Addio a Carlo Vanzina, l'uomo che ha raccontato l'Italia e gli italiani con la sua commedia

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Addio a Carlo Vanzina, l'uomo che ha raccontato l'Italia e gli italiani con la sua commedia

È morto a Roma, in quella sua Roma di cui aveva raccontato caratteri e cialtronerie, bellezze e decadenze. Aveva solo 67 anni Carlo Vanzina, secondogenito di Stefano, in arte Steno, uno dei padri fondatori della commedia popolare italiana: quella commedia che col fratello maggiore Enrico, che gli faceva da sceneggiatore, Carlo Vanzina ha iniziato a fare nel 1976, con Luna di miele in tre, e che ha fatto per tutta la vita.
A quell'esordio con Renato Pozzetto, seguirono i film coi Gatti di vicolo miracoli, e poi quelli con Diego Abatantuono che ne decretarono il successo (sia di Carlo, che di Diego): I fichissimi, ma soprattutto Eccezzziunale... veramente e Viuuulentemente mia.
Nel 1983, una doppietta di film che rimangono non solo tra le vette del cinema vanziniano, ma che hanno segnato la storia del cinema italiano a venire con la forza della loro influenza: Sapore di mare, nostalgico affresco di un'Italia anni Sessanta e di una giovinezza che non c'è più, e Vacanze di Natale, per tutti "il primo cinepanettone", modello inarrivabile per chiunque altro vi si sia confrontato successivamente, perché molto più complesso e strutturato (oltre che più bello) di quello che, dopo, si sarebbe chiamato cinepanettone.
Due film, Sapore di mare e Vacanze di Natale, che sono stati capaci, attraverso la coralità del cast e l'intrecciarsi delle storie, di catturare e raccontare -  con semplicità e poca voglia di giudicare - l'Italia e gli italiani dei loro anni: qualcosa che i film di Carlo Vanzina continueranno a fare, precisamente e senza calcare la mani, anno dopo anno.

Alla commedia, che è stata il marchio di fabbrica della ditta Vanzina, Carlo ha alternato thriller come Mystere e Sotto il vestito niente o, più recentemente, Squillo e Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata; film che tentavano di accarezzare gli stilemi del cinema civile come Tre colonne in cronaca o che raccontavano le derive e gli intrighi del potere finanziario come Miliardi.
Ma solo sempre le commedie le più popolari: Vacanze in America, Yuppies, Montecarlo Gran Casinò, I mitici, Febbre da cavallo - La mandrakata, Un'estate ai Caraibi, fino agli ultimi Non si ruba a casa dei ladri e Caccia al tesoro.

Guardati con malcelato disprezzo dalla maggior parte della critica, o comunque generalmente sottostimati, i film di Carlo Vanzina avevano sempre dalla loro quella voglia discreta di voler essere semplicemente loro stessi: prodotti d'intrattenimento che, in maniera solo apparentemente casuale, ci raccontavano un po' (tanto) di quello che eravamo stati e che siamo ancora, della nostra società, delle classi sociali, delle trasformazioni dell'una e delle altre, e che hanno segnato in maniera indelebile il nostro immaginario.
Era il carattere di Carlo Vanzina, uomo discreto che non amava le luci dei riflettori né ostentare la sua cultura e le sue conoscenze, perché non voleva piazzarsi su un pulpito o insegnare nulla, ma solo raccontare storie che ci riguardavano tutti, e che ci entravano dentro. Ci piacessero o meno.

Al cinema di Carlo e Enrico Vanzina sarà dedicato un omaggio nel corso della quarta edizione di Presente Italiano, festival interamente dedicato alla produzione nazionale, che si terrà dall'11 al 18 ottobre a Pistoia in vari luoghi della città. Dal dal 12 al 14 ottobre poi la tre giorni vanziniana, con una selezione di 6 titoli scelti dai Vanzina con Rocco Moccagatta (Film Tv) e Claudio Bartolini (Nocturno).



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