Interviste Cinema

Venuto al mondo: parlano Sergio Castellitto, Penelope Cruz e Margaret Mazzantini

Passione, amore e dedizione: ecco cosa hanno raccontato di aver provato, durante la lavorazione del film, coloro che hanno reso possibile Venuto al mondo.

Venuto al mondo: parlano Sergio Castellitto, Penelope Cruz e Margaret Mazzantini

A otto anni di distanza da Non ti muovere, Sergio Castellitto torna ad attingere dall’immaginario di sua moglie Margaret Mazantini per raccontare, in forma di melodramma, un’altra grande storia d’amore: la passione, sullo sfondo della guerra in Bosnia, fra Gemma e Diego, separati da una maternità che non arriva.
Distribuito da Medusa in 350 copie e ambizioso nel budget e nella messa in scena, Venuto al mondo è stato, per tutti coloro che lo hanno vissuto, un’esperienza ad alto tasso emozionale, come ha sottolineato lo stesso Castellitto in occasione della presentazione alla stampa: “Venuto al mondo è stata un’avventura umana in cui ognuno di noi ha messo qualche particella del proprio vissuto, delle proprie esperienze. Ho vissuto da vicino il romanzo di mia moglie, l’ho accompagnata a Sarajevo quando il libro non era che un abbozzo di una storia d’amore. All’epoca Margaret era incinta di Pietro e guardava al futuro. Dall’altra parte c’era Gad Lerner che ci diceva: ‘qui a Sarajevo non c’è futuro’. Ho visto Sarajevo e l’ho trovata una città fuori sinc, dove vittime e carnefici camminavano fianco a fianco. Con quello spettacolo in mente, quando ho iniziato a pensare a questo film, ho voluto raccontare esattamente l’opposto, e cioè l’amore”.

La lunghezza del romanzo di Margaret Mazzantini (circa 600 pagine), ha imposto a Sergio Castellitto di eliminare per forza qualcosa. I tagli, però, non hanno infastidito la scrittrice, che ama fidarsi e affidarsi al marito: “In genere gli scrittori non sono mai contenti delle riduzioni, ma Sergio è il mio primo lettore. Siccome quando scrivo è come se navigassi nell’ignoto, ho bisogno che lui mi dica cosa ho fatto, cosa ho scritto. Lui ha lavorato con grande passione e determinazione alla sceneggiatura. Abbiamo mantenuto l’ossatura del romanzo. Devo ammettere, che, rispetto a Non ti muovere, sono stata molto più coinvolta nella preparazione e lavorazione del film. C’era una guerra da ricostruire, io sono una persona molto attenta ai dettagli, e ho aiutato con i costumi”.

Anche se Margaret Mazzantini stima moltissimo Penelope Cruz, per Gemma aveva immaginato un’attrice con una fisicità diversa: “Nella mia mente Gemma non assomigliava a Penelope, ma quando Penelope è arrivata sul set, era da poco diventata mamma e quel suo seno prosperoso contrastava magnificamente con la sterilità del personaggio. Penelope ha dato profondità e carnalità a Gemma e credo che questa sia una delle sue migliori interpretazioni”.

Com’era accaduto per Non ti muovere, è stata proprio Penelope Cruz a chiedere alla coppia Castellitto-Mazzantini di poter essere la protagonista dell’adattamento di Venuto al mondo: “Mi capita raramente di essere folgorata da una storia e ossessionata da un personaggio. Venuto al mondo mi ha coinvolto proprio come Non ti muovere e ho capito la voglia di maternità di Gemma ancora prima di diventare io stessa mamma. Credo che qualsiasi donna possa comprenderlo, perché ha davvero a che fare con il femminile”.

Gemma, che sacrifica tutto per il desiderio di un figlio e che rovina la sua splendida storia d’amore, è molto diversa dagli altri ruoli interpretati da Penelope Cruz, che tuttavia non crede sia necessario amare per forza un personaggio: “Quello di Gemma non è un ruolo politicamente corretto, ma questo non ha mai costituito un problema per me. Per me era importante capire Gemma, comprendere la sua psicologia. Gemma non è una di quelle donne che da bambine cullavano le bambole. Per lei l’ossessione di diventare mamma arriva insieme a Diego. Vuole legarlo a sé tramite un figlio e lo spiega benissimo quando dice a una psicologa: ‘voglio un lucchetto di carne’. Gemma ha tanti colori, non ha paura di essere antipatica, a volte è perfino autodistruttiva. Per tutte queste ragioni mi è piaciuto interpretarla”.

E’ stata proprio la presenza di Penelope Cruz, affiancata da uno straordinario Emile Hirsch, a permettere a Sergio Castellitto di muoversi con disinvoltura nel territorio del melò. “Il melò l’ho scelto perché volevo semplicemente raccontare cose che mi emozionavano. L’emozione è la parte più luminosa e pericolosa di ognuno di noi. Il cinema deve restituire le emozioni, se vuole far presa sul pubblico, e ci riesce parlando dei grandi archetipi: la vita, la morte, l’amore, i figli. Stilisticamente tutto questo si è tradotto in una forte messa in scena, in una forte teatralità. Non ho girato scene di raccordo. Ogni scena doveva essere altamente significativa per lo sviluppo della storia. Credo di aver parlato all’intelligenza degli spettatori. Mi piacerebbe che, dopo aver visto Venuto al mondo, ogni persona si portasse dietro qualcosa del film”.

Putroppo, alla conferenza stampa di Venuto al mondo non era presente Emile Hirsch. A commentare il suo lavoro è stata Margaret Mazzantini: “Emile è un attore eccezionale, è stato classico nella sua recitazione e ha saputo trasformare Diego in un eroe romantico. E’ un artista generoso, e gli artisti devono essere generosi, perché quando hai un dono, lo devi condividere con gli altri”.

Venuto al mondo, che è interpretato anche da Pietro Castellitto e Luca De Filippo, è un film dedicato alle donne: a quelle di tutto il mondo, che spesso subiscono violenza e discriminazione, e a quelle bosniache, che hanno ricostruito la pace. E’ con questo piccolo segreto che Sergio Castellitto ha salutato i giornalisti, pronto per la grande prova dell’uscita in sala.




  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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