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Addio a Isao Takahata, cofondatore dello Studio Ghibli e rivoluzionario dell'anime

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Socio e sodale di Hayao Miyazaki, il regista di Heidi e La tomba delle lucciole è scomparso a 82 anni.

Addio a Isao Takahata, cofondatore dello Studio Ghibli e rivoluzionario dell'anime

E' scomparso a 82 anni il regista Isao Takahata, cofondatore dello Studio Ghibli con Hayao Miyazaki e innovatore dell'anime così come lo conosciamo. Takahata entrò da story artist nel celeberrimo studio di animazione giapponese Toei Doga nei primi anni Sessanta, dove si fece strada fino a realizzare nel 1968 il suo primo lungometraggio per le sale, noto in Italia come La grande avventura del piccolo principe Valiant. Fu un punto di svolta significativo: con una smisurata lavorazione di tre anni e l'apporto di Miyazaki (tra gli altri) alla direzione delle animazioni, sancì un metodo di lavoro caratterizzato da cura metodica e prolungata. Alla sua uscita il film fu un fiasco commerciale, però in molti si resero conto che il suo tono rivolto anche agli adulti e i temi che echeggiavano ecologia e socialismo erano inediti.

Paradossalmente fu proprio grazie all'ostracismo che seguì il flop di Valiant che Takahata e il suo gruppo di collaboratori più stretti (tra cui Hayao) si rivolsero alla tv, ponendo le basi per una parte delle nostre infanzie: nel 1971 realizzarono metà della prima stagione di Lupin III per la TMS, poi fu la volta di una serie storica per quella che sarebbe diventata la Nippon Animation, Heidi (1974). Crebbe ancora il legame con la cultura europea, con altre serie come Marco (1976, adattamento di Dagli Appennini alle Ande di De Amicis) e Anna dai Capelli Rossi (1979). Nel mentre, Isao diede una mano nel 1978 a Miyazaki per il suo Conan - Il ragazzo del futuro.



Subito dopo la citata cofondazione dello Studio Ghibli nel 1985, Takahata si limitò sulle prime a produrre i lavori di Hayao, mentre lavorava sul suo ritorno alla regia cinematografica del 1988. Si tratta di La tomba delle lucciole, straziante storia bellica considerata uno degli anime più realistici e drammatici della storia (leggi la nostra recensione di La tomba delle lucciole, distribuito nelle sale italiane solo nel 2015). Se la nostalgia caratterizzò Pioggia di ricordi del 1991, fu la fantasia più visionaria ed epica a dar vita a Pom Poko (1994): qui i tanuki, cani procioni provenienti dal folklore giapponese, devono difendere la propria terra dalla trasformazione in un quartiere residenziale. Fantasy ed ecologia in un contesto spesso visionario.
Negli ultimi anni Takahata esplora uno stile grafico che spezza la linea e recupera la magia della matita: è il caso del quasi sperimentale I miei vicini Yamada (1999), ma soprattutto di quella che sarà la sua ultima regia. Parliamo di La storia della principessa splendente (2016), basata sulla più antica narrativa in prosa della cultura giapponese, risalente al X secolo, Tagetori Monogatari, Il racconto di un tagliabambù.



La morte di Takahata chiude un'epoca del cinema d'animazione: un sipario ben sintetizzato dal documentario Il regno dei sogni e della follia, dove si segue la lavorazione parallela della citata Principessa splendente e Si alza il vento (quello che sulle prime doveva essere l'ultimo film per Miyazaki).



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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