Interviste Cinema

Vieni a vivere a Napoli: parlano i registi del film a episodi su Napoli che ha appassionato il BIF&ST

297

Guido Lombardi, Francesco Prisco ed Edoardo De Angelis alle prese con tre storie di integrazione.

Vieni a vivere a Napoli: parlano i registi del film a episodi su Napoli che ha appassionato il BIF&ST

Una Napoli multietnica e lontana da ritrattini oleografici antiquati o da scenette da teatro filmato è protagonista del secondo film italiano presentato al Bari International Film Festival nell’ambito della sezione Anteprime Internazionali: Vieni a vivere a Napoli. Diviso in tre parti e realizzato da Guido Lombardi, Francesco Prisco e da quell’Edoardo De Angelis di cui aspettiamo con trepidazione la storia di gemelle siamesi Indivisibili, rende omaggio al capoluogo partenopeo, che accoglie tutti come una madre amorevole. Nello stesso tempo, però, è anche un’ammissione, se non di colpevolezza, comunque di consapevolezza, e la realtà di cui i registi sono coscienti è che per vivere nella città che tanto amano ci vuole lo stomaco giusto.

Vieni a vivere a Napoli comincia con l’episodio "Nino e Yoyo", nel quale un portiere sfaticato deve fare da baby-sitter a un silenzioso bambino cinese. Inizialmente diffidente, l’uomo troverà nel ragazzino un valido aiutante, anzi un sostituto che si occuperà di noiose faccende come consegnare la posta e potare le siepi. A interpretare l’adulto del duetto è un favoloso Gianfelice Imparato, che durante la conferenza stampa presso il Teatro Margherita ha spiegato di aver apprezzato il tono del segmento di film: "Ho molto amato questo ruolo, che mi ha permesso di esprimere l’essenza della comicità, che secondo me nasce dal cinismo e dalla contemplazione delle miserie umane. Vieni a vivere a Napoli è stata una bella operazione, perché ha ricreato a Napoli quello che avveniva un tempo nella Roma dei maestri Scola e Monicelli, dove c’era una bella sinergia fra registi, attori direttori della fotografia. Le idee nascevano insieme e poi ognuno ne prendeva un pezzo e s’inventava qualcosa. Non poteva che essere ambientato a Napoli questo film che parla di integrazione. Napoli per me è il laboratorio sociologico in cui avvengono, nel bene e nel male, le cose che poi accadono nel resto del paese. Napoli ha una grande qualità: la capacità di accogliere, di far convivere serenamente le più diverse etnie".

Il regista Guido Lombardi parla invece della genesi dell’episodio: "L’ispirazione è nata da una mia idiosincrasia per i cinesi, non li capisco, non riesco a rapportarmi a loro, e questa è una cosa che mi ha sempre stupito. Il mio razzismo mi meravigliava, così, con lo sceneggiatore Marco Gianreda abbiamo pensato di mettere in scena questa difficoltà  a capire un popolo tanto importante mettendo a fuoco una qualità che lo distingue: la voglia di lavorare. Questa caratteristica è opposta a ciò che si dice normalmente dei napoletani: che sono degli scansafatiche: ecco com’è nato il personaggio di Gianfelice".

Il secondo episodio, "Luba", segue invece la disgraziata vicenda di un’ex star televisiva ucraina assunta come badante di un signore anziano rompiscatole e licenziata dopo uno scambio di pillole. La macchina da presa di Francesco Prisco la segue in una notte un po’ allucinante, mentre, armata di valigia rosa shocking, cerca aiuto in discoteca vestita da principessa e si ritrova in una situazione pericolosa in un albergo a ore.

"La mia storia è ispirata a un fatto reale"- racconta il regista - "perché mio padre è assistito da una badante ucraina. Per me Napoli è una città che ti accetta e alla fine ti si affeziona, ma non è poi così accogliente. Il personaggio di Antonio Casagrande si rifà a mio padre, che però è ancora più violento e intollerante.

Chiude Vieni a vivere a Napoli, "Magnifco Shock", che è contemporaneamente la storia di un incontro e la cronaca di una giornata frenetica, frustrante e malinconica di una cantante neomelodica di scarso successo. Incalzata da un manager senza scrupoli, la ragazza attraversa matrimoni cafoni e studi radiofonici in cui si respira un’aria ostile. A bordo della limousine in cui viaggia salirà un giovane barista cingalese determinato a essere pagato per torta e caffè che in qualche modo stempererà la tensione che c’è nell’aria. De Angelis si concentra sul rapporto fra i due giovani personaggi, filmando la malinconia di un sogno che fatica a realizzarsi, la miseria di certo sottobosco dello spettacolo e, last but not least, un Massimiliano Gallo sempre più bravo.

"Edoardo era affascinato dal mondo dei cingalesi" - dice lo sceneggiatore Marco Gianreda, prendendo il posto del regista, ripartito da Bari prima dell’incontro stampa. "Ciò che accomuna i personaggi 'stranieri' delle nostre storie è che in qualche modo sono chiamati a esprimere un’abilità che permetta loro di acquisire un’identità e di aiutare gli altri. Amila, che combina solo guai, distrugge la torta, alla fine trova il modo di far cantare non in playback la ragazza.

Vieni a vivere a Napoli è prodotto da Andrea e Alessandro Cannavale. Il secondo era a Bari e ha spiegato: "Questo è un progetto a cui abbiamo pensato due anni fa, io sono nato come regista di cortometraggi, non avevo molti soldi, mi sono detto: faccio tre corti, li metto insieme e faccio un film. La tradizione cinematografica italiana è piena di film a episodi, perché non farne uno oggi? Francesco, Guido ed Edoardo sono fra i registi più interessanti che abbiamo a Napoli, con gran fatica li ho messi insieme, perché hanno tutti un bel caratterino, e questo è il risultato.

Il film di Prisco, De Angelis e Lombardi non ha ancora un distributore italiano. La nostra speranza è che ne trovi presto uno.

Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming