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Alessandro Preziosi e Claudia Pandolfi: "Mio fratello, mia sorella" - ecco il nuovo film in streaming su Netflix

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Disponibile da oggi venerdì 8 ottobre un film che parla di rapporti familiari e, anche di schizofrenia. Dirige Roberto Capucci, sceneggia Paola Mammini.

Alessandro Preziosi e Claudia Pandolfi: "Mio fratello, mia sorella" - ecco il nuovo film in streaming su Netflix

In una chiesa romana si sta tenendo un funerale. La figlia del defunto, noto professore di astrofisica, è troppo addolorata per parlare di suo padre. Lo ricordano però con le solite retoriche parole amici, colleghi, una studentessa. Poi, quando la funzione sta per terminare, tra due ali di persone vestite a lutto si fa largo un uomo con una camicia simil-hawaiana addosso, uno zainaccio in spalla e una tavola da kite sottobraccio. È il figlio del professore, che dopo anni di assenza si presenta all'ultimo secondo utile e strappa gli applausi degli astanti con un'orazione funebre tanto trascinante quanto irrituale. Applaudono tutti, tranne sua sorella.
Così comincia Mia fratello, mia sorella, film Netflix disponibile in streaming dall'8 ottobre diretto da Roberto Capucci e sceneggiato da Paola Mammini, un film che aspira a riflettere sulle dinamiche familiari, raccontando del nuovo incontro-scontro tra un fratello e una sorella, e che ha anche un altro tema: quello della schizofrenia.
Il figliol prodigo tornato a Roma da chissà dove per il funerale del padre e la sua eredità si chiama Nikola ed è interpretato da Alessandro Preziosi; la sorella che per anni ha vissuto a fianco del padre si chiama Tesla, ed ha invece il volto di Claudia Pandolfi. I due non sono in buoni rapporti ma nelle ultime volontà del padre c'è scritto che la grande e bella casa al centro di Roma dove Tesla viveva col padre e con i suoi due figli è lasciata a entrambi, e che lì dovranno convivere per almeno un anno. Va da sé che Tesla, ansiosa, compulsiva, "che vive di costanti autosabotaggi" (Pandolfi), non sarà contenta di questa clausola, anche perché l'arrivo del caotico e cialtrone Nikola rischia di alterare il delicato equilibrio che ha con i due figli: Sebastiano, che soffre di una schizofrenia che la madre vuole nascondere al mondo, e Carolina, che ha passato una vita nell'ombra di un fratello a suo modo così ingombrante.

Roberto Capucci è anche autore del soggetto del film, e ne parla con passione. La stessa passione che ha ritrovato, dice in un cast che è formato non solo da Preziosi e Pandolfi ma anche da Ludovica Martino e Marco Cavallo, nei panni di Carolina e Sebastiano. "Non li ho scelti io, gli attori li ha scelti il film," dice Capucci. "Ad Alessandro pensavo da tempo, poi un giorno porto a scuola mia figlia e per strada vedo un cartellone che pubblicizzava il suo spettacolo su Van Gogh. Vedendolo sul palco ho capito che lui era Nik, scoprendo poi che le caratteristiche dell'attore, capace di essere guascone, fragile e profondo assieme, sono anche quelle della persona. Claudia poi ha un'onestà e un'immediatezza che a me ha dato tantissimo, nel film come nella vita: tra noi c'è stata una vera un'autostrada comunicativa, una porta sempre aperta." Nel film, dice il regista, "c'è tanto di loro, in tante sfumature di colore che si percepiscono nelle scene e nei personaggi che arrivano grazie a loro."
"Quello che accade in quelle scene è frutto di una grande empatia: quando si distendono le atmosfere sul set accade questo", commenta Preziosi, che definisce la collega Pandolfi una che "non fa sconti".
Per Pandolfi invece "l'essere spiazzante di Alessandro e il mio raccoglier facilmente le provocazioni hanno creato tra noi una grande energia: molte cose nel film sono nate perché siamo io e lui, perché abbiamo assecondato l'intimità del nostro rapporto. Siamo entrambi attori generosi, e la generosità di Alessandro mi ha permesso di donarmi completamente al film: ci tenevamo a raccontare la famiglia nella maniera più autentica possibile."
A differenza di Claudia Pandolfi e degli altri interpreti, Alessandro Preziosi prima delle riprese non ha avuto alcuna formazione particolare riguardo la schizofrenia e le sue manifestazioni. Perché, spiega il regista, doveva arrivare sul set e interagire con Sebastiano con lo stesso sguardo vergine del suo personaggio. "Nella vita non sono una persona che compatisce, e penso che Nik faccia lo stesso," dice Preziosi. "E differenza di sguardo sulla malattia di Sebastiano che ha rispetto agli altri offre un punto di vista in più per tutti."
Claudia Pandolfi, invece, ha trascorso molto tempo con madri di figli schizofrenici: "Un contatto umano, non professionale, che ha creato in me la necessità di conoscere storie diverse dalla mia, che ha rappresentato un'esperienza umana prepotente, rimastami addosso più di quanto non mi sia rimasta addosso Tesla, perché," spiega, "non sono un'attrice si porta a casa o viene occupata anche fuori dal set dai personaggi che interpreta. Sarebbe troppo impegnativo."

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