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Addio a Buck Henry: ci ha lasciato il geniale sceneggiatore de Il laureato

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Senza questa colonna della comicità americana, due volte candidato all'Oscar, non avremmo avuto Get Smart, Comma 22, Da morire e tanti personaggi sul piccolo e grande schermo.

Addio a Buck Henry: ci ha lasciato il geniale sceneggiatore de Il laureato

Il nome di Buck Henry - morto ieri all'età di 89 anni - non è sicuramente noto in Italia come quelli di Mel Brooks, Carl Reiner, o di altri giganti della comicità americana di origine ebraica, ma sicuramente conosciamo i lavori che lo hanno reso famoso in patria. Attore, sceneggiatore, colonna del Saturday NIght Live, Henry ha sceneggiato per il grande e per il piccolo schermo classici come Il laureato, Comma 22 (sempre di Mike Nichols, dove appare anche in veste di attore) e assieme proprio a Brooks la spassosa serie tv Get Smart, parodia delle spy stories all'epoca tanto in voga al cinema.

Ha scritto anche i film con Barbra Streisand Il gufo e la gattina e Ma papà ti manda sola?, grandi successi degli anni Settanta, e Il giorno del delfino, il film che avrebbe dovuto girare Roman Polanski quando avvenne il tragico omicidio di Sharon Tate, e che finì per essere diretto ancora una volta dall'amico Mike Nichols. Tra le sue sceneggiature più surreali e divertenti anche quella di Candy e il suo pazzo mondo, bizzarro film del 1968 da un romanzo di Terry Southern, con un cast incredibile composto da Marlon Brando, Ewa Aulin, Ringo Starr, Charles Aznavour, Richard Burton, John Huston, Walter Matthau, Elsa Martinelli e molti altri nomi noti.

Come attore, Henry è stato anche Foster Glenn in Falcon Crest, è apparso come se stesso in I protagonisti di Robert Altman e per lo stesso regista ha ricoperto un ruolo in America oggi. Tra i film da lui scritti e interpretati ricordiamo con affetto anche il caustico Da morire di Gus Van Sant. Nel 1975 era stato uno dei fondatori del leggendario Saturday Night Live, che aveva anche condotto svariate volte. Durante la sua conduzione, doveva sempre vedersela con John Belushi nel ruolo del Samurai: una volta, per errore, l'attore lo aveva ferito vicino al sopracciglio proprio con la spada. In segno di omaggio, tutto il cast andò in scena con delle bende sulle rispettive sopracciglia.

All'attivo Henry aveva anche due lungometraggi da regista: nel 1978 la nuova versione de Il Paradiso può attendere con Warren Beatty e due anni dopo First Family, meno noto, con due straordinarie attrici brillanti come Gilda Radner e Madeline Kahn, Bob Newhart e Rip Torn.

Per Il Laureato era stato candidato all'Oscar per la sceneggiatura (assieme a Calder Willingham) e per la regia insieme a Warren Beatty per Il Paradiso può attendere. Il suo vero nome era Buck Henry Zuckerman, e nel dargli l'addio lo ringraziamo per l'allegria che ci ha regalato.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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