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120 battiti al minuto trionfatore dei César 2018

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Il film di Robin Campillo ottiene sei César.

120 battiti al minuto trionfatore dei César 2018

Nel corso di una serata andata per le lunghe, con oltre tre ore di spettacolo solo a tratti divertente e ben condotto, i 43° Premi César hanno visto trionfare 120 battiti al minuto, purtroppo escluso dalla corsa agli oscar in lingua straniera. Il film diretto da Robin Campillo ha portato a casa ben sei statuette, tra cui quella per il miglior film. Il tutto davanti al suo principale sostenitore nella giuria di Cannes, il presidente Pedro Almodovar, venuto per sostenere la sua musa Penelope Cruz, premiata per la sua carriera, alla presenza del marito Javier Bardem. Ottimo risultato anche per la convincente opera prima di Hubert Charuel, Petit Paysan, in uscita nelle sale italiane dal 22 marzo e vincitore di tre premi, tra cui quello per l'ottimo protagonista Swann Arlaud.

Premi distribuiti, come spesso accade ai riconoscimenti più importanti per il cinema francese, con rinconoscimenti importanti anche per gli altri due film più nominati: Barbara di Mathieu Amalric, con Jeanne Balibar che ha portato a casa la statuetta come miglior attrice per la sua lodata interpretazione della cantante, e Albert Dupontel, vincitore per la regia di Au Revoir là-haut, tratto dal romanzo di Pierre Lemaitre pubblicato per Mondadori col titolo Ci rivediamo lassù, vincitore del Goncourt.

Delusione per la mancata vittoria del delizioso Visages Villages di Agnès Varda e JR nella categoria documentari, che li vede in lizza agli Oscar, vinta dal più politico, almeno in superficie, I am not your negro di Raoul Peck. Molto spazio agli omaggi di chi ci ha lasciato nell'ultimo anno, su tutti Johnny Hallyday, Jeanne Moreau e Jean Rochefort, mentre quasi tutti i presenti hanno vestito un nastro bianco per la lotta contro la violenza sulle donne.

Di seguito i vincitori delle principali categorie.

Miglior montaggio: Robin Campillo per 120 battiti al minuto

Miglior fotografia: Vincent Mathias per Au revoir là-haut

Miglior colonna sonora: Arnaud Rebotini per 120 battiti al minuto

Miglior film d'animazione: Le Grand méchant Renard et autres contes di Benjamin Renner e Patrick Imbert

Miglior sceneggiatura non originale: Albert Dupontel e Pierre Lemaitre per Au revoir là-haut

Miglior sceneggiatura originale: Robin Campillo per 120 battiti al minuto

Miglior film straniero. Loveless di Andrey Zvyagintsev

Miglior documentario: I am not your negro di Raoul Peck

Miglior opera prima: Petit paysan di Hubert Charuel

Miglior speranza maschile: Nahuel Perez Biscayart per 120 battiti al minuto

Miglior speranza femminile: Camelia Jordana per Le Brio

Miglior attore non protagonista: Antoine Reinartz per 120 battiti al minuto

Miglior attrice non protagonista: Sara Giraudeau per Petit paysan

Miglior attore: Swann Arlaud per 120 batti al minuto

Miglior attrice: Jeanne Balibar per Barbara

Miglior regista: Albert Dupontel per Au revoir là-haut

Miglior film: 120 battiti al minuto di Alberto




  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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