Agatha Christie e il cinema: un amore mai sbocciato del tutto

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Agatha Christie e il cinema: un amore mai sbocciato del tutto

Pioniera del surf, archeologa dilettante e grande viaggiatrice, Agatha Christie è ancora oggi -  soprattutto, prima di tutto - la Regina del mistero (o del giallo, che dir si voglia): l'autrice che ha venduto oltre due miliardi di copie in tutto il mondo, e ha visto i suoi romanzi gialli tradotti in 103 lingue.
Considerata la sua popolarità e il suo successo, stupisce come, tutto considerato, il cinema abbia sfruttato relativamente poco i suoi libri e i suoi personaggi più celebri: Miss Marple e Hercule Poirot, che messi assieme non fanno tutti i film con protagonista Sherlock Holmes.

Il primo film tratto da un'opera di Agatha Christie arriva nel 1928, con The Passing of Mr. Quin, tratto dal racconto "È arrivato il signor Quin" della raccolta "Il misterioso signor Quin"; nel 1931 arriva, con l'Alibi che adatta “L'assassinio di Roger Ackroyd”, la prima apparizione cinematografica del belga Poirot, interpretato da Austin Trevor.
Passeranno trent'anni, invece, per vedere per la prima volta sul grande schermo Miss Marple, con le fattezze della sua interprete più nota, Margareth Rutheford: il film è Assassinio sul treno, tratto da “Istantanea di un delitto”.

Curioso notare che, in originale, il titolo del film era Murder She Said: ovvia ispirazione per la serie tv Murder, She Wrote, ovvero La signora in giallo, storia di una scrittrice-investigatrice basata tanto sulla Christie quanto sulla Marple: con protagonista l'Angela Lansbury che nel 1980 fu la protagonista del noto Assassinio allo specchio, proprio nel ruolo della Marple.

Tra gli altri celebri adattamenti cinematografici di opere di Agatha Christie ricorsiamo poi Assassinio sull'Orient Express, con il Poirot di Albert Finney (anche nominato all'Oscar) e Assassinio sul Nilo e Delitto sotto il sole, dove invece l'investigatore belga era interpretato da quello splendido cosmopolita che era Peter Ustinov, che fu nel ruolo altre quattro volte.

Capitolo a parte, rispetto alle opere con protagonisti il belga dalla testa a uovo e la vecchina inglese, merita poi “Dieci piccoli indiani”, il romanzo pubblicato nel 1939 dalla Christie e poi da lei stessa trasformato anche in una piéce teatrale.
Considerato il capolavoro della scrittrice, “Dieci piccoli indiani” è stato portato al cinema per la prima volta da René Clair nel 1945. L'ultimo adattamento ufficiale occidentale risale al 1989, seguito poi da film come Identity o Nella mente del serial killer, che sono solo vagamente ispirati alla trama elaborata dalla Christie.
Così, mentre si tira in ballo questo romanzo anche per quanto riguarda The Hateful Eight di Tarantino, ecco che sono gli indiani ad aver realizzato negli ultimissimi anni due trasposizioni esplicite della storia: nel 2012 con il film in Tamil Aduthathu, e nel 2015 con il film in Kannada Aatagara.

Chissà che, a quarant'anni dalla scomparsa di Agatha Christie, qualcuno non decida di mettere in cantiere un nuovo film tratto da “Dieci piccoli indiani”, da un'avventura di Poirot o di Miss Marple: dando magari un nuovo twist a dei personaggi e delle storie entrate di diritto in quella della letteratura. Qualcuno, anzi, potrebbe aver già iniziato: solo pochi mesi fa abbiamo saputo della luce verde della Fox a un film che sarà diretto dal norvegese Morten Tydlum. E che - guarda un po' - sarà basato proprio su "Dieci piccoli indiani".




Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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