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X-Men Apocalisse: James McAvoy ci racconta il suo Professor X- Intervista esclusiva

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L'attore sarà di nuovo nei panni del fondatore del gruppo degli X-Men nel nuovo film della saga, al cinema dal 18 maggio.

X-Men Apocalisse: James McAvoy ci racconta il suo Professor X- Intervista esclusiva

Sul set di X-Men Apocalisse, Montreal, Canada, 10 giugno 2015

Il momento che tutto l'universo di fan dei mutanti Marvel stava aspettando è finalmente arrivato: quando James McAvoy si presenta all'incontro con i giornalisti venuti sul set di X-Men: Apocalisse, il suo cranio è completamente rasato. Adesso l'attore è finalmente diventato Charles Xavier, o meglio si è avvicinato all'icona che tutti conosciamo e apprezziamo da decenni. Lo stesso McAvoy vedendo lo stupore di molti di noi sorride scherzoso: "Sapevamo tutti che sarebbe successo, no? Non posso dire di aver fatti i salti di gioia quando mi hanno tagliato i capelli, ma psicologicamente ero preparato. Poi trovo molto bene a recitare sulla sedia a rotelle, essendo un film a grosso budget ne ho chiesta una nuova e ovviamente l'ho ottenuta! Avevo usato quella di Patrick Stewart per alcune scene dello scorso film, questa nuova è più veloce e posso farci un po' più di acrobazie che vedrete nel film... Charles non si rammarica più di essere confinato su di essa, adesso ha uno scopo nella vita e quello gli basta per non sentire lo svantaggio fisico rispetto agli altri personaggi.

Avendo assunto finalmente l'estetica più riconosciuta del Professor X, si sente più vicino al personaggio?
Mi sono sempre sentito dentro il ruolo, l'acconciatura è un fattore secondario. E' bello tornare ancora nel ruolo di Charles, sono sempre stato un fan degli X-Men, in passato l'ho interpretato in maniera leggermente diversa dall'icona classica, ma tutti sapevamo che prima o poi saremmo arrivati al punto di vederlo sulla sedia a rotelle e calvo. Era la strada gusta da seguire, non soltanto per onorare il personaggio ma perché l'arco narrativo che lo portava a quel punto era stato disegnato con precisione. Sono ancora sorpreso del fatto che mi abbiano scelto per il primo film, e poi che ne abbiamo fatto anche un altro che ha avuto ancora più successo. Con questo chiudiamo una trilogia davvero esaltante.

Ha lavorato insieme a Patrick Stewart per dare coerenza alla figura di Xavier?
In realtà Io e Patrick ci siamo confrontati spesso per cercare di rappresentarlo da angolazioni differenti: lo mostriamo in età molto lontane tra loro, quindi il bagaglio di saggezza ed esperienza è quasi diametralmente opposto. Io spesso ho potuto aggiungere fisicità alla mia interpretazione, e questo mi aiuta moltissimo a caratterizzarlo in tutt'altra maniera rispetto a Stewart.

Dobbiamo aspettarci un Professor X meno cupo rispetto a X-Men: Giorni di un futuro passato?
All'inizio sì. Charles veniva da un periodo molto buio nel film precedente, quando lo ritroviamo in questo nuovo capitolo è decisamente rinvigorito, ha ritrovato fiducia nell'umanità e nelle sue capacità di mentore. Non si autocommisera più per il suo stato, è tornato un po' quello che abbiamo incontrato in X-Men: L'inizio. Ovviamente più responsabile, il Charles del primo film amava anche farsi una birra è dare la caccia alle ragazze. Partendo da questo stato di ottimismo lo vedremo affrontare Apocalisse e riaffacciarsi per guardare dentro i suoi luoghi oscuri. Non voglio raccontare troppo, ma alla fine di questo film Charles si troverà nuovamente in una posizione molto difficile.

Cosa può dirci invece del rapporto con Magneto?
L'amicizia tra Charles e Erik durerà per sempre, secondo me proprio perché costantemente messa alla prova dalle loro idee totalmente differenti. Sono uomini che cambiano molto nel corso degli anni e delle storie, ma c'è qualcosa dentro di loro che gli farà sempre sentire il legame con l'altro, anche quando si tinge di risentimento. Purtroppo con Michael Fassbender non abbiamo molte scene insieme stavolta, molte meno che nei due film precedenti. E' un peccato perché insieme ci divertiamo un mondo.

Se Giorni di un futuro passato mostrava gli X-Men negli anni 70, come questo film invece racconterà il decennio successivo?
Lo spirito e l'estetica di quel decennio è stato inserito nel film più dal cast di attori più giovani, i cui personaggi lo vivono più sulla loro pelle. Gente come Charles, Erik o Raven provengono da una generazione differente, risentono meno del cambiamento di costume. Anche se, devo ammettere, la mia capigliatura nel film sarà mooooolto anni 80.

Dobbiamo aspettarci dunque un X-Men completamente diverso dai precedenti?
Penso che alla fine di X-Men: Giorni di un futuro passato Bryan Singer e Simon Kinberg sapessero già quale doveva essere la prossima mossa e dove volevano condurre i personaggi. Così X-Men: Apocalisse è un sequel che funziona sia come film a se stante che come sviluppo coerente delle storie precedenti.

C'è stata una scena particolarmente difficile da recitare in questo film?
Sì, l’abbiamo girata quasi tutta proprio pochi giorni fa, oggi stiamo facendo le ultime inquadrature Si tratta di quella in cui Charles e altri dei giovani mutanti entrano insieme a lui nel finale del film, perché capiscono quanto in realtà grande sia la minaccia di Apocalisse e dei suoi cavalieri. Riprodurre quello stato di terrore e la necessità di affrontarlo pur sapendo che potrebbe essere mortale non è stato per nulla facile. Anche perché dobbiamo reagire anche ad eventi che accadono in un altro luogo. Ma non posso dire altro…

Guarda il nuovo video: "La storia di Apocalisse":

Guarda il Final trailer italiano di X-Men: Apocalisse

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