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Vin Diesel e Paul Walker raccontano Fast & Furious 5

Il tour promozionale del quinto Fast & Furious fa tappa in Italia. Presenti nello spirito, ma soprattutto nel fisico, le due action star della saga Vin Diesel e Paul Walker accompagnate dal collega Tyrese Gibson.

Vin Diesel e Paul Walker raccontano Fast & Furious 5

Vin Diesel, Paul Walker e Tyrese Gibson raccontano Fast & Furious 5

 Il tour promozionale del quinto Fast & Furious fa tappa in Italia. Presenti nello spirito, ma soprattutto nel fisico, le due action star della saga Vin Diesel e Paul Walker accompagnate dal collega Tyrese Gibson. Diesel è in ritardo, la conferenza stampa inizia senza di lui.

“I fan di della saga di Fast & Furious mi hanno sempre fermato per strada per chiedermi le stesse cose”, esordisce Paul Walker. “Perché nel secondo film c'è Vin? Perché nel terzo non ci sei tu? Perché nel quarto non c'è Tyrese? Sono contento ora che queste domande non mi verranno più poste”. Fast & Furious 5 riunisce infatti tutti i componenti dei precedenti film.

Tyrese Gibson era al fianco di Walker nel secondo episodio. “Ci siamo divertiti come mai prima su questo film. Sono onorato di averne fatto parte, e so che abbiamo fatto un ottimo lavoro. I fan volevano un altro film. Ci siamo fatti molte domande, come farlo meglio? Per esempio, mettendo  facendo fare a me una scena dove Paul salta fuori da un camion che avrei voluto fare io, ma Justin (Lin, il regista) non mi ha chiamato”. Una finta amarezza che fa ridere entrambi, prima che Walker lo elogi per la sua autobiografia uscita da poco negli Stati Uniti “How to Get Out On Your Own Way” diventata best seller.

Walker continua spiegando che uno dei punti forza della serie è l'identificazione dei personaggi con una vasta origine culturale e razziale del pubblico. “Ognuno di noi ha una faccia riconoscibile. Io sono l'americano classico con occhi azzurri e capelli biondi” e qui lo interrompe Gibson  ammiccando, “io invece sono il sexy black”. Risate. “Extra crispy”. Altre risate.

Siamo a dieci minuti dall'inizio quando subentra Vin Diesel in camicia biancia che mette in risalto i muscoli a chi li ha. Senza dubbio per un ritardo implicabile a generici imprevisti. Qualcuno mormora che stesse seguendo in TV l'ingresso in chiesa di William e Kate,  ma nessuno ci crede veramente. Intanto, imprevisti o altro, da vero leader come il suo personaggio Dom Toretto, star di peso e produttore esecutivo del film, guadagna un applauso solo per sé.

Buongiorno (in italiano) è il saluto che rivolge a tutti con un grande sorriso che raramente capita di  scorgere nei suoi film. “Abbiamo girato il mondo per promuovere questo film e finalmente siamo qui. Tutte le strade portano a Roma, il posto migliore per fare interviste. Fate le domande migliori, forse in generale o forse per me, siete veri supporter, molto generosi. Fast 4 ha fatto faville al box office rompendo i record della Universal e così ora abbiamo tutto il cast”.  Si sa che il sesto film è in preparazione e a tal proposito Diesel sottolinea che “la seconda parte della trilogia è più leggera, i personaggi devono sorridere di più”.

Ad una domanda che chiede un aggiornamento sul film di Annibale che da tempo Diesel vuole realizzare, l'attore risponde così: “Volete risvegliare l'animale?” (forse dice “Hannibal” anziché “animal” ed è curioso che le due parole evochino la stessa immagine). “Siete sicuri di volerlo fare durante la conferenza stampa di questo fantastico Fast & Furious 5? Nessuno voleva venire a Roma 2000 anni fa. Oggi, guardatevi, facce sorridenti, gente felice. Perché non era così 2000 anni fa?”. È un ottimo modo di glissare sulla questione e nessuno s'azzarda a controbattere, non solo per rispetto nei confronti di un attore famoso in promozione per un altro film. Quando parla, Vin Diesel lo fa con la sua voce cavernosa, molto lentamente tanto da far pensare che un corso d'inglese con lui sarebbe una passeggiata, e con uno sguardo intriso d'adrenalina. Sarà il jet lag, ma d'istinto viene da abbassare gli occhi se puntati dai suoi.

“Ho lottato per diventare un produttore e non lo faccio per aver guadagnato fama come attore”, prosegue Diesel con un discorso che gli fa onore. “Sono produttore per alzare lo standard dei miei film. Quando la Universal mi ha proposto di fare un cameo in Fast 3, in cambio mi ha offerto la produzione di Fast 4. Io ho risposto ok, però mi date la produzione dei prossimi 3 film”, quando nessuno pensava ad una seconda trilogia. “A Hollywood non rispettano il pubblico quando hanno in mano un franchise. Dimenticano la domanda 'cosa succede ora?' quando producono un sequel. Riuscire a cominciare questo quinto film da dove era terminato il quarto è stata la mia grande vittoria da produttore. Ho rispettato il pubblico”.

Auto truccate, gare illegali, acrobazie sono le virtù del film ad alto rischio emulazione da parte dei fan. Su questo argomento Paul Walker chiude degnamente l'incontro. “Sono cresciuto nella San Fernando Valley dove le gare in auto si facevano e al liceo andavo a vederle. Quando abbiamo fatto il film ero contento di portare una mia passione sullo schermo, ciò che avevo condiviso con i miei amici. Ma il successo di Fast & Furious ha il merito di aver fermato le corse in auto illegali, perché gli ha portato una grande attenzione da parte dei media. E soprattutto della polizia”.

 

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