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Wonder Woman: la nostra intervista esclusiva alla protagonista Gal Gadot

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Il film incentrato sulla celebre supereroina della DC arriva nei cinema italiani il 1 giugno.

Wonder Woman: la nostra intervista esclusiva alla protagonista Gal Gadot

Siamo a Culver City, in un set organizzato appositamente per le interviste del film Wonder Woman. Gal Gadot arriva all'improvviso, smagliante nel suo completo interamente bianco. Chiede di poter rimanere in piedi durante l'intervista, in quanto non si è ancora completamente rimessa da un problema alla schiena che le causa ancora qualche dolore. Intorno a lei decine di disegni e altri art-form che la rappresentano come Wonder Woman, frutto dell'ammirazione dei fan che l'hanno omaggiata allo scorso Comic Con di San Diego. E' il suo sorriso a dichiarare aperta la chiacchierata con la stampa.

Come si è preparata fisicamente per il ruolo? E le è servita la sua esperienza nell'esercito israeliano?
Ho iniziato l'addestramento fisico cinque o sei mesi prima di iniziare le riprese, con attività molto differenti tra loro. Tanta palestra, molto allenamento con il trainer degli stunt, un sacco di corsa a cavallo. L'esperienza nell'esercito non mi è servita a molto, anche se a quel tempo ero un istruttore di combattimento. Ho avuto il mio secondo bambino due mesi fa, così per rimettermi del tutto in forma e prepararmi per Justice League sto facendo molta cardio, che odio, e per separare i muscoli sollevo un sacco di pesi.

Quando ha girato Batman V Superman già sapeva che tipo di film sarebbe stato Wonder Woman?
Non avevo alcuna idea. Sono state due esperienze completamente diverse, in Batman V Superman ero solo un ospite, il film non riguardava il mio personaggio. In questo lungometraggio abbiamo davvero avuto la possibilità di esplorare il personaggio, capire chi è e cosa l'ha fatta diventare un'eroina. Abbiamo anche stabilito le sue origini.

Era una fan di Wonder Woman prima di accettare il ruolo?
Non sono mai stata e non sono tutt'ora un’appassionata di fumetti, quando sono stata scelta per la parte però mi sono ovviamente documentata leggendo molti comic book. Ci sono così tante versioni e angolazioni di Wonder Woman nei fumetti che alla fine ho preferito adoperare soprattutto la sceneggiatura, l'arco che essa proponeva. Una volta capite quali qualità di Wonder Woman volevamo rappresentare, tutto quello che ho dovuto fare è stato attenermi alle indicazioni dello script.

Quali modelli femminili l'hanno ispirata fino ad oggi?
Non ho mai avuto un modello, qualcuno di cui avevo i poster in camera. Oggi ammiro molto Maya Angelou. Sono sempre stata ispirata da donne che conoscevo, che fosse mia madre o un'amica.

Era importante che questo film fosse diretto da una donna?
È stato magnifico che a dirigerlo sia stata Patty, da sempre una grande appassionata di Wonder Woman. Appena salita a bordo ha avuto subito chiara l'idea di quale eroina voleva portare sul grande schermo. Lavorare con lei è stata un'esperienza unica, è una persona energica e intelligente. Sa come creare un senso d'intimità con gli attori con cui lavora. Patty ha scelto una strada precisa: eliminare tutte le complicazioni e tornare alla semplicità di valori come amore, compassione, uguaglianza e accettazione. Sono cose di cui il mondo in cui viviamo ha disperato bisogno.

Quali sono i momenti del film che ricorda con maggiore o minor piacere?
La cosa che ancora mi procura i brividi è stato il freddo. Girare il film in Inghilterra d'inverno senza indossare troppi vestiti non è stato facile, considerando poi che il piano di lavorazione era molto intenso, in pratica sei mesi di riprese per sei giorni a settimana. Lavorare con persone cariche di energia e positività ha fatto in modo che anche le scene più complicate fossero affrontate con il massimo impegno e lo spirito alto. La scena del ballo sotto la neve tra Diana e Steve è molto dolce, forse la mia preferita da girare. Anche perché un partner come Chris Pine per girare quei momenti rappresenta un valore insostituibile. Quando ho visto il film per la prima volta sono rimasta entusiasta della battaglia sulla spiaggia tra Amazzoni e soldati, è innovativo vedere una simile scena d'azione con donne protagoniste. È stato molto divertente realizzarla anche perché mentre tutte le attrici giravano, avendo molte di noi la famiglia sul set, c'erano molti uomini con il passeggino a badare ai bambini. Era come se il mondo come lo conosciamo si fosse ribaltato.

Reputa Wonder Woman un'icona femminista?
Certo, per me e chiunque altro. Si tratta di un termine frainteso, anche le stesse donne talvolta si sono messe sulla difensiva parlando di femminismo. Ogni donna dovrebbe essere una femminista, se sono qui oggi è anche grazie a quel movimento di emancipazione. Il cuore di questo termine significa libertà di scelta, uguaglianza e libertà, e Wonder Woman rappresenta tutto questo. Essendo cresciuta su un'isola di sole donne non ha mai dato importanza alla differenza tra i sessi, e anche quando viene in contatto con gli uomini nel film li tratta con assoluta parità.

Ha mai conosciuto la Wonder Woman Lynda Carter?
L'ho incontrata per la prima volta alle Nazioni Unite a New York, e fin dal primo instante ho capito perché è diventata una leggenda. E' una donna con una presenza incredibile, piena d'intelligenza e senso dell'umorismo. Non le ho chiesto consigli perché pur interpretando lo stesso personaggio i tempi e il contesto sono talmente differenti che non avrebbe avuto senso. Ma quella volta scherzando simbolicamente mi passò una penna come si fa con il testimone in una staffetta. Un gesto che mi ha colpito moltissimo.

Non ha paura di essere etichettata per sempre come Wonder Woman?
Sono stata scelta per interpretare uno dei ruoli più iconici che un'attrice possa desiderare. Non credo di avere il diritto di preoccuparmi se verrò vista sempre come Wonder Woman. Spero ovviamente di avere la possibilità di diversificare la mia carriera, di mostrare diversi lati di me come attrice. Onestamente però al momento sono solo grata di essere Wonder Woman. Il contatto con i fan sui social media fino ad oggi è stato ottimo, sono molto contenti di quello che hanno visto del film e di me come eroina. Ne sono lusingata.



  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
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