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West Side Story: incontro col giovanissimo ed entusiasta cast del nuovo film di Steven Spielberg

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Nella seconda delle conferenze stampa in programma per il lancio della nuova, attesissima versione di West Side Story di Steven Spielberg targata Disney, erano presenti ben otto attori, tutti entusiasti dell'esperienza. Il film sarà nei cinema italiani dal 23 dicembre.

West Side Story: incontro col giovanissimo ed entusiasta cast del nuovo film di Steven Spielberg

Dopo la conferenza stampa di West Side Story con Steven Spielberg, Tony Kushner e Rita Moreno se n'è svolta un'altra, assai più caotica, con ben 8 dei protagonisti del musical: Rachel Zegler (Maria), Ansel Elgort (Tony), Ariana DeBose (Anita), David Alvarez (Bernardo), Mike Faist (Riff), Josh Andrés Rivera (Chino), Brian D'Arcy James (agente Krupke) e Corey Stoll (Tenente Schrank). Un bailamme di voci e risate, molto poco moderato dalla persona incaricata di farlo che si è spesso lasciata trasportare dall'entusiasmo. Ma nonostante tutto è stato bello sentire l'eccitazione di questo giovane e giovanissimo cast (parte di un ensemble enorme, che comprende i ballerini) nel riprendere una storia senza tempo e raccontarla al pubblico contemporaneo. Tutti, dai debuttanti ai più esperti, hanno parlato di un'esperienza senza precedenti, consapevoli di avere avuto una delle più grandi opportunità della loro vita e della responsabilità di ricreare personaggi rappresentati da molti attori a teatro, ma cristallizzati al cinema dal film di Robert Wise e Jerome Robbins 60 anni fa.

West Side Story: incontro col cast del film

David Alvarez, 27 anni, è stato raggiunto dalla telefonata della casting director dopo molto tempo che lei lo cercava, mentre si trovava in un periodo di lontananza dai palcoscenici in Canada, dov'è nato. Ed è rimasto stupefatto quando lei gli ha detto di averlo cercato perché l'aveva visto, molti anni prima, in Billy Eliot. Sul momento, più che elettrizzato, si è spaventato:

Mi faceva paura perché temevo di non essere all'altezza. George Chakiris, che ha interpretato il mio personaggi nel film del 1961 è stato incredibile, il suo fu un Bernardo perfetto, per cui avevo timore di cimentarmi col ruolo. Ma la cosa incredibile di questo progetto è che Steven, Tony e tutti volevano solo che trovassimo la nostra voce, non volevano che pensassimo ad altri e avessimo dei modelli ma hanno lavorato sulla nostra autostima, sulla fiducia in noi stessi che ci ha permesso di trovare e utilizzare la nostra particolare voce per il personaggio.

Per lo stesso motivo citato da Alvarez, la inevitabilità ma al tempo stesso inutilità del confronto, quasi nessuno ha rivisto il film originale, che conoscevano, ma hanno rispolverato al massimo Romeo e Giulietta, affidandosi per il nuovo West Side Story alle battute di Tony Kushner che ha enfatizzato il sottotesto politico della storia, e soprattutto tenendosi lontani dalle performance degli attori di settant'anni fa. Anche Rachel Zegler, oggi ventenne ma ancora minorenne quando è stata scelta da Spielberg dopo un video mandato da un'amica a sua insaputa, e che ha comunque dovuto sottoporsi a un processo di audizioni durato circa un anno, si è tenuta lontana dall'originale, interpretando la sua Maria, e alla fine, ha concluso:

I paragoni sono inevitabili, ne sono consapevole, ma il film del 1961 ha il suo posto nella storia, è un'opera iconica che tutti apprezzeranno sempre. Nessuno di noi voleva gettare ombra su un film fondamentale, volevamo solo fare il nostro lavoro, mi sono solo chiesta “cosa posso portarci della mia esperienza di vita che prima non c'era?”. Sono la prima latino-americana a interpretare Maria sullo schermo, è una cosa enorme. Posso solo sperare che ovunque si trovi adesso Natalie Wood nell'universo sia fiera di quello che ho fatto e del modo in cui ho potuto interpretare quello che lei ha fatto benissimo la prima volta.

Ansel Elgort è il nome più noto del cast, in cui sembra quasi un veterano. L'attore ventisettenne che ha debuttato in Carrie - Lo Sguardo di Satana, è stato protagonista dello strappalacrime Colpa delle stelle e più di recente ha mostrato le sue doti in Baby Driver, interpreta il ruolo di Tony, innamorato di Maria, che fu nel 1961 di Richard Beymer. Rispetto agli altri lui è arrivato sul set con un “leggero” svantaggio, quello di non saper ballare:

Sono felice per i complimenti per la mia performance ma devo condividerli con un sacco di persone fantastiche perché le prove sono iniziate mesi prima e quando sono arrivato non ero sicuramente il ballerino più abile, anzi, ero il più scarso. Ma tutti questi magnifici ballerini mi hanno supportato, Sean Harrison Jones mi ha aiutato a imparare i passi, ringrazio Craig Austen e tutto il team di Justin Peck, un intero gruppo di persone che si sono impegnate per farmi migliorare.

