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Al quinto anno, il Fest(iv)aL di Roma si rinnova

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Si è tenuta a Roma la conferenza stampa di presentazione della quinta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. Ve ne presentiamo un ampio resoconto.


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Al quinto anno, il Fest(iv)aL di Roma si rinnova


La conferenza stampa della quinta edizione del Festival di Roma si apre con la voce del suo Presidente della Fondazione Cinema per Roma, Gian Luigi Rondi. Che, giustamente e con coerenza, dopo aver parlato delle varie sezioni che compongono la manifestazione, ricorda come lui non sia "solo per il cinema del presente ma anche per il cinema del passato," lanciando immediatamente il capitolo omaggi. Sono tutti "suoi carissimi amici", da Kurosawa a Suso Cecchi d'Amico (“Io ho dato a Suso il Leone e il David di Donatello alla carriera. Il nostro premio per lei sarà alla memoria.”) ed è anche per questo che il Festival ne onorerà la memoria. Ma a Roma, come noto si ricorderanno anche Ugo Tognazzi nel ventennale della morte e il maestro dell’anime Satoshi Kon. Però, sostiene alla fine Rondi “c’è anche un premio dedicato al cinema del futuro, in questo festival, che abbiamo stabilito assieme al “Ministero della Gioventù”.

Parla poi il direttore generale della Fondazione Francesca Via, che sottolinea come il legame del Festival 2010 con la Dolce Vita non si declina solo attraverso i materiali promozionali (affissioni ed altro) ma grazie anche alla proiezione della copia restaurata del film di Fellini e un insieme di eventi e mostre in tutta la città. “Questo festival è da sempre attento al legame col territorio e alla contaminazione con altre espressioni artistiche: avremo collaborazioni anche con il MACRO, il MAXXI e molti altri musei.”

Roberto Cicutto, responsabile del Market, ricorda che il mercato cresce, “il nostro mercato è una perla rara nella realtà italiana, per la collaborazione tra pubblico, privato, operatori del settore”, e poi Rondi, prima di passare la parola alla direttrice artistica, sostiene che “Piera Detassis è stata più brava di me, a dirigere un festival.”

Con un'emozionata Detassis, si entra quindi nel vivo del cinema che si vedrà durante la manifestazione. “Quest’anno qualcosa cambia,” esordisce la direttrice (anche di Ciak). “Il festival ringiovanisce nell’anno del suo quinto compleanno. Si abbassa l’età media degli autori (Muller disse la stesa cosa aprendo la conferenza di Venezia, n.d.r.), il concorso è composto da opere prime, seconde, terze; ci saranno molti indipendenti e molte meno major. En questo senso abbiamo deciso di assegnare un premio speciale a Julianne Moore, proprio perché simbolo di unione tra il mondo di Hollywood e quello del cinema indipendente. E con la Moore ci sarà il The Kids Are Allright già visto a Berlino.”

La direttrice sottolinea la forte presenza dei film americani (evento specialissimo, anche l’anteprima dell’atteso The Social Network), ma ricorda anche l’apporto di numerose altre cinematografie di tutto il mondo. “Segnalo soprattutto la presenza dell’Australia - un titolo su tutti, Animal Kingdom - e imporante è anche la presenza del Giappone e non solo per il focus specifico: ci saranno in programma Hideo Nakata con The Incite Mill e il nuovo film della Ghibli prodotto da Miyazaki, Arrietty. E la stessa Ghibli oggetto di retrospettiva, in collaborazione con Lucky Red.”

Per la Detassis, il programma di quest’anno fa emergere temi molto forti e di grandi attualità: “affrontiamo ossessioni quotidiane, magari anche con il tono della commedia. Trattiamo argomenti scottanti e controversi, e in questo senso cito Oranges and Sunshine e Bei Mian, Kill Me Please, ancora Animal Kingdom, Dog Sweat. E tema comune a molti titoli è quello della maternità e della paternità, della famiglia vista come ultimo bastione di difesa o come ultimo stadio dell’orrore.”

Per quanto riguarda la selezione italiana, per la direttrice il sottotitolo non ufficiale potrebbe essere “2010 fuga dall’Italia: almeno tre dei quattro film italiani in selezione ufficiale non parlano italiano e sono Gangor, Io sono con te, Una vita tranquilla. Il quarto film è La scuola è finita, racconta senza nessuna presa di posizione il disastro della scuola. Anche il tema dell’educazione attraversa tutto il Festival: e in programma c’è anche quel Waiting for Superman che sta mettendo sotto accusa il sistema scolastico statunitense.”

