Interviste Cinema

Vallanzasca a Venezia. Gli angeli del male pronti alle polemiche

Certamente Michele Placido al Lido va preparato: le polemiche che accompagnano il suo film, ancora prima di vederlo realizzato, un po' le ha sentite nell'aria, a qualcuna ha già risposto, un po' ci ha pensato lui a metterle sul tavolo. Vallanzasca - Gli angeli del male sarà a Venezia, ma fuori concorso, parla di angeli, ma del male. Ne...

Vallanzasca a Venezia. Gli angeli del male pronti alle polemiche

Vallanzasca a Venezia. "Gli angeli del male" pronti anche alle polemiche

Certamente Michele Placido al Lido va preparato: le polemiche che accompagnano il suo film, ancora prima di vederlo realizzato, un po' le ha sentite nell'aria, a qualcuna ha già risposto, un po' ci ha pensato lui a metterle sul tavolo. Vallanzasca - Gli angeli del male sarà a Venezia, ma fuori concorso, parla di angeli, ma del male. Nessun giudizio e nessuno sconto, nessuna giustificazione ma nemmeno un accanimento preventivo sul progetto.

Placido vorrebbe che il film fosse visto senza preconcetti per quel che è la sua vera anima, ovvero "lo studio di una mente criminale". A Lipari in occasione della convention della Fox, la stampa ha avuto una piccola anticipazione, 12 minuti in cui la spettacolarità dell'azione, auto, abiti e locali anni '70, nel cupo della Milano criminale, hanno richiamato il cupo della Roma criminale, ma il regista pugliese in conferenza stampa dice "questo film è meno seducente di Romanzo, è ancor più duro e umano". La difficoltà di raccontare un pezzo della nostra storia in un paese tanto diviso e scioccamente perbenista ha reso necessaria la tenacia della produttrice Elide Melli. Rifiutato da Rai e Medusa, Vallanzasca alla fine si è fatto, coprodotto da Fox e Cosmo Production con un investimento di circa 7 milioni di euro.

Vallanzasca, il bandito che seminò terrore a Milano "non può suscitare simpatia, le azioni efferate di cui si è macchiato rimangono, come rimane l'onesta del mio progetto", dice Placido. Un lavoro accorto, di dedizione e analisi psicologica, quello alla base del film che "è stato voluto fortemente da Kim Rossi Stuart. Proprio lui con la sua energia e decisione mi ha convinto a realizzarlo e sempre lui infatti è autore con me dell'ultima stesura della sceneggiatura". Kim, il "bel Renè", è stato assorbito totalmente dal personaggio, ne ha studiato comportamenti, vicende, modi di essere, tic "ha fatto un lavoro magistrale", svolto con perseveranza nei mesi in cui l’attore e Vallanzasca si sono frequentati.

Placido sa che per molte famiglie e in generale per Milano si tratta di una ferita ancora aperta. "Per loro nutro il massimo rispetto", vorrei fosse chiaro che "se il film deve essere contro qualcuno, è contro Vallanzasca". Ma vorrebbe anche non fosse questa la chiave di lettura, piuttosto quella del racconto di "un uomo che poteva scegliere il bene ma non l'ha fatto. Che era mosso da una sua etica criminale e cristallina", la stessa che gli ha fatto addossare colpe e omicidi che non erano suoi ma opera della sua banda. Era quasi "uno sprovveduto", Placido lo dice senza nessun intento assolutorio dopo averlo conosciuto ora, che "è un vecchietto sciancato, rimasto incosciente nello spirito". L'apporto del vero bandito (tutt'ora carcerato con beneficio del lavoro esterno) è stato fondamentale. All'inizio era molto preoccupato del fatto che si facesse un film su di lui poi "i suoi racconti di fatti personali, episodi curiosi e privati, hanno arricchito il film. Ma non ha letto la sceneggiatura". Il film è liberamente ispirato al libro autobiografico, firmato da Vallanzasca con Carlo Bonini, "Il fiore del male"; inizia il racconto dall'infanzia, le prime rapine e l'ascesa nella mala milanese. "Gran parte del film si svogle nel carcere duro dove Vallanzasca viene rinchiuso all'età di 28 anni", proprio lì tra le sommosse, gli scontri e i tentativi di evasione emerge la solitudine dell'uomo, terrorizzato dal sentirsi tagliato fuori e molto corteggiato anche da prigioniero.

Paz Vega e Valeria Solarino interpretano due delle sue donne, l'attuale moglie Antonella D'Agostino, e la mamma di quel figlio che non ha mai voluto incontrare suo padre. Da considerare sullo sfondo una Milano ricca di soldi e cocaina – continua Placido - "dove tutti sniffavano" e il banditismo non era una rarità. In questo contesto Vallanzasca inizia il suo percorso criminale, lui che dice "io sono nato per fare il ladro". Accanto a lui la sua banda, Filippo Timi, l'amico d'infanzia e nella rielaborazione romanzata anche il gregario Massimo Loi "che venne decapitato in carcere", e Francis Turatello, il boss amico di Vallanzasca, interpretato da Franscesco Scianna. L'attore siciliano ha parlato del suo personaggio come un uomo dalla doppia anima "un personaggio completamente distante da me. Estremamente ricercato ed elegante nel vestire, una maschera fatta di apparenza e un lato oscuro difficile da cogliere". Lui che "era considerato un buono" dice Placido, è insieme al protagonista la figura più fedele alla realtà.

Vallanzasca - Gli angeli del male si aspetta di vederlo fuori concorso a Venezia, Placido dice "non nascondiamoci è un film importante" e la colonna sonora sarà dei Negramaro. Per chi ne sentirà parlare dal festival ma non ci sarà dovrà aspettare il 17 dicembre, data prevista per l'uscita.

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