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Alessandro Bertolazzi: un talento italiano del make-up cinematografico

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E' uno degli ospiti di Che tempo che fa di domenica 19 marzo 2017: Conosciamo meglio l'artista che ha vinto l'unico Oscar per Suicide Squad insieme a Giorgio Gregorini.

Alessandro Bertolazzi: un talento italiano del make-up cinematografico

È un'impresa storica quella compiuta lo scorso 26 febbraio da Alessandro Bertolazzi, anche al di là del prestigio associato al premio Oscar. Perché si tratta del primo italiano a vincere l'Academy Award per il miglior makeup, in un settore tradizionalmente associato agli americani. Un premio vinto, per di più, per Suicide Squad, ovvero un cinecomic, altro genere estraneo agli europei e soprattutto agli italiani. Con lui anche Giorgio Gregorini, che si è occupato delle acconciature (all'Oscar è una categoria unica), arte per cui un altro italiano, Aldo Signoretti, ha avuto tre candidature. Ma Bertolazzi è il primo a vincere nella sua specializzazione. Riassumiano qua la carriera che l'ha portato sul palco del Kodak Theatre a stringere tra le mani l'unica statuetta ottenuta da Suicide Squad.

Anche se ha quasi sessanta crediti all'attivo, Bertolazzi lavora nel cinema internazionale da una decina d'anni e si considera un immigrato, come ha detto nella sua commovente dedica, a tutti gli immigrati, nel ricevere il premio. Stando a IMDB, ha iniziato la carriera nel 1988, a trent'anni, sul set di uno sconosciuto film con Tomas Arana, Body and Soul. Alessandro Bertolazzi nasce a Casanova Elvo, un paesino in provincia di Vercelli, il 16 febbraio 1958, frequenta l'Istituto d'Arte a Reggio Emilia e inizia poi a lavorare come scenografo in teatro, anche come assistente al grande Emanuele Luzzati. Dopo il trasferimento a Roma passa al cinema, e va poi a vivere a Firenze. Negli anni Novanta lavora a serie tv come Valentina, dalle storie di Guido Crepax, a film come La corsa dell'innocente di Carlo Carlei, Camerieri, Caldo Soffocante, Viola bacia tutti e soprattutto Il fantasma dell'opera di Dario Argento, Malèna di Giuseppe Tornatore e Concorrenza sleale di Ettore Scola.

Negli anni Duemila collabora con Gabriele Muccino in Ricordati di me, Brian Helgeland per l'horror La sette dei dannati con Heath Ledger - suo primo lavoro internazionale - e Davide Grieco per Evilenko con Malcolm McDowell. Nel 2006 arriva la prestigiosa collaborazione internazionale, per Babel, col futuro premio Oscar Alejandro González Iñárritu e continua la collaborazione con Pupi Avati, dopo Ma quando arrivano le ragazze?, per La cena per farli conoscere e Il papà di Giovanna. Ma lo chiamano anche Paolo Virzì, Giovanni Veronesi, Marco Tullio Giordana e Stefano Bessoni. Lavora anche al film tv Caravaggio, per cui viene candidato al David, e Gomorra. È il make up artist ufficiale di Monica Bellucci, che dopo Maléna trucca in Sanguepazzo, La vita segreta della signora Lee, Ricordati di me, N io e Napoleone e Baaria.

Nel 2008 lavora nella parte italiana di Angeli e demoni, poi è di nuovo sul set con Iñárritu (Biutiful), Muccino (Baciami ancora) e si occupa del trucco di Javier Bardem in Mangia prega ama. Tornerà a truccare l'attore spagnolo sul set di 007 Skyfall, del 2012. È anche il make-up artist di Naomi Watts in tre film, Dream House, J. Edgar di Clint Eastwood e The Impossible. Presta poi la sua arte a To Rome with Love di Woody Allen e To The Wonder di Terrence Malick. Con questi titoli la sua carriera internazionale prende il volo e lo troviamo in rapida successione a lavorare per Love and Mercy, Fury, Queen of the Desert, per approdare infine ai personaggi di Suicide Squad (sua seconda collaborazione con David Ayer dopo Fury) e successivamente al bellico War Machine con Brad Pitt. Prima dell'Oscar era stato candidato ai Goya per The Impossible. Non è, ovviamente, una star e della sua vita privata si conosce giustamente poco, se non che la moglie, che ha ringraziato anche in occasione degli Oscar, si chiama Giovanna e il figlio Lorenzo. Se per Alessandro Bertolazzi parla il suo lavoro, a chi gli chiede consigli per imparare il suo mestiere, consiglia le scuole di Londra. Lui però si è formato professionalmente in Italia, e il suo talento alla fine si è imposto nel mondo.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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