostanza, possiamo ragionevolmente convenire che il film andrà in pari. Il problema è che "pari" non è una parola rassicurante per i capi delle major quando si ragiona in termini di saghe. 

Se il primo atto di una saga va in pari, scommettere sul sequel potrebbe essere molto rischioso. Non solo: gli asset cinematografici della 20th Century Fox stanno passando alla Disney, ancora più drastica quando si tratta di prendere decisioni di questo tipo.
Purtroppo Alita patisce un incasso negli USA non entusiasmante (seppur superiore alle aspettative) e nemmeno il mercato cinese è venuto troppo in aiuto del film di Rodriguez. Vi abbiamo già spiegato come spesso la Cina salvi alcuni flop di Hollywood, ma in questo caso quel mercato è ancora fermo sui 113 milioni di dollari, in assoluto apprezzabili, ma non in rapporto al costo di Alita.
Sempre in teoria, questo non imporrebbe lo stop totale della saga se gli autori coinvolti accettassero di abbassare il budget per gli eventuali seguiti, ma ci sentiamo di dubitarne: personalità come Rodriguez e Cameron non accetterebbero di compromettere la loro visione.



Domenico Misciagna
  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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