Interviste Cinema

W Zappatore: una commedia black metal sul litorale leccese

Sandra Milo e il regista Massimiliano Verdesca presentano W Zappatore

W Zappatore: una commedia black metal sul litorale leccese

Appena sbarcato a Fiumicino, dopo la presentazione del film a Pechino, Massimiliano Verdesca ha finalmente potuto introdurre anche al pubblico italiano la sua opera prima, la straniata e divertente commedia metal W Zappatore : realizzata due anni e mezzo fa, premiata come miglior film e per la migliore attrice al Brooklyn Film Festival per il cinema indipendente e uscita in dvd in America, da venerdì 15 marzo sarà distribuita nelle sale del Circuito di Distribuzione Indipendente e dalla settimana successiva on demand su Own Air.

Ad accompagnare il regista c'è anche Sandra Milo, inarrestabile ed entusiasta come sempre, che l'11 marzo compie 80 anni e nel film canta e balla a ritmo di metal come una scatenata ragazzina.
Verdesca, che attorno al personaggio del chitarrista leccese Marcello Zappatore ha costruito uno speciale per MTV, un corto e adesso questo film, risponde così a una domanda sui suoi modelli:
“L'ispirazione fondamentale mi viene dai film dei Leningrad Cowboys di Aki Kaurismaki. E' un vero peccato che i fratelli Kaurismaki non facciano più quel festival in Lapponia che durava una settimana, tra birra e musica. Gli abbiamo anche spedito il film ma non so se l'ha visto. Poi c'è il Jared Hess di Napoleon Dynamite e Wes Anderson, ma Kaurismaki per questo film è il riferimento principale. E non ho pensato a Brecht, come qualcuno mi ha detto, per il tipo di recitazione. Non sono arrivato tanto in alto”.

Verdesca racconta com'è nato anche produttivamente questo film insolito e spiega come ha scelto Sandra Milo per il ruolo della nonna del protagonista:
“Per questa parte si sono presentate ai provini anche altre attrici della sua età, ma quando è arrivata lei si è subito inserita, e ha cominciato a prendere in giro Marcello, che è uno che sta sempre zitto, come nel film, e io ho capito che era perfetta per il ruolo. In realtà lei non ha 80 anni, ne ha 20, ha un'incredibile ricchezza umana, è diventata una di famiglia. Quanto agli altri protagonisti, sono tutti autentici. Ilario, il cattivissimo capo della band metal satanista, è in realtà un pezzo di pane, tanto che Monica Nappo, l'attrice che doveva avere paura di lui nel film, si chiedeva come fare. Lui a 40 anni suona ancora in un gruppo metal e io lo considero il mio Machete. Ho pensato a lui come protagonista del mio prossimo film (che purtroppo non farò mai, perché è un film di zombi costosissimo). E poi c'è Guia Jelo, che è attrice di teatro, ed è arrivata sul set portando le preghiere e le invocazioni religiose che dice come madre di Zappatore: è davvero così estrema. In effetti abbiamo proceduto in modo molto anomalo. Partiti dal soggetto, abbiamo scelto prima il cast e in circa 20 giorni abbiamo scritto la sceneggiatura, due mesi prima di iniziare a girare. Non rinnego niente di questo film, sicuramente ci sono ingenuità e debolezze, ma mi rappresenta. Avevo voglia di fare qualcosa di diverso: sono uno che a scuola preferiva un 6 e mezzo pur di fare il tema che voleva, a un 8 ottenuto scrivendo quello che i professori si aspettavano”.

Sandra Milo racconta così il suo coinvolgimento nel film:
“Me l'aveva segnalato il mio agente, sono andata al provino, e sono rimasta colpita dalla bellezza di Massimiliano, dalla sua spiritualità. Ho sperato che lui scegliesse me, anche se c'erano molte attrici che ambivano a questo ruolo. Ho conosciuto una Puglia che non immaginavo, con gente che non conoscevo, che è davvero come si vede. Per me Verdesca con questo film ha colto i sogni delle persone e il fatto che possono cambiarti la vita, anche se per poco tempo.

Il cinema di una volta osava, oggi nessuno girerebbe un film come Miracolo a Milano . Ecco, per me questo regista ha, come quelli di una volta, un modo diverso di vedere il mondo. Certo può piacere o meno, ma se ti fai prendere dal gioco è come una favola, un altro mondo. Spero che mi chiami anche per il suo prossimo film, anche per una parte piccolissima”.

Inevitabile infine, con un'attrice vissuta come Sandra Milo, chiederle cosa ha trovato o messo di suo nel personaggio della nonna:
“Un po' mi somiglia, un personaggio finisce sempre per assomigliare all'attore che lo interpreta. Probabilmente mi assomiglia nei sogni, nel fatto di aver preso tante botte ma essersi sempre rialzata, di non essersi mai fatta intimorire dalle difficoltà”.
 




 



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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