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Al via il 7 marzo la grande mostra nella villa di Alberto Sordi per il Centenario della nascita

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Presentata in Campidoglio l'iniziativa che aprirà gli spazi privati del popolarissimo attore e vedrà coinvolto anche il Teatro dei Dioscuri, per i 100 anni dalla sua nascita, fino al 20 giugno. La mostra è a cura di Alessandro Nicosia, Gloria Satta e Vincenzo Mollica.

Al via il 7 marzo la grande mostra nella villa di Alberto Sordi per il Centenario della nascita

Si è svolta stamani in Campidoglio, nella splendida sala esagonale del Marco Aurelio nei Musei Capitolini, la conferenza stampa di presentazione della Mostra forse più attesa, dedicata a quello che è stato l'attore forse più amato e popolare non solo a Roma, Alberto Sordi, per celebrare il centenario della sua nascita avvenuta il 15 giugno 1920. Sordi era di pochi mesi più giovane di Federico Fellini, che lo lanciò come attore "serio" sul grande schermo prima con Lo sceicco bianco e poi con lo splendido I vitelloni, con un ruolo che prefigurava quelli futuri ricoperti dall'attore che ha raccontato, attraverso i suoi personaggi tra il cinico, il patetico e lo sbruffone, ma capaci anche di eroici sussulti di dignità, gli italiani del Novecento, come nel progetto da lui fortemente voluto di Storia di un italiano, che i più anziani di noi hanno visto in tv e che rivivrà in occasione della grande Mostra "Il Centenario - Alberto Sordi 1920-2020" che dal 7 marzo al 29 giugno spalancherà le stanze private della gigantesca villa di Sordi alle Terme di Caracalla, suo privatissimo rifugio, per onorarne la vita e la carriera. Un'appendice - tanto e tale è il materiale, in gran parte inedito, che ne illustra vita e carriera - si svolgerà invece al Teatro dei Dioscuri al Quirinale, dove il pubblico potrà accedere con un unico biglietto da 12 euro con numerosi sconti e ingressi gratuiti (i due luoghi, ovviamente, potranno essere visitati separatamente).

Ed è già boom di prenotazioni: oltre 10.000 da tutta Italia. La Villa dell'attore, in piazzale Numa Pompilio, fu progettata negli Anni Trenta dall’architetto Clemente Busiri Vici ed è uno scenario  eccezionale che permetterà ai visitatori di immergersi nella vita quotidiana, tra le passioni e i segreti di un gigante dello spettacolo ultra-famoso per i suoi film ma poco conosciuto nella dimensione privata. L’esposizione, che non ha precedenti, si snoda tra i vari ambienti della casa e del giardino per illustrare la lunga carriera e la vita dell’attore attraverso documenti inediti, oggetti, abiti, fotografie, video, curiosità.

A presentare quest'attesissimo evento, anticipato proprio per la tanta curiosità che ha suscitato fin dal primo annuncio, sono stati in tanti, a dimostrazione della complessità logistica e delle sinergie necessarie per una mostra davvero speciale e unica nel suo genere: i curatori Alessandro Nicosia e i giornalisti e amici di vecchia data di Sordi, Gloria Satta e Vincenzo Mollica,  la sindaca Virginia Raggi, il Presidente della Fondazione Alberto Sordi Italo Ormanni, la Soprintendente Speciale di Roma Daniela Porro, il Presidente di Istituto Luce Roberto Cicutto, il capo di gabinetto della Regione Lazio Albino Paolucci, il direttore relazioni esterne e comunicazione del gruppo Acea Massimiliano Paolucci e, gradita e quasi intimidita al microfono, Catherine Spaak. L'attrice, protagonista di Io e Caterina, ha raccontato della sua esperienza sul set: in una scena in cui doveva schiaffeggiare Sordi, per la propria timidezza, non riusciva a farlo, finché fu lui a darle uno schiaffo, lei rispose e continuarono per un po', diventando amici in quel modo. Tra le pochissime anticipazioni che i curatori hanno potuto dare, Gloria Satta ha annunciato una sezione della mostra su "Sordi e l'America", una su "Sordi e le donne" e un'altra che ci rivelerà un lato meno conosciuto di lui, quello del benefattore in incognito.

Vincenzo Mollica, amico ed esegeta dell'attore, oltre a raccontare degli aneddoti divertenti, ha avuto per lui parole liriche: "Alberto Sordi faceva vedere anche a chi non vedeva qual era il senso della vita, lui era tutti quanti i punti cardinali messi insieme, era Nord, Est, Sud e Ovest, come i grandi comici è stato un benefattore dell'umanità, con quella qualità straordinaria di essere al di sopra di tutto e di andare oltre, Sordi era oltre, era Roma, era l'Italia, era il mondo intero. Era tutti i pianeti, era l'ultima stella che c'era nel cielo".

Manca ormai poco per visitare le sue stanze private, il fortino in cui Alberto Sordi si rifugiava dopo il lavoro e i bagni di pubblico, ai quali non si è mai sottratto, ma il cui amore ha ricambiato sempre con affetto e con la sua leggendaria ironia, i luoghi dove ha vissuto con le sorelle e dove invitava gli amici, mostrava film nel suo teatro e si faceva rasare nella sua barberia, dove tutto era rigoroso e severo e le cui regole Carlo Verdone ha raccontato nei suoi ricordi con affetto e divertimento. Sarà l'occasione più unica che rara di entrare nel sacrario di un grande artista popolare, con la speranza che la Villa diventi prima o poi un museo permanente (queste sono le intenzioni) della città di Roma. Sotto la statua del Marco Aurelio che sovrastava i presenti, sembrava quasi di sentire echeggiare il suo vocione, che sdrammatizzava con una battuta i momenti di inevitabile commozione.

Se volete saperne di più o prenotare fin da ora la vostra visita, scrivete a [email protected]



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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