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11esimo Festival di Malaga: il nostro reportage

Si è tenuto dal 4 al 12 aprile nella cornice della città Andalusa, l’11esima edizione del Festival di Malaga, una delle più importanti manifestazioni dedicate al cinema iberico o di lingua spagnola. Coming Soon.it era presente e ve la racconta.

11esimo Festival di Malaga: il nostro reportage

11esimo Festival di Malaga: il nostro reportage

Si è svolta quest’anno dal 4 al 12 aprile l’undicesima edizione del Festival di Malaga, imperdibile appuntamento col cinema iberico e non solo.
Si tratta di una manifestazione unica nel suo genere, che raccoglie nella splendida cittadina andalusa che ha dato i natali a Pablo Picasso e Antonio Banderas, un concorso di opere nuovissime di produzione e coproduzione spagnola, oltre a sezioni collaterali come il concorso riservato ai documentari, la sperimentale Zonazine e la sempre più interessante “Territorio Latino Americano”, che presenta film di cinematografie consolidate come l’Argentina accanto a quelle emergenti come ad esempio quella del Guatemala, di Cuba, o di altri stati del continente sudamericano praticamente al loro esordio nel cinema.
E ancora omaggi (allo scomparso attore/regista/scrittore Fernando Fernàn Gomez), premi alla carriera (l’attrice Concha Velasco), retrospettive (Mario Camus), mostre fotografiche.

La caratteristica principale del cinema spagnolo attuale è la ricchezza e varietà di una produzione che difficilmente raggiunge i mercati europei. In virtù degli aiuti statali sono moltissimi i giovani che riescono a dirigere un’opera prima e seconda, mentre paradossalmente ci sono più problemi per i registi più anziani.
Il festival di Malaga ha sempre ospitato durante le sue giornate un mercato cinematografico molto vivace. Quest’anno, a causa dello spostamento di date da marzo ad aprile, l’appuntamento è rimandato a fine anno.

Erano dunque – purtroppo - senza sottotitoli le sedici pellicole che al Teatro Cervantes si sono sfidate per vincere la Biznaga de Oro (la Biznaga è il fiore tipico di Malaga). Quest’anno il livello del concorso era leggermente inferiore a quello degli anni precedenti, ma non sono mancati comunque i motivi d’interesse.
Su tutti l’ha spuntata un film di genere, Très Dìas, opera prima di Javier Gutiérrez, che si è portato a casa il primo premio, 60.000 euro, il premio per l’attrice non protagonista (Mariana Cordero) e per il trucco. Gutiérrez, quarant’anni, ha all’attivo una serie di cortometraggi che hanno raccolto i principali premi nel circuito di festival dedicati al cinema fantastico. Il suo primo lungometraggio racconta gli ultimi tre giorni prima della fine del mondo, causata da un meteorite in rotta di collisione con la terra. Mentre la gente impazzisce di terrore e disperazione, un ragazzo sceglie di passare questo periodo chiuso in casa, ascoltando musica e facendo quello che preferisce ma è costretto a rinunciare ai suoi piani per la comparsa di un misterioso e minaccioso straniero, e aiutare la madre a proteggere i 4 figli di suo fratello.

La Biznaga de Plata con 15.000 euro e il premio all’attore non protagonista (Oscar Jaenada) sono andati al film d’apertura, Todos Estamos Invitados, che ha nel cast anche la "nostra" Vanessa Incontrada ed è diretto dal veterano Manuel Gutiérrez Aragon, che affronta direttamente il problema delle regioni Basche e della lotta armata.

Altri premi sono andati a Cobardes di José Corbacho e Juan Cruz, un film che parla di un tema quanto mai attuale come il bullismo e l’educazione dei ragazzi. Miglior regista è stata decretata Silvia Munt per l’intimistico, bergmaniano Pretextos, e miglior attore Javier Càmara per la commedia gay Fuera de Carta.

Personalmente abbiamo molto amato due film esclusi dal Palmarés: Pàjaros Muertos dei fratelli Jorge e Victor Semprene è un’opera prima realizzata in coproduzione con l’Argentina, una versione satirica al vetriolo dei temi drammaticamente raccontati nel recente La zona di Rodrigo Plà. A tratti emulo di Velluto blu, pieno di citazioni e di amore per il cinema, è stato una boccata d’aria fresca tra pellicole fin troppo impegnate o commedie furbescamente – e poco efficacemente – almodovariane. A scatenare la disgregazione di due eccentrici nuclei famigliari che vivono in un ambiente protetto e privilegiato stavolta è l’improvvisa caduta dal cielo di uccelli morti. La premessa è semplice e la metafora chiara, e il film è divertente, ben diretto, ben recitato, e avrebbe sicuramente successo anche nel nostro paese se la distribuzione fosse meno miope.

E’ una commedia anche Gente di Mala Calidad di Juan Cavestany, che ripropone in un cast corale il talento straordinario di un attore di cinema e teatro dal grande fascino, Alberto San Juan, vincitore l’anno scorso del premio come miglior interprete per Bajo Las Estrellas. Attorno a lui ruota un cast di vitelloni di provincia per una storia dolceamare che diverte e fa riflettere su una generazione di 30/40enni evidentemente comune a diversi paesi e culture.

Ma la cosa che anche quest’anno ci ha più colpito del festival di Malaga è la straordinaria partecipazione del pubblico, i giovani che ogni sera accorrono a centinaia per acclamare i loro idoli nazionali (per ogni film sono presenti regista, attori, direttore della fotografia, autore della musica, sceneggiatore…).
Considerando la totale indifferenza con cui spesso il nostro pubblico accoglie i partecipanti ai festival (con l’eccezione dei superdivi stranieri), è consolante vedere l’entusiasmo e il calore di questa gente. Un bagno di folla a Malaga può convincere anche il più scettico dei critici che il cinema è una cosa meravigliosa.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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