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A 82 anni è morto Burt Reynolds, icona del cinema americano

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Lo stardom negli anni Settanta, il declino negli Ottanta, il rilancio con Boogie Nights.

A 82 anni è morto Burt Reynolds, icona del cinema americano

Burt Reynolds è deceduto all'età di 82 anni. La generazione di chi scrive ha probabilmente avuto il suo imprinting con Reynolds, in versione attoriale e come accadeva raramente non autocelebrativa, nel Boogie Nights (1997) di Paul Thomas Anderson. La storia di uno dei più grandi sex-symbol di Hollywood però inizia molto prima, e ha il suo fiorire negli anni Settanta.

Nato nel 1936, Burt non ha voluto sempre fare l'attore. Al college si distingue come giocatore di football e ha in mente di perseguire quella carriera, ma una serie di incidenti e infortuni lo costringono ad abbandonare il suo sogno definitivamente nel 1957. A quel punto immagina di poter diventare un poliziotto, finché un suo insegnante di letteratura al college, che il padre gli ha imposto di continuare a frequentare, non lo introduce per caso alla recitazione. Pare che Burt inizialmente abbia ritenuto il recitare solo un'occasione per un lavoro stagionale remunerativo e poco faticoso, scoraggiato anche da un agente che gli sconsigliava di tentare la carta del cinema, perché appariva come un Marlon Brando dei poveri.

Fatto sta che Reynolds alla fine comincia a recitare sul serio, dalla fine degli anni Cinquanta fino a tutti gli anni Sessanta, scegliendo la tv: in particolare è una presenza fissa in Gunsmoke (1962-65). Lo sblocco definitivo col cinema, dopo film minori, avviene quando interpreta Un tranquillo weekend di paura (1972) di John Boorman, film contestato per l'alto tasso di violenza. Non pago della notorietà, appare nudo su Cosmopolitan nel '72. A questo seguono grandi successi come il western romantico L'uomo che amò Gatta Danzante (1973), il crudo e ironico film carcerario Quella sporca ultima meta (1974) di Robert Aldrich, la commedia In 3 sul Lucky Lady (1975) di Stanley Donen, divisa con Gene Hackman e Liza Minnelli, e il trionfo commerciale di Il bandito e la madama (1977) con Sally Field. Burt è un divo che può far quel che vuole, al punto da permettersi rifiuti illustri (James Bond, Han Solo e il ruolo del protagonista in Qualcuno volò sul nido del cuculo!).

Duro, bellissimo, sogno di donne giovani e meno giovani, calamita per il botteghino americano, Reynolds ha un enorme senso dell'umorismo, tanto da sfoderare quasi da subito una certa autoironia che si tramuterà negli anni in un'autocelebrazione: comanda un orgasmo in Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere (1972, di Woody Allen), viene perseguitato in doccia da Mel Brooks, Dom De Luise e Marty Feldman in L'ultima follia di Mel Brooks (1976), si dà scopertamente al comico nel suo secondo film da regista La fine... della fine (1978), divide lo schermo con Roger Moore e Farah Fawcett nello scatenato La corsa più pazza d'America (1981) ed è uno sceriffo acchiappasottane in Il più bel casino del Texas (1982). In diversi di questi lungometraggi recita col citato caratterista comico Dom De Luise, al punto che finiranno per doppiare insieme i cani Charlie e Itchy in Charlie - Anche i cani vanno in Paradiso (1989) di Don Bluth.

Gli anni Ottanta, in realtà, stanno già registrando un suo declino di popolarità, al punto che, quando i sequel di suoi cavalli di battaglia perdono colpi al boxoffice, ripiega di nuovo sulla tv. Una possibilità di rilancio, simbolicamente l'unica sua nomination all'Oscar (come migliore non protagonista), prende forma proprio con il citato Boogie Nights. Ironia del destino, Burt ha continuato a detestare negli anni a venire il film, che accetta di fare solo perché efficacemente sfidato dal "presuntuoso" (parole sue) Anderson.
Gli ultimi anni sono da caratterista, monumento a se stesso in film dimenticati, come la doverosa presenza in L'altra sporca ultima meta (2005) con Adam Sandler, o la sua versione di Boss Hogg nel dubbio Hazzard (2005). Al momento della sua morte avvenuta oggi 6 settembre 2018, Reynolds sarebbe dovuto apparire in Once Upon a Time in Hollywood di Quentin Tarantino, ma non è chiaro se avesse già girato le scene che lo riguardavano.

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