Cambiamento, per la Detassis è anche quello del nuovo rapporto tra cinema e serialità televisiva, ed ecco che in programma arrivano il il pilota di Boardwalk Empire diretto e la versione cinema ridotta a 2 ore e mezza del fluviale Carlos di Olivier Assayas nato come miniserie per la HBO.

E se le date del Festival di quest’anno fanno cadere Ognissanti durante lo svolgimento della manifestazione, e dato che quest’anno si è “ orfani dei vampiri di Twilight ecco che abbiamo voluto in programma Let Me In, per un Halloween che comprende anche l’anteprima di 20 minuti di Dylan Dog.”

Emozionata, qualche problema con le pronunce, attenta a restituire con la struttura del discorso la ricchezza e la labirinticità del programma del Festival di Roma, Piera Detassis sembra vacillare davvero solo alla domanda sulle star che saranno presenti sul red carpet, citando alcuni nomi ma sostenendo che la maggior parte degli ospiti sono in attesa di conferma. Ma almeno nessuno potrà attaccare Roma quest’anno per il fatto di essere un festival fatto solo di glamour e red carpet.

In sede separata, abbiamo poi incontrato Mario Sesti e Gianluca Giannelli, responsabili rispettivamente delle sezioni L’Altro Cinema|Extra e Alice nella città. Questi alcuni estratti delle loro dichiarazioni.

Mario Sesti – Extra

“Ci sarà un omaggio dedicato Francesco Nuti. È arrivato il momento di parlare di lui e del suo cinema, lui è stato IL comico di un periodo storico e di una generazione. Ne parleremo in vari modi, come uomo e come artista.

In generale Extra vivrà su due direttive principali: da un lato l’esplorazione del lato più indipendente della cultura americana, soprattutto attraverso le figure di John Landis, che ci porta Burke & Hare, Alexander Rockwell, con Pete Smalls is Dead, e Bruce Springsteen, protagonista di The Promise. Quindi con loro celebriamo l’America della reazione, della lotta, dell’intraprendenza e del cambiamento. Il film di Rockwell, con Tim Roth e Steve Buscemi, è libero, coraggioso, rompe gli schemi. Con Landis e Rockwell faremo incontri pubblici, per parlare di cosa vuol dire indipendenza oggi, novità: anche in presenza di rappresentanti dei 100 Autori.

L’altra direttiva è quella di una rappresentazione inaudita della sessualità femminile. Il pensiero della rappresentazione fantasma del piacere femminile. Soprattutto attraverso titoli orientali, ma non solo, documentari e di finzione.

La vocazione di EXTRA è poi quella di esplorare nuovi formati e innovazioni di varia natura: segnaliamo la presenza dei primi due corti italiani narrativi in 3D, un uso del 3D che non riguarda l’azione o le scene di massa, uno speciale suo video artisti di Post TV e il documentario di Gianni Celati, dedicato alla vita in un villaggio africano. Per i consueti duetti quest’anno ci saranno gli annunciati Margherita Buy e Silvio Orlando, con l’aggiunta di Giancarlo De Cataldo e Gabriele Salvatores: il loro sarà un incontro tutto dedicato al tema della giustizia.

Tutti i nostri documentari saranno introdotti da brevissimi spezzoni di filmini familiari, che abbiamo raccolto assieme all’associazione Home Movies di Bologna, che raccontano l’Italia e gli italiani dagli anni Trenta ad oggi.”

Gianluca Giannelli – Alice

“Alice cresce, in programma ci sono numerosi esodenti al fianco di registi affermati. Nel nostro cinema, per parlare di futuro si parla del presente: si osserva quello che accade nella vita di bambini e adolescenti, si parte dai piccoli argomenti per trattare di grandi problemi. Sono molti i temi d’attualità, non a caso apriamo con Leila, definito dalla sua autrice un musical politico; cinema d’impegno, quindi, come quello di Sam Garbaski Quartier Lointain. Ovviamente riprendiamo il tema generale del festival della scuola e dell’educazione: un vero e proprio focus che va da Waiting for Superman a un documentario su Rodari.

Il nostro film italiano è L’estate di Martino di Massimo Natale, che racconta una favola metafora di eventi tragici interpretata da giovani attori e grandi interpreti. Tornano le Winx e ci interessa in particolare per l’uso del 3D e non solo per il fenomeno in sé.

Noi comunque riscontriamo che i grandi registi, anche del concorso ufficiale del Festival, chiedono sempre più spesso di parlare coi nostri ragazzi e con i giovani: è il segno che Alice qualcosa fa succedere. E vorremmo che voi della stampa ci aiutaste a far emergere questo elemento.”


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