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Warcraft: parla Re Llane Wynn - intervista esclusiva a Dominic Cooper

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L'attore ci parla del film di Duncan Jones in uscita nei cinema italiani il 2 giugno prossimo.

Warcraft: parla Re Llane Wynn - intervista esclusiva a Dominic Cooper

Il ruolo di re Llane Wynn in Warcraft - L'inizio, atteso colossal fantasy diretto da Duncan Jones potrebbe significare per Dominic Cooper il passaggio da caratterista a attore di prima importanza. Segnalatosi fino ad oggi per ruoli di supporto dove ha comunque mostrato il suo talento - vale la pena segnalare almeno An Education e La leggenda del cacciatore di vampiri - il trentasettenne londinese abbina alla megaproduzione di Duncan Jones anche la parte di protagonista in Preacher, la serie TV prodotta da AMC e adattata dal comico book di culto. Noi però lo abbiamo incontrato per parlare di Warcraft, uno dei blockbuster più attesi dell'estate cinematografica.

La prima domanda è scontata: ci si diverte a fare la parte di chi comanda?
Molto, è stato un po' come tornare bambino, quando mi vestivo con mantello, corona e spada e fingevo di comandare i miei sudditi. Devo ammettere che all'inizio quando indossi il costume ti senti un po' a disagio, invece una volta superato l'impatto aiuta moltissimo perché dovendo convincere il pubblico a crederti prima di tutto devi riuscirci con te stesso. Dal momento poi che ci siamo allenati per mesi per le scene d'azione, indossando i costumi anche durante le prove, alla fine è risultato del tutto naturale al momento delle riprese.

Che personaggio è re Llane Wynn?
E' un brav'uomo in una posizione molto difficile. Ha molto a cuore il suo popolo, che viene da un lungo periodo di pace e a all'improvviso si trova una gente estranea alle porte del suo territorio. La sua scelta iniziale è fidarsi delle persone che lo circondano perché alcune di essere hanno già vissuto questa difficoltà. Non sa che direzione percorrere ma non rimane fermo ad aspettare, è abituato a prendere decisioni ma vuole farlo con cautela sapendo che qualsiasi cosa sceglierà avrà delle conseguenze sulla sua gente. Anche nella sua forza e saggezza è un uomo torturato da questo dilemma. I sudditi si fidano di lui, gli rimangono accanto perché capiscono che agisce sempre con onestà, anche negli errori. Sì, sbaglia alcuni giudizi e qualche volta prende decisioni che si rivelano errate, ma non ha alternative.

C'è stato una spetto della lavorazione che l'ha messa in particolare difficoltà?
La cosa più complicata all'inizio era ricordare dove fossero posizionate tutte le macchine da presa, i movimenti coreografici dovevano essere coordinati al meglio per evitare che si notasse se gli attori o le comparse mostravano qualche difficoltà fisica nel combattimento. Girare per ore con indosso tutto quel materiale era stremante, inevitabilmente si sudava moltissimo. Nel momento in cui inizi a perdere le forze le tue azioni risultano finte. Siamo stati comunque tutti entusiasti di poter girare le nostre scene da soli, è frustrante avere una controfigura che lavora per te se non riesci a fare determinate cose. Per fortuna avevamo un gruppo di coordinatori degli stuntman favoloso, che non solo ci ha allenato ma ci ha insegnato anche a muoverci al meglio nelle scene di battaglia. Ovviamente poi c'è il motion capture: non nascondo che qualche volta è stato difficile combattere con persone vestite con in pigiama, devi davvero comprendere che tipo di personaggi stanno interpretando in quel momento, chi sono.

C'è una scena che ricorda con più emozione delle altre?
Quella dell'imboscata: Wynn e il suo gruppo stringono un'alleanza per cercare di salvare il regno ma si accorgono ben presto che sono stati raggirati di proposito. II Re si trova in una posizione molto pericolosa. E' anche il momento in cui tutti si rendono conto che Garona, il personaggio interpretato da Paula Patton, è in realtà loro alleata invece che nemica. E' pronta a combattere per difendere Wynn anche se appartiene a un'altra razza e proviene da altre tre. E' un momento che ha un impatto fortissimo sulla mente del sovrano.

Come si mantiene la concentrazione sul personaggio quando si gira per mesi su set così diversi, spesso ricreati al computer?
Il segreto è la disciplina. In film come questo la lavorazione è stata molto spezzettata, si aveva a che fare con enormi sfide a livello tecnico, recitavamo con persone mascherate o che indossavano tute grigie che sembrano appunto pigiami. Conviene essere sempre aggiornato sulle modalità della lavorazione, è essenziale per non perdere il contatto con ciò che stai facendo. Si tratta di periodi molto lunghi di tempo, è facile distrarsi o smarrire la propria vocazione, spesso devi relazionarti con aspetti del fare cinema molto differenti tra loro, e non tutti possono risultare subito comprensibili o facili da approcciare.

Cosa l'ha convinta ad entrare nel cast di Warcraft - L'inizio?
La bellezza della sceneggiatura che ha trasformato il gioco in una partita a scacchi tra le diverse fazioni. Si deve capire con quale allearsi per poter salvare la propria. Llane Wrynn è disposto a sacrificare la sua posizione di re per salvare il suo popolo, al fine di riparare agli errori che può aver commesso nel valutare i suoi alleati. Non ho mai giocato a Warcraft ma ho molti amici che lo fanno e grazie alla loro esperienza ho capito che universo stavamo creando. Mi sento onorato a portare sul grande schermo un progetto che sta a cuore a così tante persone in giro per il mondo. Poi volevo assolutamente lavorare con Duncan Jones: quando ho saputo che Warcraft sarebbe stato diretto da lui ho studiato a fondo Moon e mi sono lasciato ipnotizzare dal lavoro magnifico che aveva fatto con un budget così piccolo.

Le sue aspettative su Duncan Jones sono state ripagate?
Totalmente. La prima volta che l'ho incontrato mi ha spiegato chiaramente quale sarebbe stato il suo approccio a un progetto di dimensioni così vaste, ho compreso subito che aveva le idee chiarissime su ciò che voleva realizzare, così mi sono messo completamente nelle sue mani. Sul set ho subito realizzato che Duncan viveva di cinema fantasy, era il suo ambiente naturale. Quello che vuoi quando ti immergi in una produzione del genere è avere qualcuno che ti faccia sentire con le spalle coperte riguardo ogni aspetto, e lui ha fatto esattamente questo. Allo stesso tempo è stato sempre pronto ad ascoltare i consigli e le idee altrui. Molte scene che abbiamo girato sono state cambiate al volo perché gli è stato esposto una altro punto di vista riguardo le azioni di un personaggio e l'ha abbracciato immediatamente ritenendo fosse valido.

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