Addio al grande regista giapponese Nagisa Oshima

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Addio al grande regista giapponese Nagisa Oshima

Nagisa Oshima, uno dei più grandi registi giapponesi, è morto oggi 15 gennaio, all'età di 80 anni, per le conseguenze di una polmonite. Nato a Kyoto nel 1932, Oshima inizia a lavorare nel cinema nei primi anni Cinquanta, come assistente di altri registi, tra cui Kobayashi, e nel 1959 firma Il quartiere dell'amore e della speranza, a cui seguono i più noti e premiati Racconto crudele della giovinezza e Notte e nebbia del Giappone. Diventato indipendente, negli anni Sessanta è uno degli esponenti di punta della new wave giapponese, assieme ad autori come Shinoda e Imamura. Il cinema di Oshima si ribella a quello di maestri riconosciuti come Ozu, Mizoguchi e Kurosawa e si concentra sulle contraddizioni morali e spirituali del Giappone post bellico. Del 1971 è La cerimonia, ritratto di una ricca famiglia nel dopoguerra. Nel 1976 il succès de scandale dell'erotico Ecco l'impero dei sensi, classica declinazione del tema di Eros e Thanatos, rende il suo nome famigliare anche agli spettatori occidentali. Nel 1978 esce L'impero della passione, premio per la miglior regia al Festival di Cannes. Nel 1983 arriva uno dei suoi film più belli, Furyo (Merry Christmas, Mr. Lawrence) in cui Oshima racconta la drammatica e commovente storia di un gruppo di prigionieri di guerra inglesi, dirigendo in tre performance memorabili Ryuichi Sakamoto, autore anche della splendida e famosa colonna sonora, David Bowie e Takeshi Kitano, nei panni dei protagonisti involontari di un altro dramma di amore e morte. Del 1986 è ancora l'erotico, ma meno riuscito, Max, mon amour, in cui Charlotte Rampling si innamora di un gorilla. Il suo ultimo film, bellissimo, Tabù-Gohatto, è del 1999, ed è stato presentato in concorso nel 2000 al Festival di Cannes.


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