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Alberto Sordi: la villa romana dell'attore dal 16 settembre apre al pubblico con la Mostra del centenario!

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Dopo 6 mesi di attesa in occasione del centenario della nascita di Alberto Sordi, la storica villa dell'attore apre le porte al pubblico il 16 settembre e ospita la grande mostra de Il Centenario. Noi la abbiamo visitata in anteprima.

Alberto Sordi: la villa romana dell'attore dal 16 settembre apre al pubblico con la Mostra del centenario!

Finalmente ci siamo! L'attesa è finita: dopo il lockdown e lo spostamento di sei mesi sulla data prevista, il 16 settembre apre al pubblico la storica villa di Alberto Sordi con vista sulle Terme di Caracalla, che ospita (insieme al Teatro dei Dioscuri al Quirinale) la grande mostra Il Centenario - Alberto Sordi 1920-2020. Per l'occasione, al corpus della villa progettata negli anni Trenta per un gerarca fascista dall'architetto Clemente Busiri Vici, di cui Sordi si innamorò e che acquistò nel 1954 "soffiandola" all'amico Vittorio De Sica, sono state aggiunte nei giardini due tensostrutture di oltre 800 mq che contengono ogni genere di documentazione sulla ricchissima carriera e vita privata del nostro attore forse più popolare (nel senso proprio di più amato dal popolo): anche gli spazi interni, con poche eccezioni, ospitano documenti e preziosi reperti sul personaggio e sulla persona. In vita, Alberto Sordi, romano di Trastevere, amava conservare tutto: diplomi, locandine, foto, regali, costumi dei film, sceneggiature, premi, contratti, lettere: niente è andato perduto e tutto serve a ricostruire la storia di un artista unico per come ha saputo raccontare gli italiani coi loro vizi e virtù, pregi e difetti, meschinità e slanci di inatteso eroismo, in un cinema che dagli anni Trenta è arrivato fino al nuovo secolo e che lo ha visto lavorare coi più grandi, oltre a intraprendere una fortunata carriera da regista, dopo gli esordi radiofonici, nel doppiaggio e sulle mitiche tavole dell'avanspettacolo.

Fa un certo effetto, va detto, entrare nelle segrete stanze di Albertone: viene spontaneo chiedersi cosa ne avrebbe pensato, di questa affettuosa e curiosa invasione dei suoi spazi che per sua volontà, dal 1972, alla morte della sorella Savina, non ospitarono più amici e feste ma divennero il suo rifugio solitario, aperto solo a pochissimi come il figlioccio Carlo Verdone, custodito dalla sorella Aurelia come un museo e con le persiane perennemente abbassate per non danneggiare i De Chirico e gli altri preziosi quadri che collezionava. Così come raccoglieva sculture, ceramiche, oggetti di ogni genere. La immaginiamo, la villa, non col sottofondo del traffico sottostante che ormai ha ripreso il sopravvento sulla natura, ma nel silenzio rotto soltanto dall'abbaiare dei suoi amati cani, mentre ormai anziano riposava nella sua camera da letto, dove lo colse la morte nel febbraio 2003 (la stanza è visibile nel percorso della mostra).

Si entra dal bellissimo Teatro, da osservare in ogni dettaglio, dalle bellissime statue che lo adornano al soffitto con motivo di pellicole cinematografiche, dal palco che ospita un prezioso pianoforte Bechstein ai velluti del sipario, dove sono raccolte le foto di famiglia, e si visitano alcuni salotti, la celebre Barberia e qualche altro ambiente in cui affiorano ricordi, immagini, poster e dischi, e dove si affaccia ovunque il suo volto inconfondibile, nella vita e sui set. In una delle due tensostrutture sono raccolti oggetti che faranno battere il cuore a ogni fan: la Harley Davidson di Un americano a Roma, la sua bicicletta, i costumi indossati in tanti suoi film, dalla mitica divisa di Otello Celletti ne Il vigile di Luigi Zampa, alle vesti del Marchese del Grillo di Mario Monicelli.

La Mostra, recita il comunicato stampa, "è volta a restituirci con rara completezza il ritratto di un uomo e di un artista, lasciando emergere le sue poliedriche capacità professionali maturate in sessanta anni di carriera – è stato doppiatore, cantante, compositore, musicista, giornalista, attore, sceneggiatore, regista – ma anche la sua personalità, i tratti del suo carattere e il suo modo di essere nella vita pubblica e privata. Un ritratto completo in tutti i suoi risvolti e le possibili sfaccettature; un racconto che lascia emergere il contributo unico e insostituibile che ci ha lasciato in eredità".

La mostra, promossa da Fondazione Museo Alberto Sordi, con Roma Capitale e con Regione Lazio, con il riconoscimento del MIBACT Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia Belle Arti Paesaggio, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio, con il patrocinio di SIAE, con il sostegno di Luce Cinecittà, Acea, Banca Generali Private e con la collaborazione di Rai Teche, è curata e organizzata da Alessandro Nicosia con Vincenzo Mollica e Gloria Satta, prodotta da C. O. R. Creare Organizzare Realizzare.

"Oggi non c’è un Alberto Sordi, non potrebbe esistere, non c’è più alcun attore che si prenda il posto responsabile, in complicità coi registi, di rappresentare l’italiano medio - peggiorato nel frattempo a dismisura - nelle sue funzioni private di marito-scapolo-seduttore o pubbliche di vigile-moralista-commissario-medico della mutua-tassinaro o perfino mafioso in un bellissimo e ignorato film di Lattuada". Così lo descrive il critico Maurizio Porro nella presentazione di uno dei due cataloghi che accompagnano la Mostra, e conclude: "Sordi è stato un grande protagonista del cinema, perché la sua storia si fa cultura attraverso un rincorrersi di temi e valori, di ambiguità e amoralità, di grandi finzioni e piccole pìetas…".

Nello shop all'uscita, oltre al bellissimo catalogo a lui dedicato e a vari souvenir e memorabilia del grande attore, c'è anche un libro che racconta la storia di questa villa particolare, che Sordi scelse anche perché si trovava più vicina al centro della sua amata città, preferendola al posto preferito dai divi dell'epoca. l'Appia Antica. Un luogo segreto e privato che dal 16 settembre spalanca i suoi cancelli al pubblico che ha amato l'attore e che ve lo ritroverà in tutti i suoi aspetti. Sarà proprio lui, in un'installazione finale, dopo che avremo ripercorso tutta la sua storia, a salutarci con l'affetto che ha sempre avuto per chi lo ha apprezzato e che ha ricambiato con gli interessi. La Mostra resterà aperta fino al 31 gennaio 2021: dal lunedì al giovedì dalle 10 alle 20, il venerdì e il sabato dalle 10 alle 22 e la domenica dalle 10 alle 20 con l'ultimo ingresso un'ora prima.

Per le informazioni e i prezzi dei biglietti vi rimandiamo al sito della Fonazione Museo Alberto Sordi all'indirizzo https://www.fondazionemuseoalbertosordi.org.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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