Nel film del 1961, ricordiamo, furono scelti attori bianchi, opportunamente truccati, per interpretare la gang degli Sharks portoricani, con l'eccezione di Rita Moreno (George Chakiris era di origine greca e ovviamente Natalie Wood americana). Nella versione di Spielberg perfino gli oltre 40 ballerini del “coro” sono latino-americani, un inno all'inclusività su cui la moderatrice (portoricana di origine) è tornata più e più volte. Ma il compito forse più difficile di tutti è toccato a Ariana De Bose, trentenne afro-americana del North Carolina, attrice di musical (Hamilton) subentrata alla prima Anita a teatro e al cinema, appunto la leggendaria Rita Moreno:

La mia risposta a questa domanda, cosa provo nel subentrare a Rita Moreno, cambierà sicuramente a seconda del momento in cui mi trovo, ma quando mi hanno chiesto di fare il provino hanno dovuto letteralmente spingermi nella stanza. Ero convinta che non avrei ottenuto quel ruolo anche per l'aspetto, che non mi somiglia fisicamente, e sono rimasta davvero stupita che Steven e Tony fossero aperti a parlarne perché una cosa che ho detto è “se non vogliamo parlare del fatto che sono una donna di colore e questo influirà sulla mia performance, vuol dire che non sono la persona adatta per voi”. E poi quando ho ottenuto il ruolo ho pensato “bene, ho il mio punto di vista, so cosa voglio fare e mi sento pronta, andrà bene”. E poi ho incontrato Rita Moreno e mi sono detta “ma che mi passa per la testa? È un'idea terribile!”. Ho cercato quindi di non pensare che lei aveva vinto un Oscar per il ruolo, perché se lasci che questo influenzi la tua performance il fallimento è dietro l'angolo, imiti quello che ha fatto un'altra persona e io non volevo fare questo ma concentrarmi su quello che potevo fare con questa versione del personaggio.

.Al suo esordio assoluto Josh Andrés Rivera, che interpreta Chino, il previsto fidanzato di Maria, e nel suo profilo Instagram si definisce “attore e bambino gigante”, è ancora incredulo di fronte alla possibilità che gli è stata offerta:

Questo è il mio primo film e ho avuto la possibilità di lavorare con Steven Spielberg, in un'opera in cui c'è una rappresentazione dei portoricani che fa parte della mia eredità culturale, perciò per me questo film rappresenta tante cose. Tony Kushner ha arricchito il mio personaggio e mi ha dato molto su cui lavorare. Poter rappresentare tutto questo e rendere orgogliosa la mia famiglia è una cosa incredibile per me.

Mike Faist, 29 anni, è la star del musical di Broadway Dear Evan Hansen e in West Side Story interpreta Riff, il miglior amico di Tony, che lo trascina di nuovo all'interno di un mondo da cui il ragazzo spera di essere uscito per sempre. Così parla delle motivazioni del suo personaggio e del rapporto con i Jets:

Bisogna capire cosa lo motiva, che è ovviamente la paura e capire da dove questa provenga. Sotto a tutto questo poi c'è dell'amore e il background di questi ragazzi che non hanno una famiglia come i rivali che cercano di ricreare dei legami in un'altra città. Tutto quello che hanno i Jets è questa tossicità nei loro rapporti che deriva dalle loro situazioni familiari, una cosa malsana che però è l'unica che hanno e a cui si aggrappano. La città sta cambiando davanti agli occhi di tutti ma loro sono incapaci o riluttanti di lasciar perdere e accettare il cambiamento a causa di questa paura che è al tempo stesso amore. È bizzarro, complicato e complesso.

All'incontro erano presenti anche due attori adulti, il notissimo Corey Stoll, che interpreta il tenente Schrank, e Brian D'Arcy James, che è il vituperato agente Krupke, a cui i ragazzi dedicano una canzone satirica. Entrambi hanno tenuto a sottolineare di avere una parte marginale in West Side Story, ma che è stata comunque un'esperienza indimenticabile:

Corey Stoll: Dal mio punto di vista sono più che altro un outsider, sono quello che ha passato meno giorni sul set di chiunque altro, sono passati mesi prima che arrivassi e mi sento per questo come la persona più vicina al pubblico. Non mi sono mai trovato su un set del genere. Forse perché vengo dal Downtown Theatre dove la gente è molto accigliata e seria, non ho mai fatto un musical e ho scoperto che è divertentissimo, un'esperienza inedita per me. Vedere tutti questi ragazzi giovani e Spielberg, che è la definizione stessa di esperienza, che condividono lo stesso entusiasmo è stata la cosa più elettrizzante per me, mai stato su un set del genere. Brian D'Arcy James: Mi sono sentito allo stesso modo nei 25 giorni che abbiamo girato Dance at the Gym mentre osservato tutta quella gamma di abilità e talento, entusiasmo, gioia e vivacità. Mi viene sempre da ridere quando ripenso che dopo ogni ciak una folla di 40 ballerini correva verso il monitor a guardare la scena appena finita per poi erompere in grida di giubilo. Per me questa è la forza di questo film, lo spirito di questo film è che tutti erano così innamorati del fatto di poterlo fare e così innamorati l'uno dell'altro che non puoi non apprezzarlo, è una cosa molto rara e come diceva Corey farne parte e vederlo è stato davvero speciale.

Appuntamento dunque al cinema con questa nuova, speciale versione di West Side Story, dal 23 dicembre, ma del film torneremo sicuramente a parlarvi.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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